rimarchevole…

un blog di provincia…

– Bergoglio e la “buona-novela”. Post natalizio.

L’editoria del papa sudamericano.

Anche i ricchi piangono” non è il titolo di una lettera enciclica di questo papa, eppure potrebbe esserlo. Le storie di donne e uomini che riscattano la propria vita, da poveri e innamorati a innamorati felici e benestanti, ma sempre con nel cuore la lezione del destino, è trama molto amata e conosciuta. “Betty la Fea”, telenovela prodotta in Colombia che narra di una segretaria-brutto anatroccolo, capace di sventare intrighi e dal futuro luminoso di dirigente d’azienda, è uno dei cardini storici nella narrazione popolare sudamericana per la quale c’è speranza per tutt* ed i buoni sentimenti, infine, vincono sempre.
Il cuore e le sue emozion, i legami familiari, la devozione religiosa che consola i derelitti, consolidano quell’intreccio di cultura tra colonizzati e colonizzatori, buoni e cattivi, nobili decaduti ora rinati nei panni di mendicanti o donne di servizio, in attesa di affrancarsi.

da rivoluzionario evangelizzatore dei ricchi e tassativo sulla proprietà privata (ma quella Vaticana si riforma, non si cede), “anticlericale” anche se papa, francescano anche se plenipotenziario, Bergoglio affascina per la capacità di comunicare una dimensione domestica: è il vicino di tavolo alla mensa dei poveri, l’anziano ben educato che incontri dal panettiere. Nella fantasia, è addirittura il frate di una Sherwood cubana e di tutte le rivoluzioni delle quali, come sempre, si scordano i retrobottega; del resto lui non ha sigari costosi, né fratelli scagnozzi, ed è contro la pena di morte… le segrete le ha paventate solo a due giornalisti che volevan lavare a gettone i panni sporchi.
Lui vive serenamente girando una minestra a Santa Marta, residenza immaginabile come una sorta di incrocio tra un cohousing green ed un condominio sovietico. Confesso, potrei ora stesso pensarmi seduta lì, nell’appartamentino antiveleni, dopo aver cenato con brodo vegetale e formaggino, a guardare assieme la tv: eccoci su due poltroncine, con plaid abbinati e pantofole, vedere il Tg deprecando le multinazionali, e poi una puntata della spagnola “Il Segreto”. E’ il nonno argentino perfetto, anche se la sera poi pretende di leggermi un pagina del suo “Io credo, noi crediamo” (2020), approfittando della mia sonnolenza.
Dunque, non è Francesco I, si precisa sul web, ma solo “Francesco”, quindi una edizione limitata.
-il testo integrale prossimamente su Critica liberale.

Francesca ‘Dada’ Knorr.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il dicembre 20, 2020 da in acidofile, anticlericalismo, articoli a firma con tag , , , , , .
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