rimarchevole…

un blog di provincia…

– BOOK ANTICLERICALE

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Bergoglio Polls:
 su Critica liberale le note di Francesca Palazzi Arduini al recente Questionario sulla Famiglia.

Furbi et Orbi: articolo su A rivista anarchica sulla politica mediatica di Bergoglio.

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da italialaica:
Le Comunità Cristiane di Base denunciano con un comunicato la prepotenza di tale decisione e l’acquiescenza delle autorità civili

Dal 1 maggio 1891 in Italia si celebra, in questa data, la festa dei lavoratori riprendendo una decisione assunta negli USA il 5 settembre 1882 e poi sancita in Europa dalla Seconda Internazionale socialista di Parigi nel 1889.

Solo durante il fascismo ci fu una interruzione; ma la festa fu subito ripristinata nel 1945 e, malgrado le difficoltà dell’immediato dopoguerra e i tentativi di giustapporvi, nel 1956 ad opera del pontefice Pio XII, una festa “cristiana” del lavoro nel nome di san Giuseppe artigiano per portare bianche bandiere e lavoratori cristiani in piazza san Pietro, è ormai patrimonio comune e indiscusso che il 1° maggio è la festa dei lavoratori.

Comizi, feste popolari e, dal 1990, il concerto di piazza san Giovanni a Roma costituiscono un’esperienza che anche per i giovani è occasione per avvicinare e vivere il mondo del lavoro in una circostanza gioiosa.

A tutto ciò quest’anno le autorità ecclesiastiche cattoliche hanno deciso di sovrapporre un raduno di dimensioni planetarie in occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II.

Senza entrare nel merito del significato di questa beatificazione, che pure è oggetto di discussioni e critiche autorevoli in diversi ambienti ecclesiali cristiani, le comunità cristiane di base italiane denunciano un palese tentativo di espropriare il mondo del lavoro della sua festa.

La gerarchia cattolica interviene quindi, senza alcun rispetto per la storia, per riaffermare con un suo uomo simbolo, papa Wojtila, una prepotente immagine di sé, un prestigio scosso da tante vicende recenti e da una leadership contraddittoria.

Anche noi credenti, convinti della necessità di salvaguardare la laicità dello Stato, vogliamo quindi testimoniare, insieme a milioni di uomini e donne, che il 1° maggio è e deve rimanere nella memoria collettiva, la festa dei lavoratori, contro la prepotenza del Vaticano e la torpida acquiescenza delle autorità civili.

Le comunità cristiane di base italiane

Roma, 7 marzo 2011

Segreteria Tecnica Nazionale c/o CdB San Paolo – Roma Via Ostiense, 152/B – 00154 – Roma 328.4366864 segrcdb@alice.it – www.cdbitalia.it


Funny, wise, militants, educational, modern priest-eaters
by Francesca Palazzi Arduini ( A rivista # 358 december-january 2010)

A valuable calendar chronicles anticlerical criticism and debate.

“A”anarchist magazine is a valuable schedule of news, criticism and anti-clerical debate.
Since 1974, Paolo Finzi: May 12, in fact, all citizens-voters (including cloistered nuns) go to vote to decide whether to keep or repeal the famous “law-Baslini Fortuna”, by which the divorce, although in very small size (“little divorce”), made its first timid appearance in Italy, land of the priests, saints and Christian Democrats.
Unable to account for everyone. Just a few examples: the procession of Turin “sindonbusters” in May 1998 is masterfully told by Matteo Maria: In Turin, the 1998 becomes even subversive status Albertine … The police of a city olive trees, olive trees in a country manages to give a charisma “progressive” even Camillo Benso di Cavour, with his very well known “free church in a free state.”
Zelinda Carloni, on February 19, 2000 demonstration in Rome in Piazza Campo de ‘Fiori for the 400 years by the burning of Giordano Bruno said of the grant of the square by the police authorities with the obligation … to make them an insurance policy.
On October 13, 2001 in Treviso held the conference to found the Italian League against Concordato, Mario Coglitore report is available in class and critical questioning the adherence of the figure of the “progressive Catholic”.
Luigi Veronelli, in October 2003, criticizes anti-clericalism exhibiting the “virtuous” work and the humanity of priests like Don Ciotti (that of “Free” Sicilian).
For my part, however, have contributed articles to feminist criticism (with a penchant for psychoanalysis) to Vatican policies, calling for it to leave out anti-religious hyper-rationalist and anti-clerical views to focus on new strategies of cultural resistance to the invasiveness of the Vatican.
Through the writings of Charles Oliva covering all the key stages of the eternal Italian clerical influence. These are summarized in major titles, from “The submissive Inquisitor” (1996) on a brief rehabilitation of Charles Darwin and evolutionism at the Pontifical Academy, to “A small clash of epochal scope” (2008) on the anniversary of breach of Porta Pia. Oliva ranges from small events, reflections on the symbolic (“The fountain pen of the old shepherd,” on the official pen of the Jubilee) to basic questions, such as with “The roots of exclusion” and “Let’s go back to Melchizedek” (2006) on the roots “Christian” Europe’s and to the political power functionality of the three monotheistic religions.


HABEMUS DOSSIER:
è uscito col numero 356 di A rivista anarchica il dossier “Mini storia dei meeting anticlericali 1984-2003” a cura di Francesca Palazzi Arduini. potete trovarlo in libreria,  richiederne copie ad A rivista o consultarlo online.

Il 19 marzo 2009 il Movimento radical socialista ha scritto una lettera di protesta all’Onu, sottolineando la grande ondata di omertà e complicità dei politici ed opinionisti italiani di fronte alle dichiarazioni sui condoms, palesemente incitando al disastro sanitario, di Papa “Benedetto.
Ricordiamo che esiste dal 1999 una campagna internazionale 
http://www.catholicsforchoice.org 
per chiedere all’Onu di togliere alla cosiddetta Santa Sede lo status di Osservatore permanente. 
E’ da ricordare comunque che gli investimenti per la sanità e la profilassi nei paesi in via di sviluppo non sono gestiti direttamente dall’Onu ma dagli Stati membri in associazione con le ONG, il Vaticano quindi riuscirebbe ad influenzare le politiche degli stati membri e delle ONG in ogni caso (ecco perché ora che c’è Obama è così inviperito, e sta impazzando in Africa con questo tipo di dichiarazioni) facendosi forte dell’alleanza con il cartello dei paesi latino americani a maggioranza cattolica, e giocando fortemente d’azzardo anche con il cartello dei paesi a maggioranza mussulmana. 
In Italia, oltre che Aduc (http://www.aduc.it) anche Uaar (http://www.uaar.it) ed altre importanti associazioni nazionali si sono schierate per la petizione , il form per l’adesione è ancora sul sito Aduc. 
A questo proposito segnaliamo il sito della Associazione italiana donne per lo sviluppo  http://www.aidos.it che pubblica regolarmente le parti salienti dei documenti Onu sulla situazione della salute riproduttiva e sessuale nel mondo e sulle strategie da intraprendere per aiutare le popolazioni 
di molti Paesi nel cammino verso la dignità. …E noi donne, si sa, in questo cammino siamo il soggetto principale, non per niente nelle immaginette sacre una di noi è spesso raffigurata mentre schiaccia col 
piede una serpe su una mezzaluna. Indovinate chi è la serpe!» 

 La lettera di Catholics for choice:
Petizione al Segretario Generale delle Nazioni Unite 
 
Gentile Segretario Generale Ban Ki-moon 
nella qualita’ di “Stato non-membro Osservatore Permanente”, il Vaticano ha il vantaggio di uno status che, nell’ambito della Conferenza delle Nazioni Unite, gli consente di votare come gli altri Paesi. Ci sembra un discutibile metodo politico quello di concedere i privilegi di un Governo a chi, nei fatti, e’ un’organizzazione religiosa. Lo Stato del Vaticano (il Governo della Chiesa Cattolica Romana) fornisce contributi positivi all’Onu per la pace e la giustizia, ma cio’ non giustifica equiparare un’istituzione religiosa ad uno Stato. 
La partecipazione dei Governi alle Nazioni Unite, dovrebbe essere riservata agli attuali Stati. Le religioni del mondo sono ben rappresentate grazie allo status di organizzazioni non-governative, che consentirebbe anche alla Chiesa Cattolica Romana di continuare la sua partecipazione alle Nazioni Unite -come il Consiglio Mondiale delle Chiese- senza ambiguita’ o privilegi. 
 
Per questo 
LE CHIEDIAMO 
di avviare una revisione ufficiale dello status del Vaticano in seno all’Onu.

Per la lettera scritta dal Movimento radicalsocialista, che si può sottoscrivere: http://www.radicalsocialismo.it

– 17 febbraio: annullata la condanna a Luigi Tosti . Lui: «Passo importante per la laicità»
ROMA (La stampa)
La sua battaglia dura da sei anni. Ed è stata accompagnata da iniziative che hanno fatto rumore: dallo sciopero delle udienze, alla restituzione del certificato elettorale e dei suoi stipendi, sino al conflitto di attribuzioni contro il ministro della Giustizia davanti alla Consulta. Oggi Luigi Tosti, il giudice che in nome della laicità dello Stato vuole che il crocifisso sia rimosso da tutti gli uffici pubblici, a cominciare dalle aule giudiziarie, ha ottenuto la sua prima vittoria: la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna che gli era stata inflitta dalla Corte d’appello dell’Aquila proprio per il suo rifiuto di celebrare udienze in aule dove era presente il simbolo della religione cattolica.

«Un passo importante» ha commentato il diretto interessato, annunciando che la sua battaglia andrà avanti. Tosti non tornerà però subito a fare il giudice, visto che da tre anni è sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dal Csm sempre per questa vicenda e che su di lui pende ancora un procedimento disciplinare. È stata la Sesta sezione penale della Suprema Corte ad assolvere in via definitiva il magistrato dall’accusa di interruzione di pubblico servizio e omissione di atti d’ufficio, cancellando la condanna a sette mesi di reclusione e un anno di interdizione dai pubblici uffici, che gli era stata inflitta dalla Corte d’Appello dell’Aquila nel maggio 2007.

«Il fatto non sussiste» hanno decretato i giudici di piazza Cavour , andando oltre le richieste dell’accusa, che con il sostituto pg Vincenzo Geraci, aveva sollecitato sì l’annullamento della condanna, ma con rinvio, nella convinzione che occorresse riformulare il reato a carico del magistrato. Secondo Geraci, infatti, poichè le udienze dopo il rifiuto di Tosti si erano tenute lo stesso, attraverso la nomina di un sostituto, non si sarebbe configurata un’ omissione di atti d’ufficio,ma piuttosto un turbamento dell’attività giudiziaria. Tosti intanto si dice deciso ad andare avanti: «se tornerò in aula a fare il giudice è ovvio che continuerò la mia battaglia ’o me o i crocifissi in aulà », ha dichiarato , ribadendo che l’obiettivo è ottenere «il rispetto del principio di laicità che in Italia è violato soltanto dalla religione cattolica».

– NO VAT 2009 

Autodeterminazione, Laicità,Antifascismo, Liberazione, Cittadinanza

Manifestazione Nazionale- Roma, 14 febbraio `09
A ottant´anni dai Patti lateranensi tra Pio XI e Mussolini (11 febbraio 1929), in piena crisi del sistema neoliberista permangono le connivenze tra stato autoritario e Vaticano, vero cuore del Concordato. Decenni di sdoganamento istituzionale del fascismo trovano rispondenza nel revisionismo di Ratzinger su Pio XI e Pio XII, complici del fascismo, del nazismo e della deportazione ed eliminazione di donne e uomini considerati ‘diversi’.
Stipulati per la difesa dei reciproci privilegi, i Patti lateranensi e la loro versione aggiornata nel Concordato dell´84 sono potenti strumenti di controllo. In loro nome la religione cattolica e i suoi simboli continuano ad imperversare, alimentando la logica dello “scontro di civiltà” e un clima in cui autodeterminazione, laicità, ateismo e libertà di pensiero sono stigmatizzati e spesso puniti come atti di terrorismo culturale.
La manifestazione NO VAT – rivendicando autodeterminazione, laicità, antifascismo, liberazione e cittadinanza – ha l´obiettivo di denunciare il progetto di egemonia del Vaticano e la sua funzionalità ad un sistema sessista, fascista e razzista, nonché il suo ruolo nella gestione delle crisi del sistema neoliberista.
Come in un gioco delle parti, in tempi di crisi economica, a un welfare differenziale e ridotto all´osso alla progressiva distruzione di uno stato sociale che, almeno sulla carta, offriva garanzie a tutte e tutti, la chiesa fa eco con “soluzioni” caritatevoli discriminatorie e familiste.
Intanto i tagli all´istruzione e alla sanità pubblica continuano a garantire un incessante flusso di denaro nelle casse di scuole e università confessionali, di cliniche e ospedali cattolici.
La distruzione della scuola pubblica denunciata dall'”onda studentesca” dell´autunno 2008, ha non solo la finalità di indirizzare altrove le risorse, ma anche quella – ben più grave nei tempi lunghi – di sottrarre alle nuove generazioni gli strumenti di conoscenza, di crescita del senso critico e di conseguente lettura dei meccanismi di potere.
In Italia le associazioni cattoliche ingrassano il portafogli tra interventi sociali e gestione diretta di alcuni CIE – Centri di identificazione ed espulsione – e CARA – Centri d´accoglienza dei richiedenti asilo. Così facendo avallano la gestione securitaria del fenomeno dell´immigrazione e controllano un esercito di riserva di lavoratori e lavoratrici provenienti da altri paesi. E intanto si accaparrano la gestione delle emergenze internazionali per moltiplicare il business: aids, campi profughi, aiuti umanitari.
Sul piano ideologico, le gerarchie vaticane difendono e rafforzano la subordinazione patriarcale di un sesso all´altro, facendo guerra al concetto di gender che decostruisce la “naturalità” dei ruoli tra donne e uomini e portando questa guerra ideologica nell´ambito della loro costante intromissione nelle politiche degli organismi nazionali e internazionali (ONU, Unione Europea).
Il papato dell´integralista Ratzinger, attraverso il controllo sulla nascita e sulla morte pretende di gestire e ridisciplinare i corpi e le forme di vita; gli anatemi vaticani contro ogni istanza di autodeterminazione vanno di pari passo al moltiplicarsi di ordinanze e divieti di sindaci-sceriffi. La famigliola da pubblicità televisiva è, così, imposta da stato e chiesa come modello unico di rispettabilità e chi non vi corrisponde diventa indecoroso/a quando non addirittura pericoloso/a.
A ottant’anni dai Patti lateranensi, stato e gerarchie vaticane mirano a neutralizzare il conflitto sociale anche producendo nuove marginalità da stigmatizzare e nuovi “scarti” da criminalizzare col pretesto della “sicurezza”.
Sappiamo bene cosa si nasconda dietro queste campagne d´odio: la paura di perdere i privilegi e il potere.  
Ma la loro paura non vogliamo pagarla noi!
Alziamo la testa. Diciamo con determinazione che non abbiamo paura di far paura.
Denunciamo le connivenze tra stato e chiesa nella gestione delle politiche securitarie, razziste, transfobiche, lesbofobe, omofobe e misogine e torniamo di nuovo in piazza il 14 febbraio 2009, con la manifestazione NO VAT per l´autodeterminazione e la libertà di scelta responsabile in ogni fase della vita,l’istruzione pubblica e laica e l’abolizione dell’ora di religione, un sistema sanitario pubblico e laico, uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei diversi soggetti,i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans, gay e migranti, l´eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita, l’abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille…).
Coordinamento Nazionale Facciamo Breccia.

http://www.facciamobreccia.org

—————————————
EMEROTECA,
Articoli in formato rivista e velocemente consultabili:

 – Viaggio fantastico e scientifico nel pensiero di Giordano Bruno.
aprile 2000
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/262/37.htm

– Tamagochi come metafora. La bagarre sui preti pedofili e la necessità di “possedere l’infanzia”.
ottobre 2002
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/284/25.htm

– Reich e i fagociti bianchi. In questo momento il clero gioca in difesa, con un gigantesco globulo bianco…
ottobre 2005
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/311/22.htm

– da Eros a Ratzinger, itinerario nella sessuo-repressione.
giugno 2006
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/318/17.htm

– Verso una nuova Media-Eva, ovvero: come trarre vantaggio dalla disfida tra patriarchi nello scenario globale?
dicembre 2006
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/322/31.htm

– Aspettando lo scisma, ovvero: “cattolici di tutto il mondo, dividetevi!”.
estate 2007
http://www.arivista.org

-D come Dio, d come Denaro.
Aprile 2009.
http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/343/15.htm

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