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– 5 PUNTI CONTRO LA PANDEMIA, IN DEMOCRAZIA


Qualche giorno fa abbiamo pubblicato la traduzione di un interessante articolo che spiegava nei dettagli il funzionamento della applicazione del governo cinese in collaborazione con ‘Alibaba’ per gestire le quarantene e gli spostamenti. In Europa se ne comincia a parlare, e si tratta di una App con grosse ripercussioni sulla privacy dei dati sanitari e della mobilità personale. Ci sono altre soluzioni per evitare di dovervi ricorrere: strategie chiare e responsabilità personale. Leggete e diffondete. Combattiamo il virus della disinformazione di massa e della passività.

1) Le pandemie virali dimostrano che siamo un CORPO UNICO, e che solo comportandoci responsabilmente nei confronti degli altri possiamo evitare grossi danni. Per questo chiunque abbia sintomi simil-influenzali, o sia venuto a contatto o viva con persone potenzialmente positive, deve mettersi in isolamento. Isolamento significa non uscire di casa, seguire le linee guida per disinfezione e rifiuti, avvertire i vicini, e attivare i servizi domiciliari in modo da avere comunque tutto quel che serve per curare se stessi ed i propri cari. Comuni, medici di base, servizi sociali, debbono coordinarsi per verificare che le persone si comportino responsabilmente e stiano in isolamento sino all’esecuzione dei tamponi.
Sappiamo che i medici di base hanno l’obbligo di dichiarare in isolamento solo le persone sintomatiche, però non basta: tutti coloro che sono potenzialmente infetti, perlomeno sino a tampone, DEVONO ISOLARSI per proteggere la comunità. Non possiamo infatti darci da soli la sicurezza di non trasportare una carica virale, soprattutto se viviamo in casa con persone con sintomi o abbiamo avuto contatti !

2) Occorrono più screening con tampone: le Regioni debbono trovare il modo di attivare risorse, anche private (Laboratori analisi, oltre che Arpam Marche e le Arpa regionali, laboratori trasformabili in sedi di analisi dei tamponi), non basta Piacenza, non basta Ascoli Piceno. Occorre muoversi ora, altrimenti mai avremo un quadro della situazione e soprattutto si potranno gestire le quarantene con più intelligenza e si dovranno preparare ed usare meno respiratori.
Le restrizioni, senza monitoraggio della positività, rischiano altrimenti di essere vanificate in un attimo, oltre che di risultare ridicole, nel momento in cui si vieta l’acquisto di quaderni ma si lavora fianco a fianco con persone positive o ci si muove pur avendo persone positive in casa.

3) Occorre che i servizi nazionali, regionali, comunali, riassumano e rendano intelligibili per tutti i cittadini, anche quelli con meno risorse informatiche, tutte le misure prese per sostenere l’economia, le persone a basso reddito, le persone malate, le categorie a rischio, senza costringere le persone ad un surf infinito tra notizie di agenzia, miriadi di programmi, dispacci, dichiarazioni TV. Chi è a casa dagli uffici comunali, dall’Inps, dai sindacati, lo faccia: RIASSUMETE bene, segnalate, analizzate, SEMPLIFICATE LE INFORMAZIONI.

4) La Protezione civile deve rendere intelligibilee trasparente la propria strategia economica rispetto ai problemi da risolvere, pubblicare online un bilancio di previsione delle necessità e delle spese, invece di stampigliare in giro codici Iban. Devono essere escluse da responsabilità gestionali di questa emergenza persone già ampiamente protagoniste in negativo di passate emergenze. Non si può continuare a fare coi soldi delle emergenze i danni fatti in passato. Vogliamo COMPETENZA E TRASPARENZA, subito.

5) Confindustria ha già detto che perderà molti soldi a causa del blocco della produzione. Vogliamo sapere che priorità strategiche ci saranno nell’impiego dei fondi europei, e quali criteri si adotteranno per gli aiuti alle imprese (comprese quelle belliche), per evitare che come sempre i coccodrilli mangino tutto il panino.

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