rimarchevole…

un blog di provincia…

– Covid 2021: gel lavamani e civiltà

gel lavamani puzzoneHo fatto un giro nella mia vecchia città.
Il centro storico pare la galleria di un ipermercato.
Ad ogni angolo di negozio c’è un dispenser per il gel.
Lo chiamiamo Covid-19 ma sappiamo bene
che ci terrà compagnia anche il prossimo anno.
Le vetrine son piene di oggetti multicolori…
paiono più ammassati del solito.
Si può entrare spesso solo uno alla volta,
i locali commerciali son piccoli e con affitti iperbolici.
Ogni ingresso offre dispenser semivuoti
di sostanza gelatinosa:
profumata o no, gelatinosa o acquosa,
soprattutto appiciccosa.
In centro non ci sono fontane pubbliche,
tranne quella della piazza, e un’altra piccola fontana
ora vittima del restyling che le ha dato
come all’altra una immagine femminile.
L’acqua è femmina, dunque, celebrata e scolpita da uomini.
Le ninfe Naidi soggiornavano
nei boschi e proteggevano le fonti…
ma se vuoi lavarti le mani con dell’acqua,
girerai invano la città… al limite puoi lavartele
nello spritz…come nel film Idiocracy.
Accanto alle rovine del Pincio, trasformato in salotto buono, concesso a chi offre
prodotti culturali sponsorizzati, un ristorante ha piazzato un palco per concerti che tutte le sere spara musica
alle finestre dei pochi abitanti di quel che è un centro storico di cartapesta. Nelle grandi città di chiama Gentrificazione.
Dalle vetrine dei negozi abbandonati del centro storico semi-disabitato occhieggiano le facce photoshoppate dei mille candidati alle regionali.
Patrizia Cavalli scriveva tempo fa di “fioriere stercorarie”, lamentando, da abitante del centro storico romano,
l’invasione turistica e commerciale di ogni spazio pubblico e piazza, delimitato da fioriere private. Noi ora l’accettiamo, per solidarietà
con chi non ha potuto lavorare per mesi ed ora deve cavarsela con le regole per limitare i contagi, ma dopo che succederà?
I cretini che parano di “dittatura del coronavirus” , giocando con le inevitabili defaillance emergenziali di un sistema di governo, io invece mi domando:
da quando l’emergenza del consumo è diventata normalità, ed ogni spazio pubblico è ceduto stabilmente alla sorveglianza privata?
Dai tempi dei catastrofici incidenti di piazza e di stadio…? Da quando per accedere a casa tua devi chiedere ad un vigilante che sta delimitando un’area di ripresa della clip video di un dee-jay? Chi abita nelle grandi città è abituato ad essere blindato in casa anche quando arrivano le auto blu ma il lockdown è iniziato da un pezzo: da quando l’interess commerciale e politico privato è diventato più importante del senso della piazza come spazio vuoto, e per questo pubblico e abitabile, transitoriamente, da chiunque.
La civiltà è veramente visibile da come si offre e si tratta l’acqua (oltre che da come si ospitano i viandanti, da come si trattano piante, animali, e si gestisce silenzio ed il riposo notturno)
… noi ora abbiamo il gel.

DK

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 12, 2020 da in acidofile, acqua bene comune con tag , , , , , .
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