rimarchevole…

un blog di provincia…

– FEMMINISMI: un blog per trovarsi

 
Sul blog di donne di Fano, Pesaro e Urbino Femminismi,
potete trovare cronache e commenti su fatti e attività che riguardano la libertà femminile e la cultura femminista. ANNATECE!!!

Spigolature femministe di Rimarchevole:
The silent partner, film presentato a Nairobi nel novembre 2008 e prodotto da Pai, Population Action International e Csa, Centre for the study of Adolescence, è un documentario che spiega come molte donne africane siano contagiate da Hiv dai loro partners.
Sul sito del Pai anche molte informazioni sul perché la diffusione dell’uso dei condom sia importante e vitale per la salute delle donne africane.
Il documentario è sul web:
http://www.silentpartnerfilm.com

 – Noi, donne brutte, contro Berlusconi.
E’ vero, Berlusconi ha proprio detto, circa gli stupri, che “non è possibile pensare che uno Stato possa arrivare a evitare certi accadimenti, che potrebbero essere evitati solo mettendo un rappresentante delle forze dell’ordine vicino ad ogni bella donna”, visto che questa è l’opinione del prèmier, allora noi donne possiamo rispondere che:
1) se è lui a decidere quali sono le donne belle, da difendere, e le donne brutte, allora noi siamo sicuramente brutte, perché ai maschilisti della sua specie tutte le donne che non gli baciano il culo sono brutte (e antipatiche), quindi non ci invierà rose rosse e non ci piazzerà a fianco un  militare per tutelarci. Ma noi donne brutte, senza carri armati del Berlu al fianco, continueremo comunque la battaglia perché nei quartieri, e dentro le case, non sia possibile fare violenza.
2) se per il Berlusconi i maschi fanno violenza solo sulle belle donne italiane, noi brutte non entriamo nel conto: non siamo le sue veline, le sue figliocce, le sue ministre, i suoi angioletti del focolare. Non abbiamo sposato il suo Piersilvio per risolvere il problema dello sbarcare il lunario, non ci interessano nemmeno le sue “carinerie”. Quindi noi non rientriamo nel conto . Del resto, tutta questa sicurezza con i militari al fianco dov’è? Non erano militari quelli che hanno subito processo per molestie e violenze a ragazzine, anche minorenni, nella caserma di Bolzaneto, durante il G8? Eppure il Cavaliere in quel caso, visto che evidentemente non erano “belle donne”, non si è fatto avanti.
Noi “brutte” donne quindi saremo sempre contro Berlusconi e chi come lui considera le donne un ornamento o un gingillo dei suoi salottini di potere.

-Mò guarda: il mostro di Firenze non è un “rumeno”.Sulle strumentalizzazioni del corpo femminile nella “politica-spettacolo” possiamo dire molto: non è passato molto tempo da che volevano farci credere che in Afghanistan la guerra si faceva per “liberare le donne dal burqua”. E’ da poco che Berlusconi ha invocato la presenza di un militare dietro ad ogni “bella donna”, ed è ieri che Bonolis, presentando le “conigliette” di Playboy al pubblico, faceva capire alla sua spalla, Laurenti, che erano belle e “disponibili”. Come ha dichiarato uno degli stupratori del parco “erano troppo carine”: stessa cultura maschilista, stessa manipolazione… invece riceviamo e pubblichiamo:

Pesaro, 20 febbraio 2009. Due anni fa la mia amica Tamara Deuel, sopravvissuta all’Olocausto in Lituania, mi disse: “Roberto, quello che sta accadendo al popolo Rom in Italia mi ricorda gli eventi che portarono allo sterminio degli ebrei in Lituania e in tutta Europa. Si comincia con un diffuso senso di intolleranza, si prosegue con l’attribuzione alle minoranze di ogni genere di crimine, si finisce con le ronde e con l’annientamento”. Siamo arrivati alle ronde ed è importante ricordare che anche le “innocue”  Milizie fasciste, le Croci Frecciate, le ronde ausiliarie alle milizie “Sturm Abteilungen” nacquero con mere funzioni di controllo, disarmate e composte per la maggior parte da ex agenti di forza pubblica o ex militari di carriera. Ieri a Sesto San Giovanni, vicino a Milano, prova generale delle “ronde padane”, che hanno insultato e maltrattato bambini, donne e uomini Rom prima di chiamare la polizia, che è accorsa a sgomberare venticinque famiglie in condizioni di salute penose, già provate da lutti, aggressioni, violenze e ingiustizie di ogni genere. Il 18 febbraio  a Pisa, a Roma e a Sassari, il 19 a Sacrofano, Torino e Milano abbiamo avuto un saggio dell’efficienza delle “ronde”, che hanno incendiato, bastonato, sprangato, sfregiato, ferito, offeso, insultato. Niente di diverso da quello che la Storia del Novecento ci ha tramandato, niente di diverso da quello contro cui i testimoni della Shoah ci ammoniscono. Qui di seguito, una mia breve considerazione sull’emergenza-stupri.

Roberto Malini

– La nostra riserva di lacrime
di Roberto Malini
Roma, 19 febbraio 2009. Stupri di serie A, stupri di serie B, nella classifica dell’orrore, in cui le performance di esseri non più umani toccano i vertici della bestialità da una parte, dell’odio razziale dall’altra. Lo sdegno che si prova per la violenza consumata a Roma, nel parco della Caffarella, contro una ragazzina di soli 14 anni e il suo fidanzatino vengono amplificati dalla bieca strumentalizzazione che politici, autorità e media fanno del dolore. L’Italia del razzismo e delle purghe etniche si è gettata fin dall’inizio, famelica come uno stormo di avvoltoi, sul caso della giovanissima italiana e aveva già deciso a chi attribuire la colpa del crimine: all’Uomo Nero. Al popolo Rom. Le indagini  hanno dimostrato il contrario: gli aggressori non sono “zingari”. Comunque, proprio verso gli esiti delle indagini poliziesche, è necessario sempre “prenderli con le pinze”, perché si è già constatato che a volte gli inquirenti, profittando del clima di caccia alle streghe, estorcono confessioni con torture e sevizie. Giornali e tv, personalità politiche e autorità, comunque, hanno amplificato a dismisura le informazioni che trapelavano incontrollabili da dietro le porte del “segreto istruttorio”, diffondendo particolari scabrosi, atroci, raccapriccianti. Uno degli arrestati si proclama innocente e ha fornito un alibi: durante la violenza sessuale, si trovava in compagnia di numerose altre persone. Non conosceremo mai la verità, perché chi presterà mai fede alle testimonianze di “nomadi” e senzatetto? Si ha la sensazione che la ragazzina romana sia stata stuprata non una, ma innumerevoli volte, nel corpo e nell’anima. Uno stupro sempre più crudele, che non si è ancora fermato, che forse, per lei, non si fermerà mai. Uno stupro che la politica dell’intolleranza, che lo spettacolo dell’odio brandiscono per sfregiare e colpire a morte la civiltà dei diritti umani e della solidarietà. Intanto, di un altro episodio, ancora più brutale ed efferato, si è scritto e parlato ben poco. Un italiano di 57 anni, dopo aver adottato una bambina sudamericana di 3 anni, l’ha stuprata tante volte, annientando la sua infanzia. Ma lui, il mostro, è italiano e la sua fragile vittima viene “da fuori”, è una “migrante” in nuce: nessuno piange per lei. Dedichiamo la nostra riserva di lacrime – dopo aver pianto per le vittime degli stupri e per le vittime di chi specula sugli stupri – a una bimba che si è affacciata su un mondo che ha capovolto i valori universali e, generazione dopo generazione, sembra sempre più lontano da quei valori che sono alla base della civiltà: la fratellanza, il rispetto della vita, la tenerezza verso i piccoli e i deboli. 


– Donne troppo pratiche?
Una notizia che ha “impressionato” per la sua tragicità e praticità, ed è stata poi smentita forse perché semplicemente troppo cruda. Alcune donne di Papua Nuova Guinea hanno spontaneamente iniziato a eliminare i maschi alla nascita per cercare di porre fine ad una sanguinosa guerra tribale che va avanti dal 1986.
da http://www.thenational.com

‘Male babies killed to stop fights’
By MAIVO LAFANAMA
WOMEN in a rural part of Eastern Highlands province, fed up with tribal fighting in their area, decided to kill all male babies born to reduce their stock so that the men will end the fighting.
The tribal fight, in the remote Gimi area of Okapa, has brought death and destruction to the people for more than 20 years.
Two women from the area revealed this experience to The National in Goroka this week.
Rona Luke and Kipiyona Belas are part of a group from the area who were brought in to attend a three-day peace and reconciliation training in Goroka last week.
They said the women decided that if they stopped producing males, their tribe’s stock would go down and this would force the men to end the fight.
“Therefore, all the womenfolk agreed to have all male babies born killed because they have had enough of men engaging in tribal conflicts and bringing misery to them,” they said.
Female babies born were spared. But the women could not say exactly how many babies were killed over the period of the fight.
The Salvation Army church spearheaded the training in Goroka following an initiative by Pastor Michael Hemuno and other members of the community to end prolonged tribal conflicts in the area.
Rival tribal leaders, including women from the affected Gimi area, were identified and brought to Goroka. They went through the intensive training conducted by senior PNG Studies students of Divine Word University (DWU).
Mrs Luke, from Agibu village in Gimi, said several women in labour were forced to kill male babies during a 10-year period.
She choked back tears recalling the experience, saying it was an unbearable crime but they had to do it.
She said they were forced into it as it was the only means available to them as women to bring an end to tribal fights.
Mrs Belas, from Amosa village, said getting food was hard as husbands would keep fighting and mothers and kids were left to fend for themselves.
However, the 23-year struggle is set to end thanks to the tireless efforts of the Salvation Army church that got leaders of 15 different warring communities to negotiate.
Coordinator for community advancement and reform enhancement (CARE) programme for the Salvation Army, Esiah Eiho, said bringing the warring tribes together was not to force them to compromise but to show them what benefits peaceful living would bring them.
The tribal fight in the Gimi area started in 1986 and it was triggered by some deaths blamed on sorcery.

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