rimarchevole…

un blog di provincia…

– Il contrappasso del coronavirus.


La società massmediata ha prodotto in questi anni tutta una serie di miti contrapposti, ed adatti a tutte le esigenze espressive e politiche riguardo la convivenza umana. Dal problema dell’immigrazione di massa (climatica, proletaria, bellica), poco gestibile fuori da un concetto di emergenza, sono scaturite mitologie dell’accoglienza difficili da praticare nella realtà, ed uso a fini biecamente sovranisti dell’emergenza.
La zona grigia nella quale le ipotesi complottiste sull’uso delle masse migranti come arma biologica affianca quella dello spaccio del mito del Confine inviolabile come sola soluzione. Anche nel caso del virus attualmente in attività, il sovranismo nazionalista torna alla carica riproponendo una società chiusa, solida, autarchica, nella quale il limite topografico è sacro.
Nella Repubblica popolare cinese, così come in maniera più soft nel mondo occidentale, è l’autorità centrale che viene investita del compito “monarchico” di dirigere le operazioni di disinfezione, di regolare lo spostamento delle persone e la loro attività con decisioni marziali. “Il presidente cinese Xi Jinping ha detto che il Paese sta affrontando una “situazione grave” data “dall’accelerazione” dell’espansione del nuovo virus. “Di fronte alla grave situazione di una diffusione sempre più rapida del nuovo coronavirus… è necessario rafforzare la leadership centralizzata e unificata del Comitato Centrale del Partito“, ha detto Xi. (25 gennaio Repubblica).
Eppure è proprio a causa dei silenzi e delle omissioni dei governi che il coronavirus si è diffuso, dopo che le autorità hanno taciuto e voluto sottostimare i primi casi. La libertà di comunicazione quindi è ancora uno strumento per la democrazia e la conoscenza, non solo un bubbone di distrazione di massa e l’innesco del qualunquismo nella notte in cui tutte le vacche sono nere e tutti i temi massmediati sono un complotto.
Da un lato, quindi, l’autorità centrale priva coloro che detengono il sapere medico della possibilità di attuare una prevenzione tempestiva ed efficace, per mera convenienza politica.
Dall’altro il sovranismo mondiale usa l’emergenza sanitaria per ribadire i propri teoremi ideologici sul controllo del territorio.
In tutta questa faccenda il fatto che i primi contagi italiani siano avvenuti proprio nel cuore economico padano, rivela come l’allarme delle “sentinelle” leghiste proliferi (anch’esso in maniera virale) in un sistema socio-economico dipendente dai profitti che il continuo spostamento globalizzato di capitali e sfruttamento del lavoro procura anche ai nostri imprenditori.
Anche in questo frangente è meglio diffidare da chi predica contro il capitalismo globale riproponendo soluzioni stile ‘ritorno ai vecchi Dazi’, ed al patriarcato (la più antica forma di bio-potere).
Purtroppo, figure come quelle di Trump, Putin, Erdogan, che ripropongono autoritarismo, leaderismo ed una politica difensiva  forte in alcuni settori dell’economia, non declineranno facilmente poiché sono integrate come bilancieri in un sistema di profitto capitalista internazionale, in crisi per i costi sempre più alti nonostante le nuove forme di sfruttamento del lavoro e delle materie prime.
In questo scenario il “lavarsi le mani” simbolico imposto dal nuovo momento virale è simbolico anche di una disposizione mentale generale, di fronte ai problemi poco risolvibili.
Come rimediare alla crisi ecologica disastrosa che è in atto visto il totale controllo dell’economia mondiale da parte dei produttori di energia non rinnovabile? come agire sulla necessità di accoglienza di massa, visto che pare impossibile, con queste élite di governo, rendere a breve alcuni paesi abbandonati di nuovo abitabili? come evitare il contagio, se il prezzo per farlo è rinunciare ad altri profitti (o la Borsa o la Vita)?
Come per tutte le crisi qui citate, la consapevolezza reale (e non virtuale) che esse ci coinvolgono si ha solo quando le si incontra materialmente nella vita di ogni giorno: ed occorre essere capaci di vedervi anche una opportunità di cambiamento oltre che un danno. Per questo il coronavirus, coi suoi effetti palpabili sulla salute nel momento del contagio, è fortemente simbolico, laddove le realtà sociali, culturali, economiche di altri “pericoli” sono meno visibili e “contagiose”…fatta esclusione per la crisi climatica che sta da alcuni anni colpendo più da vicino anche i paesi meno poveri.
Quindi, mentre cerchiamo di non espandere il contagio da coronavirus per salvaguardare la nostra vita sociale ed in primis la salute delle persone più fragili, proviamo a cercare soluzioni pratiche che si basino sul sapere scientifico e politico che possediamo.
A questo proposito, riguardo il sapere scientifico, avevamo già ospitato un interessante intervento di Monia Andreani su questo blog, sui vaccini e il falso problema di “Big-Pharma”, per essere in grado di ragionare e valutare le cose senza fare confusione. Perché un problema è il capitalismo, uno il controllo sociale, uno la malattia …e non sempre questo mix agisce nello stesso ordine, modo, e senso.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il marzo 3, 2020 da in acidofile, ambaradan o sarabanda?, catastrofismo, ecologismo con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: