rimarchevole…

un blog di provincia…

– ANTIFA’

14 maggio 2011:
Rifondazione comunista di Urbino
apprende con sconcerto e incredulità della notizia, riportata dal Resto del Carlino,relativa alla denuncia di sei studenti e cittadini/e urbinati per aver niente meno che  “lanciato slogan contro il fascismo”, per usare le parole di fredda neutralità del giornalista del Carlino.

Credevamo che la nostra fosse una Costituzione antifascista; pensavamo che mai nessuno avrebbe messo in discussione la XII disposizione finale della Costituzione che “vieta la ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista”; credevamo che impedire ad un movimento apertamente fascista, quale Forza Nuova, di fare becera propaganda sulla pelle degli immigrati fosse opera meritoria e degna della massima solidarietà. E invece apprendiamo con stupore che, su querela degli esponenti di Forza Nuova, si è pensato di indagare alcuni studenti e cittadini urbinati, la cui unica colpa sarebbe quella di ‘difendere i valori antifascisti della Costituzione…

Non c’è che dire è proprio un mondo alla rovescia

 Rifondazione comunista esprime, invece, la sua incondizionata solidarietà agli studenti e ai/lle cittadini/e ingiustamente indagati/e e dichiara fin da subito che non accetterà altro verdetto che l’archiviazione completa della ridicola denuncia…Se mai ci permettiamo di chiedere alla Giunta comunale  di riflettere se era il caso di concedere il permesso di manifestare a Forza Nuova, pochi giorni prima della celebrazione in pompa magna dell’anniversario del 25 aprile…Un po’ di coerenza in più non guasterebbe.

22 dicembre 2010:
Il blitz dei neofascisti non c’entra nulla con la protesta degli studenti fanesi e danneggia l’immagine del movimento studentesco

Riempire di vernice rossa la Fontana della Fortuna non è un modo molto intelligente e soprattutto utile di esprimere il proprio dissenso contro il DDL Gelmini. Ci dissociamo con forza da questo blitz dei neofascisti di “Lotta Studentesca”, l’organizzazione studentesca legata al movimento di estrema destra Forza Nuova, che risulta assolutamente estemporaneo ed estraneo rispetto alle mobilitazioni studentesche che negli ultimi tre mesi hanno visto coinvolti migliaia di studenti in tutto il territorio provinciale. A Fano il 17 novembre abbiamo organizzato un corteo pacifico con oltre 1000 studenti, ci sono state assemblee, autogestioni, occupazioni, sit-in, flashmob… per esprimere, anche con radicalità, la nostra protesta contro i deleteri provvedimenti assunti dal Ministro Gelmini e il Governo Berlusconi nel campo della scuola, dell’università e della ricerca. Imbrattare un monumento storico non è giustificabile in nessun modo.
L’impressione è quindi che l’estrema destra cerchi solo quella visibilità che nel movimento studentesco non ha essendone fin dall’inizio tagliata fuori.

Circolo giovanile “Salvador Allende” – Fano
Rete degli Studenti Medi Pesaro-Urbino

 

agosto 2010:

Da tempo molte associazioni fanesi trattano con le varie amministrazioni che si sono succedute per ottenere migliori condizioni di utilizzo degli spazi pubblici, Rocca Malatestiana compresa.

Esiste a Fano anche una consulta delle associazioni che più volte ha raccolto, senza grandi risultati purtroppo, le pressanti richieste riguardanti gli spazi: sale pubbliche troppo costose o non attrezzate,
suolo pubblico per le iniziative, sedi.

Ma ecco farsi avanti, sgomitando, l’associazione con sede a Calcinelli Regresso Arti, per chiedere addirittura di ottenere in gestione la Rocca Malatestiana nei periodi in cui non è usata, lamentando il costo che, pur già privilegiata rispetto a tutte le altre, ha dovuto pagare per la sua mostra!

Innanzitutto risulta poco credibile che una struttura del genere venga negata ad altri, che pure la userebbero ben volentieri se a basso prezzo per iniziative di ogni genere, e concessa invece a questa
associazione in cambio di un “lavoro di volontariato” che essa svolge (la pulizia con sabbiatrice di alcuni muri comunali se vengono imbrattati). Forse che le altre associazioni di volontariato vengono
remunerate per ciò che fanno gratis, con professionalità e a beneficio di tutti? No. Semmai vi sono aiuti ad associazioni ed onlus per lo svolgimento delle attività ma non certo compensi per del lavoro
svolto!

Chiediamo quindi perché Regresso Arti continui ad essere privilegiata ottenendo dal Comune di Fano contratti per lo svolgimento di opere di pulizia che oltretutto potrebbero essere benissimo svolte, con maggior risultato pedagogico, dagli Istituti d’arte della provincia o dai Comuni stessi.

In secondo luogo una cosa è certa: molte associazioni dicono da anni che Fano ha bisogno di spazi pubblici aperti e maggiormente fruibili. Il Sindaco ne tenga conto: se ha concesso a Regresso Arti, come pare, la Rocca Malatestiana in cambio di un contratto “volontariato uguale spazi”, tutte le associazioni che sono attive nel sociale, nell’arte e nella cultura con pari o superiore professionalità avrebbero dovuto avere gli stessi diritti.

Chiediamo poi al Comune di Fano di chiarire i suoi rapporti con una associazione che già in passato ha visto scatenarsi polemiche per i contenuti delle opere esposte e per i legami di alcuni dei suoi
esponenti con formazioni della nuova estrema destra. Regresso Arti ha lanciato una campagna contro l’imbrattamento dei muri ma osteggia anche ogni genere di arte graffitista. Il suo presidente pubblica saggi sull’arte in siti web (ad esempio Arte Reale) che narrano delle prodezze artistiche di Hitler bambino: «Hitler l’artista. Adolf Hitler era diverso dagli altri bambini. Aveva una forza interiore ed era guidato dallo spirito e dall’istinto. Poteva disegnare con abilità quando aveva solo undici anni. I suoi primi disegni e acquarelli, all’età di quindici anni, erano pieni di poesia e sensibilità (…)»; e chiunque può vedere sulla sua pagina personale, direttamente dal sito dell’associazione, le immagini di gerarchi fascisti e i link al gruppo eversivo Terza Posizione. Non siamo sicuri che sia saggio affidare a Regresso la pulizia dei muri, come nessuno è stato sicuro che fosse una buona idea affidare alle ronde la sicurezza delle nostre strade.

Invitiamo tutte le associazioni a dire: basta con gli accordi a quattr’occhi! Il sindaco faccia chiarezza!

 FEDERAZIONE dei COMUNISTI ANARCHICI – FANO

MOVIMENTO RADICALSOCIALISTA – FANO 


 2 Luglio 2009  da Il Messaggero – Pesaro. I carabinieri di Montecchio sequestrano armi ad aria compressa e oggetti ispirati al duce e al nazismo. I razzisti ” per noia ” traditi da Youtube.
Avevano sparato a nigeriano : cinque ragazzi incastrati da un video sui giochi di guerra. A incastrarli alla fine è stato un video su “Youtube”: il gruppo gioca alla guerra (nome in codice: “Roma”, “Zazza”, “Mario, “Nek” e ”Baga”) simulando l’assalto armato a un cascinale abbandonato a Coldelce dove i graffiti immortalano sui muri croci celtiche e simboli neonazi. Più o meno nello stesso periodo, il 22 febbraio scorso, a Morciola, il “commando” userà come bersaglio mobile un giovane immigrato, un nigeriano in scooter, sparandogli con una pistola ad aria compressa dopo averlo affiancato in auto. «E’ un negro e quelli come lui ci rubano il lavoro, qualcuno deve pensarci»: la frase raccolta dai carabinieri di Montecchio mentre formalizzano le denunce per violazione alla legge Mancino (sulla discriminazione razziale, etnica e religiosa) suggella ed estremizza il legame fra il video e l’aggressione, dove l’attacco da “war games” tracima nel reale, macchiandosi di disprezzo, tracotanza e violenza. Ovvero, razzismo. Per il ferimento del nigeriano, che solo per casualità o fortuna non ha perso un occhio, la Procura di Urbino ha indagato cinque ragazzi, residenti fra Morciola e Bottega di Colbordolo e Padiglione di Tavullia: hanno fra 20 e i 18 anni, uno è ancora minorenne. Sono operai e studenti, incensurati, gli inquirenti rimarcano per le loro famiglie gli aggettivi di “brave e tranquille”. Eppure sono anche accusati di minacce gravi: altri connazionali dell’immigrato colpito, sono stati insultati alle fermate dei bus di Bottega («Sporco negro», «Ehi negro di m…») e, almeno in due delle cinque perquisizioni eseguite, nelle camere dei ragazzi sono stati trovati e sequestrati reperti nostalgici del ventennio fascista (bandiere col fascio, busto, teste e riproduzioni di Mussolini, souvenir e dvd vari sul duce) nonchè gadget del Terzo Reich con il corollario di filmografie di Hitler, svastiche, vessilli, modellini fai-da-te di carrarmati nazisti, loghi della ”gioventù nazionale”.

Da tempo molte associazioni fanesi trattano con le varie amministrazioni che si sono succedute per ottenere migliori condizioni di utilizzo degli spazi pubblici, Rocca Malatestiana compresa.

Esiste a Fano anche una consulta delle associazioni che più volte ha raccolto, senza grandi risultati purtroppo, le pressanti richieste riguardanti gli spazi: sale pubbliche troppo costose o non attrezzate,
suolo pubblico per le iniziative, sedi.

Ma ecco farsi avanti, sgomitando, l’associazione con sede a Calcinelli Regresso Arti, per chiedere addirittura di ottenere in gestione la Rocca Malatestiana nei periodi in cui non è usata, lamentando il costo che, pur già privilegiata rispetto a tutte le altre, ha dovuto pagare per la sua mostra!

Innanzitutto risulta poco credibile che una struttura del genere venga negata ad altri, che pure la userebbero ben volentieri se a basso prezzo per iniziative di ogni genere, e concessa invece a questa
associazione in cambio di un “lavoro di volontariato” che essa svolge (la pulizia con sabbiatrice di alcuni muri comunali se vengono imbrattati). Forse che le altre associazioni di volontariato vengono
remunerate per ciò che fanno gratis, con professionalità e a beneficio di tutti? No. Semmai vi sono aiuti ad associazioni ed onlus per lo svolgimento delle attività ma non certo compensi per del lavoro
svolto!

Chiediamo quindi perché Regresso Arti continui ad essere privilegiata ottenendo dal Comune di Fano contratti per lo svolgimento di opere di pulizia che oltretutto potrebbero essere benissimo svolte, con maggior risultato pedagogico, dagli Istituti d’arte della provincia o dai Comuni stessi.

In secondo luogo una cosa è certa: molte associazioni dicono da anni che Fano ha bisogno di spazi pubblici aperti e maggiormente fruibili. Il Sindaco ne tenga conto: se ha concesso a Regresso Arti, come pare, la Rocca Malatestiana in cambio di un contratto “volontariato uguale spazi”, tutte le associazioni che sono attive nel sociale, nell’arte e nella cultura con pari o superiore professionalità avrebbero dovuto avere gli stessi diritti.

Chiediamo poi al Comune di Fano di chiarire i suoi rapporti con una associazione che già in passato ha visto scatenarsi polemiche per i contenuti delle opere esposte e per i legami di alcuni dei suoi
esponenti con formazioni della nuova estrema destra. Regresso Arti ha lanciato una campagna contro l’imbrattamento dei muri ma osteggia anche ogni genere di arte graffitista. Il suo presidente pubblica saggi sull’arte in siti web (ad esempio Arte Reale) che narrano delle prodezze artistiche di Hitler bambino: «Hitler l’artista. Adolf Hitler era diverso dagli altri bambini. Aveva una forza interiore ed era guidato dallo spirito e dall’istinto. Poteva disegnare con abilità quando aveva solo undici anni. I suoi primi disegni e acquarelli, all’età di quindici anni, erano pieni di poesia e sensibilità (…)»; e chiunque può vedere sulla sua pagina personale, direttamente dal sito dell’associazione, le immagini di gerarchi fascisti e i link al gruppo eversivo Terza Posizione. Non siamo sicuri che sia saggio affidare a Regresso la pulizia dei muri, come nessuno è stato sicuro che fosse una buona idea affidare alle ronde la sicurezza delle nostre strade.

Invitiamo tutte le associazioni a dire: basta con gli accordi a quattr’occhi! Il sindaco faccia chiarezza!

 

FEDERAZIONE dei COMUNISTI ANARCHICI – FANO

MOVIMENTO RADICALSOCIALISTA – FANO

– 25 marzo 2009: dopo una serie di accertamenti, sono stati arrestati e rinchiusi nei carceri Di Villa Fastiggi e di Monteacuto i 4 “neo-nazi ” che si suppone siano stati gli aggressori dello scorso 8 settembre, presso il centro di aggregazione di Vismara a Pesaro.

– sabato 21 marzo, ore 10, Fano, nella sede della I Circoscrizione, la presidente terrà una conferenza stampa, unitamente ad Anpi di Pesaro, per far conoscere all’opinione pubblica l’opposizione del sindaco Aguzzi allo scoprimento di una lapide in memoria delle vittime antifasciste Amilcare Biancheria e Giuseppe Morelli.
“Si tratta di Amilcare Biancheria, giovane muratore di 23 anni, simpatizzante comunista e di famiglia anarchica, colpito, probabilmente, dai colpi sparati da una pattuglia di Guardie Regie in un vicolo cieco di Via Cavour. E di Giuseppe Morelli, di 47 anni, facchino presso l’Albergo Moro-Nolfi, ucciso dai colpi (di arma da fuoco e di pugnale da un gruppo di fascisti che stava percorrendo con un camion il Corso Vittorio Emanuele (ora Corso Matteotti), raggiunto nell’angolo di Via S. Francesco, ucciso forse per reazione, certo casualmente perché quella notte era stato incaricato dal proprietario dell’albergo di andare a recuperare il figlio che si era recato ad uno spettacolo teatrale.Questi episodi, poco conosciuti dai cittadini fanesi, erano l’epilogo nella nostra realtà di un periodo di forti tensioni sociali e politiche e costellato da decine e decine di atti di violenza.”
(dal comunicato stampa del 2006 circa la discussione in consiglio comunale della proposta, presentata da Michele Altomeni PRC di intitolare due vicoli di via Cavour a biancheria e Morelli. Nell’agosto dello scorso anno sono stati intitolati a Biancheria e Morelli i giardini di via Ceccarini, nei pressi della Rocca Malatestiana).

– Forza nuova ci riprova… a Marotta
A Marotta, dopo alcuni episodi di rissa presso il Phone center del luogo, e dopo le proteste dei residenti, è arrivata sabato 15 marzo Forza Nuova,  a proporre le sue “soluzioni finali”: chiudere tutti i Phone center.
Il sindaco di Mondolfo Pietro Cavallo (lista L’Ulivo), successore di Vittoriano Solazzi alla guida del Comune, ha concesso a Forza Nuova l’agibilità per fare una manifestazione pubblica dallo slogan razzista, oltre che marcatamente ideologico, “chiudere tutti i Phone center d’Italia”.
Tutti hanno il diritto di esprimersi liberamente e in pubblico, però ricordiamo che l’incitamento all’odio razziale è un reato: il sindaco lo sa?
I Phone center sono luoghi molto utili a chi lavora in Italia proveniendo da paesi lontani, perché danno la possibilità di chiamare casa e di trasferire denaro in maniera immediata e semplice.
Per questo lo slogan dei forzanuovisti è assurdo e tiene solo a far montare l’odio verso chi non ha la pelle esattamente del colore deciso dal loro Pantone. Occorre inoltre sottolineare, a proposito di risse e di ordine pubblico, che proprio persone che frequentano le sedi di Forza Nuova sono state protagoniste, anche a Marotta, di episodi di violenza, risse e pestaggi.
Ecco il comunicato della Federazione di Fano-Pesaro dei comunisti anarchici, che riteniamo di dover pubblicare in evidenza visto il poco spazio concessogli dai media importanti, per chi volesse saperne di più, consigliamo di visitare le nostre pagine antifasciste
http://www.rimarchevole.wordpress.com/antifa/antifa-documenti

CHIUDIAMO LE SEDI DI FORZA NUOVA!
“Basta una scazzottata a far chiudere tutti i Phone Center della provincia?”

“Allora dopo le decine d’episodi di violenza fascista, razzista, omofobica e sessista da parte di Forza Nuova e degli scagnozzi rasati, chiediamo che tutte le sedi di questo movimento politico di estrema destra vengano chiuse. Se iniziassimo a citare tutti gli episodi di violenza cieca e bruta che proprio a Marotta hanno sfiorato quasi la tragedia quando le teste rasate vicine a Forza Nuova hanno picchiato quasi a morte dei giovani marottesi rei di avere un look troppo sinistroide, l’elenco prenderebbe un giornale intero. Basti ricordare i due rappresentanti del PD malmenati a Fano, i ragazzi del Centro Sociale di Pesaro, gli immigrati presi di mira, i ragazzi e le ragazze gay in alcuni istituti della provincia e le minacce e gli insulti che questi lor signori si permettono di dirigere a destra e a manca.  E se dobbiamo fare lo stupido paragone chiediamo che tutti i bar o  locali in cui avvengono risse e scazzottate siano chiusi…e così vivremo dietro i muri di cemento armato delle nostre case con la paura dell’aria che respiriamo. La manifestazione di oggi a Marotta contro i phone center da parte di Forza Nuova è una strumentalizzazione e l’amministrazione di Mondolfo non dovrebbe lasciare lo spazio ad una organizzazione politica di cui non si è ancora chiarita la partecipazione alle ultime gravissime aggressioni che si sono verificate proprio nel territorio di Marotta. La popolazione pacifica della città di Marotta dovrebbe temere di più questi loro improvvisati tutori di estrema destra, pronti a colpire i  giovani marottesi e a rimanere impuniti, perché coperti da qualcuno tra partiti e questure, piuttosto che qualche immigrato che chiama a casa. I fascisti e i nazi di varie tendenze si sono macchiate anche di omicidi a carico di persone innocenti, ultimo il caso di Verona il 1 maggio 2008, dove i fascisti hanno ucciso a calci e pugni un ragazzo incontrato per strada. Non permetteremo che le nostre città siano messe in pericolo dai fascisti di Forza Nuova e dai neo-nazisti di Ordine Studentesco o Casa Pound e per questo che chiediamo alle amministrazioni di non dare spazi pubblici a questi criminali e  chiediamo alla popolazione di vigilare e di non lasciare che il fascismo, il razzismo e il nazismo regnino di nuovo in questo paese”.
A cura di Fdca sez Nestor Makno Fano Pesaro

fdcafano@fdca.it
http://www.fdca.it

-“Blocco studentesco” a Urbino:
L’Associazione Culturale Centro Donna esprime  dissenso e indignazione nei confronti dell’Amministrazione Comunale di Urbino  che in data 7 marzo ha autorizzato la presenza in piazza di un gruppo  neofascista “Blocco Studentesco” in concomitanza con le iniziative indette per   l’8 marzo giornata storicamente dedicata alle donne e alle loro battaglie per l’affermazione di libertà civili, politiche e sociali.
Il Centro Donna, come associazione femminista e antifascista, ritiene sia stato un grave errore consentire la presenza di un  gruppo neofascista in una “piazza” storicamente legata alla resistenza e alla guerra di liberazione del paese dal giogo nazifascista. Non meno grave si  ritiene sia la retriva propaganda antifemminista di cui tali gruppi sono convinti sostenitori con il dichiarato scopo di ricondurre le donne al mero ruolo di procreatrici, custodi del focolare domestico annientando decenni di   lotte femministe.
Constatata la scarsa sensibilità dimostrata dall’Amministrazione locale verso valori ci chiediamo se la città di “Urbino difende ancora valori fondativi  di democrazia  e libertà oppure abbia abdicato ad essi?
CENTRO DONNA URBINO.

– Martedì 20 gennaio un gruppo di nazi fascisti entra al Liceo Marconi durante la ricreazione.Con il classico atteggiamento squadrista insultano e provocano alcuni studenti usciti dalle classi.
Il loro intento è chiaro: provocare e portare all’interno della nostra scuola il loro credo di odio e intolleranza.

Un episodio simile si verifica anche giovedì 22 gennaio, quando lo stesso gruppo di nazifascisti,persone totalmente esterne  alla struttura scolastica, aspetta con fare minaccioso l’uscita di alcuni studenti per intimidirli

Non possiamo tollerare episodi di questo genere: la scuola non è il luogo per individui che fanno del razzismo e della xenofobia il loro credo e della violenza squadrista il loro modo di agire per diffondere la paura e seminare il loro messaggio di odio.
Come studenti vogliamo sottolineare la gravità di quanto è accaduto in maniera chiara e per far si che il razzismo, le discriminazioni e la violenza fascista non entrino più nelle nostre scuole ci rivolgiamo a tutti gli studenti, ma prima ancora ai docenti e al preside a prendere una posizione chiara rispetto ai fatti avvenuti.

Chiediamo a tutti i docenti di far uscire fuori, all’interno delle loro lezioni, tematiche come quella del razzismo, delle discriminazioni e dell’odio verso tutto ciò che è considerato “diverso”, quindi inferiore e di tutte quelle che sono le nuove forme di fascismo.

Chiediamo a tutti i docenti di dare vita insieme ad un percorso culturale ,prima di tutto, per fare della nostra scuola uno spazio veramente formativo, dove insegnare una cultura libera, antifascista ed inclusiva.

Chiediamo a tutti i docenti e al preside di riunirci, discutere insieme, confrontarci per fare in modo che le nostre scuole non siamo più minacciate da questi loschi figuri e per garantire l’incolumità di tutti gli studenti del Liceo, ora messa in pericolo dalla presenza di persone che agiscono come squadracce fasciste.

Invitiamo tutti i docenti, il preside, ma anche tutti gli studenti a riflettere sul fatto che forse non ci siamo mai veramente vergognati del fascismo e delle sue mappe culturali e per questo oggi, ma da tanto tempo ,si ripropongono sotto forma di razzismo, xenofobia, omofobia e uso di violenza squadrista per imporre la loro becera ideologia.

Come studenti non abbiamo nessuna intenzione di restare a guardare e non fare niente mentre le nostre scuole si trasformano in luoghi del controllo, della paura e delle discriminazioni.

Le studentesse e gli studenti del Collettivo Zero in Kondotta

Questi episodi si verificano in un Paese dove ormai si diffonde sempre di più un clima molto pericoloso di razzismo culturale e odio verso i migranti, i rom, omosessuali, trans, coloro che vengonio considerati diversi quindi inferiori. Le risposte dei governi a tutto ciò da una parte sono leggi repressive, razziste che non fanno altro che costruire ad arte un clima di paura,insicurezza e odio, dall’altra ditruggere ogni sicurezza sul piano economico,lavorativo e sociale, promulgando leggi che vanno contro tutti i precari,dalla scuola a tutti i luoghi di lavoro, minando seriamente il futuro e la stabilità delle nostre esistenze, negandoci sempre di piu quei diritti e quelle libertà che sembravano acquisite da tempo, ma ormai sempre meno scontati.

 Collettivo Zero in Kondotta
 

–  “Regresso arti”…in Tribunale.
E’  notizia di questi giorni che l’associazione “Regresso arti”, già nota per alcune polemiche sorte in merito ai suoi legami con siti contenenti materiale di ispirazione presumibilmente neofascista e neonazista, avrebbe, tramite il suo presidente, denunciato il presidente dell’Associazione nazionale partigiani di Pesaro, Peppe Scherpiani, per calunnia a mezzo stampa. La prima ha avuto luogo luogo presso il Tribunale di  Fano, venerdì 16 gennaio alle 10.30, i legali delle parti hanno concordato il rinvio a marzo.

segnaliamo sul sito http://radicalsocialismo.it
un post molto interessante che fa la storia di questa associazione e del suo presidente, chi volesse leggerlo per intero vada sul forum del sito e cerchi “regresso arti”.
ne copiamo un brano:

“Regresso arti e il “disordine urbano: storia di una mistificazione.
Se decenni di cementificazione hanno deturpato il paesaggio, l’ambiente, e le città, non è certo colpa dei ragazzi che fanno graffiti o di una ideologia in particolare. Se per secoli le persone hanno inteso sporcare monumenti e luoghi storici lasciando firme intagliate e scrivendo frasi cretine, non è certo a causa del consumismo ma semmai per colpa di una inveterata abitudine umana a voler lasciare un segno, abitudine molto dannosa soprattutto se a esibirla è chi ha il potere di far erigere orridi monumenti e scolpire col suo profilo persino rupi rocciose, dunque, perché giungere a voler perseguire penalmente i ragazzini “graffitari”, invece che cercare il dialogo e affidare alla collettività le decisioni su eventuali (non sempre necessarie!) azioni di recupero da intraprendere, presentandoli invece come più criminali dei palazzinari in esubero da Prg o degli inquinatori di professione?
Eppure è questo che fa il presidente di una Associazione, la “Regresso Arti”, da alcuni anni attiva in provincia, Associazione che con la sua iniziativa detta “ProCivitate” si offre di pulire i muri che individua in cambio di un corrispettivo in denaro e/o di spazi pubblici gratis.
Non ci sarebbe niente di male, a offrirsi ai privati con muri inzozzati da qualche sgorbio per un lavoro di pulitura, o a offrire gratuitamente alle amministrazioni la propria opera per ripulire monumenti o edifici storici. Il problema è che, a giudicare dai numerosi interventi sul web e dalle infinite dichiarazioni del presidente di questa associazione, Regresso Arti, si tratta per costui, e quindi per l’Associazione di cui è il principale e fondamentale animatore, di una battaglia ideologica, battaglia che rischia di coinvolgere le amministrazioni cui offre collaborazione in operazioni di “pulizia visiva etnica” che poco hanno a che vedere con esigenze di pulizia e decoro ma che si intrecciano ben strette con una concezione del proprio operato legata a ideologia neofascista.”

Il caso dell’istituto di Belle Arti di Urbino…

 

 altri link:
http://restodellapesaresita.splider.com

http://www.anpi.pesarourbino.it

3) Rimini – 30 gennaio: il triangolo nero e lo sterminio nazista
in occasione della Giornata della Memoria
per ricordare le vittime dello sterminio nazista
contro il pregiudizio razzista e le politiche di discriminazione sociale
il Centro Studi Libertari “Domenico Francolini” di Rimini
organizza
VENERDÌ 30 GENNAIO 2009
sala degli archi • piazza cavour • rimini
IL TRIANGOLO NERO E LO STERMINIO NAZISTA
come ripulire la società dai soggetti “estranei alla comunità”
[ore 16.30]
A FORZA DI ESSERE VENTO:
LO STERMINIO NAZISTA DEGLI ZINGARI
con proiezioni di interviste e testimonianze a Rom e Sinti perseguitati
interviene Paolo Finzi, della rivista anarchica “A”
[ore 18.30]
IL TRIANGOLO TRASPARENTE:
L’INVISIBILITÀ DELLE LESBICHE NEI CAMPI DI STERMINIO
interviene Luki Massa, regista e storica del movimento lesbico
[a seguire]
LOVE STORY – regia di Catrine Clay -50 min – 1998-
documentario prodotto dalla BBC sull’amore drammatico tra Lilly Wurst,
moglie e madre modello della Germania nazista, e l’ebrea-tedesca
Felice Schragenheim
[ore 21.30]
ASOCIALI E RENITENTI AL LAVORO NELLA GERMANIA NAZISTA
interviene Marco Rossi, co-autore di Piegarsi vuol dir mentire
(edizioni Zero in Condotta)
[a seguire]
DAL CABARET ALLE BARRICATE: ERICH MÜSHAM, ANARCHICO E POETA
letture a cura di Simone Felici
iniziativa promossa dal
Centro Studi Libertari “Domenico Francolini” – Rimini
info: csl_rimini@yahoo.it

– riceviamo dalla Rete antifascista della provincia di Pesaro e Urbino questo dossier che fa un ritratto della formazione politica forza Nuova citando mass media locali e nazionali, dossier interessante vista la decisione di FN di presentare candidati alle prossime amministrative.    

  

Forza Nuova: vecchie idee vestite di oscure novità.

Per difendersi dalla retorica, occorre sapere chi sono cosa vogliono i dirigenti di questa formazione politica neofascista.

Se la sono presi di recente anche con la finanza internazionale, cercando di sfruttare come sempre la rabbia e le frustrazioni di tutti. Un trucco vecchio, quello di cavalcare la rabbia, la disillusione, proponendo soluzioni, diciamo così, sbrigative e campate in aria.

Ma chi sono gli ispiratori e i dirigenti di questa forza politica neofascista? I suoi aderenti e simpatizzanti usano spesso il simbolo della celtica, e non la svastica, per darsi un’aria rinnovata con coloro che cercano di attrarre, e per non incorrere nel reato di ricostituzione del partito fascista stanno bene attenti a non usare in pubblico questo termine.

Ma basta ascoltare i loro comizi per capire quanto sia poco “nuova” la loro “forza”: “Tenetevi pronti, camerati. I tempi stanno per cambiare. Nel 1929, dopo una crisi economica identica a quella che stiamo vivendo, tutto è cominciato”, dice Dimitri Zafeiropoulos, editore greco al Quinto Campo d’Azione di Forza Nuova, ospite sul palco di Roberto Fiore, uno dei fondatori di FN, nata nel 1997.  Anche Fiore, a guardarne la biografia, di “nuovo” sembra avere ben poco: assieme a Massimo Morsello, Fiore è latitante dal 1980 per sottrarsi ai mandati di cattura relativi alle indagini sulla strage di Bologna del 1980. Entrambi vivono in Inghilterra sino al 1999, tornano poi in Italia per prescrizione. Dall’Inghilterra Fiore si era dedicato nel frattempo a lucrose iniziative: gestendo una società finanziaria, il cui patrimonio ammonta ad oltre 15 milioni di euro e una rete di contatti con neonazisti vecchi e nuovi.

Personaggi delle ex SS ricorrono spesso nei contatti finanziari di Fiore, amministratore della St.George Educational Trust, società che ufficialmente dovrebbe dedicarsi alla diffusione del cattolicesimo, che in realtà vendeva sul proprio sito poster di Hitler.

Diciamo che la concezione della “cristianità” di questi signori tende leggermente al trucido…

“Dio, Patria, Famiglia”, del resto, in questi vecchi slogan fascisti riproposti da FN si celano solo vecchie paure: la paura del nuovo, della persona di altre nazionalità che si sposta per lavorare in Italia e che viene vista come un “invasore”, la paura dell’emancipazione della donna e della libertà sessuale, la paura della libertà di espressione che minano il tentativodi Forza Nuova di costruirsi una facciata “per bene”.

Tornando ai fondatori: Morsello fu membro dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari), organizzazione di estrema destra condannata per 33 omicidi e per il concorso nella strage di Bologna in cui morirono 85 persone, e per la quale furono condannati i suoi colleghi Fioravanti, Mambro e Ciavardini. I Nar sono noti anche per aver collaborato, attraverso il loro militante M.Carminati, con la famigerata Banda della Magliana. Due ex militanti dei Nar divennero poi membri di Alleanza Nazionale (Guaglianone e Dimitri, di cui quest’ultimo consigliere di G.Alemanno). Fiore invece, fu fondatore nel 1976 del gruppo Terza Posizione, prima del suo espatrio per sfuggire ai mandati di cattura. Il gruppo TP è tristemente noto per l’omicidio del giudice Mario Amato nel giugno del 1980.

 

 

Candidati di FN si sono presentati alle europee dal 1999, alle amministrative dal 2000, alle politiche dal 2001, cercando quindi di trovare consenso all’interno del sistema democratico elettorale (Roberto Fiore, il fondatore, è subentrato ad Alessandra Mussolini al Parlamento europeo).

Ma… nel frattempo militanti e simpatizzanti si sono distinti per atteggiamenti, dichiarazioni ed atti in totale negazione di ogni regola di confronto e di rispetto di chi non la pensa come loro.

E’ impossibile dare conto, come nel caso dei collegamenti tra i dirigenti di FN ed i nodi internazionali del neonazismo, di tutti i casi in un breve testo. Proviamo però a citare gli episodi più significativi:

iniziamo col nuovo secolo, il 1 aprile 2000 a Gallarate una decina di “teste rasate” cerca lo scontro ad un presidio sindacale di protesta per il tentato omicidio di un operaio rumeno, sempre nel 2000 il simpatizzante di FN Andrea Insabato fa esplodere una bomba a Roma presso la sede del quotidiano “Il Manifesto”. E’ l’inizio di una serie sempre più fitta di scontri e provocazioni atte a cercare lo scontro fisico, pestaggi e aggressioni, tanto che in Parlamento si chiederà poi nel 2003 lo scioglimento di FN per “ricostituzione del partito fascista”. Il governo Berlusconi rifiuterà di sciogliere FN in mancanza di una sentenza penale che ne sancisca definitivamente la natura di partito fascista.

Le aggressioni si susseguono, dirette soprattutto a centri sociali, sindacati e sedi della sinistra e contro persone ritenute non gradite secondo abbigliamento, abitudini. A Verona nel luglio 2005, a seguito dell’ennesimo pestaggio, vengono arrestati 5 persone, “boneheads” e simpatizzanti di gruppi neofascisti e FN, nel luglio del 2006 vengono arrestati per la molotov contro un centro sociale tre neofascisti ritenuti militanti in FN, a Catania nel 2007 l’omicidio dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, l’agente ucciso durante gli scontri di Catania-Palermo. vede indagini nell’ambiente di FN. Nell’ottobre 2007 per il Blitz ai danni del centro sociale occupato Paz di Rimini vengono emesse dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di appartenenti a Forza Nuova, le richieste del Pm andranno dai 3 anni e 4 mesi, ai 4 anni e 2 mesi, con le due aggravanti: terrorismo ed eversione, oltre a tentato incendio e tentato sequestro di persona.

Nell’Aprile del 2008 a Lucca, per l’aggressione del febbraio 2004, vengono condannati a 1 anno e 6 mesi due militanti di Forza Nuova .

Nell’Aprile del 2008 ad Ancona il giudice assolve due militanti di Forza Nuova che avevano partecipato alle aggressioni del 9 e 10 luglio 2006 ma rimane inascoltata la testimonianza di una ragazza che ha riconosciuto gli aggressori.

Nel Giugno del 2008 a Chieti è stato denunciato il vicesegretario di Forza Nuova trovato con un tirapugni. Nel luglio del 2008 a Treviso sono stati indagati 11 militanti Forza Nuova per trenta aggressioni in città.

Le aggressioni aumentano anche nelle Marche, e spesso gli esecutori vengono individuati e riconosciuti come simpatizzanti o militanti di Forza Nuova:

a Fano nel febbraio del 2007 due militanti Ds vengono aggrediti, nei guai finiscono dirigenti di Forza Nuova. Altri tre, tra cui Mirco Rosati (FN Fano), sono accusati di danneggiamenti a manifesti e bacheche. Dopo un’inchiesta della Digos a giudizio finisce il coordinatore regionale di FN Marco Gladi. Secondo la procura fu lui il picchiatore. A queste aggressioni seguiranno altri pestaggi e danneggiamenti molti dei quali vedono riconosciuti simpatizzanti e militanti di FN:

l’aggressione con calci e bottiglie da parte di neofascisti verso una coppia di giovani, di fronte all’uscita di un locale, a Fano, il 24 febbraio 2007, l’aggressione a uno studente liceale di 17 anni che indossava una maglietta con scritta antifascista, il quale è stato aggredito l’11 maggio 2007 a Fano davanti al Liceo classico, l’aggressione del 9 giugno 2007 da parte di “ignoti” che hanno colpito il centro sociale di via Leoncavallo a Pesaro, frantumando alcune vetrate e danneggiando un furgone. Il 1 agosto 2007 a Pergola si ripete il copione con metodo tipicamente squadrista, questa volta con conseguenze ben più pesanti: un ragazzo viene accoltellato alle spalle.

Il 26 gennaio 2008, al termine di una serata musicale al Centro sociale Oltrefrontiera di Pesaro esponenti di estrema destra armati di spranghe di ferro e inneggianti slogan e canzoni naziste, proprio nel giorno della memoria dell’olocausto nazista, aggrediscono e feriscono 2 attivisti con la spranga. Il 9 febbraio 2008 a Pesaro dopo una manifestazione antifascista, totalmente pacifica, tre manifestanti che si dirigevano alle macchine vengono aggrediti da due individui a volto semicoperto e armati di tirapugni. Il Centro sociale Oltrefrontiera il 26 aprile 2008 viene di nuovo attaccato durante la notte, con il lancio di una bottiglia molotov che danneggia gravemente una stanza.

Il 1 maggio 2008 vengono trafugate nella notte una ventina di bandiere sindacali e danneggiato il palco allestito a Sassocorvaro (Pesaro Urbino) per la Festa del Primo Maggio.  Il 12 luglio 2008 a Pesaro, un ragazzo viene aggredito, spintonato, gettato a terra da tre sconosciuti perché indossava una maglietta con l’effige di Che Guevara.

A Marotta, il 7 agosto 2008, in due episodi distinti, a poche ore l’uno dall’altro, numerosi naziskin aggrediscono in totale 5 giovani nei pressi di un locale procurando lesioni ad alcuni ed una commozione cerebrale. A Vismara, Pesaro, il 26 agosto 2008 la sede di circoscrizione viene imbrattata con simboli nazisti ed in particolare viene colpito un murale inaugurato due anni fa e realizzato dai ragazzi del quartiere. Il 6 settembre 2008 avviene un raid di naziskin e dei ragazzi vengono aggrediti in Via Basento con spranghe, davanti alla Circoscrizione di Vismara. Due di loro vengono portati in ospedale.

Nel frattempo si sono susseguite, a Roma, a Pavia, a Bologna, in tante città ed anche negli stadi di tutt’Italia, le violenze (non ultimo l’omicidio di Nicola Tommasoli del 5 maggio 2008 a Verona) durante le quali gruppi di “skinhead” fascisti, di ultras neonazisti, simpatizzanti e/o militanti in Forza Nuova, cercano lo scontro e colpiscono in branco. Va sottolineato che questa violenza sta crescendo, e che il coinvolgimento di militanti in Forza Nuova non è mai casuale, bensì contestuale all’ ideologia neofascista che ispira le aggressioni. Non si tratta cioè di casualità o “lotta tra bande” ma di violenza indirizzata verso obiettivi politici in linea con gli scopi del neofascismo: eliminare materialmente chi non gli piace. L’incitamento all’odio razziale, all’odio per i gay, per gli ebrei e per i “comunisti” (categoria entro la quale riconducono un po’ tutti), l’intolleranza verso chi la pensa diversamente e l’incitamento all’azione con toni militareschi, è all’ordine del giorno, congiuntamente alla retorica che presenta i metodi fascisti come nuovi, non è “folklore” o innocuo rigurgito storico, ma violenza reale sia verbale che materiale.

E’ ben poco credibile la presentazione di questo movimento come paladino della “sicurezza nelle strade” quando i suoi militanti si distinguono per la partecipazione provata a pestaggi e ronde con bombe incendiarie! La stessa incoerenza pensiamo possa rintracciarsi anche nelle altre pretese politiche di FN, come rispetto al problema delle condizioni di vita degli immigrati, che FN vorrebbe risolvere negando a tutti la possibilità di vivere in paesi differenti da quelli di nascita: fatta esclusione certo per Fiore, che ha goduto dell’ospitalità della destra britannica per tutto il tempo necessario a sfuggire alla condanna a 5 anni e sei mesi per associazione sovversiva e banda armata. Si vede che il paese della sterlina non è considerato “impuro” come altri paesi, come quelli musulmani, contro i quali FN ancora rievoca la Battaglia di Lepanto del 1571. Più che “Nuova” sembra ancora rimasta ai tempi dei Mori! Sempre a proposito di neofascisti, nel recente minaccioso assalto alla sede Rai di Roma il movimento neofascista Casa Pound ha scritto “abbiamo ridato slancio ad una gioventù che vorreste morta”, vantandosi della bravata che aveva odore di squadraccia. Ma questa “gioventù” sembra assai poco “nuova” e puzza di rancido.

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Fonti accreditate con riferimento a articoli di stampa e comunicati di FN:

  1. Voce: Forza Nuova da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
  2. Voce: Terza Posizione da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
  3. Voce: Nuclei Armati Rivoluzionari, da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
  4. E. Del Medico, All’estrema destra del padre, tradizionalismo cattolico e destra radicale, ed.La Fiaccola, Ragusa, 2004.
  5. Archivio procedimenti penali, pagine antifasciste, isole.ecn.org
  6. Libro bianco della Rete Antifascista della provincia di Pesaro e Urbino, 2008.
  7. E.Stancanelli, Fascisti per caso, L’Espresso, 9 ottobre 2008.

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