rimarchevole…

un blog di provincia…

– Economia del Carnevale

Quest’anno la scelta dell’Amministrazione fanese è stata quella di permettere di nuovo lo svolgimento con ingresso a pagamento, con un ricavo previsto di circa 238mila euro, monetizzando e limitando la tradizionale partecipazione locale al Carnevale. Ciò per sostenere, sembra, le casse di un Ente carnevalesca  che altrimenti si troverebbe in serie difficoltà a organizzare una manifestazione che necessità di carri di prima categoria, attrezzature, musica, eventi per bambini e per grandi. Un Carnevale che anche quest’anno a fronte di un bilancio che raccoglie ben 122 mila euro per la “chiusura delle vie, varie percorso e trattoristi”, 19mila euro solo per consulenza di promozione e ben 55mila euro per pubblicizzare contenuti non condivisi, con 150mila euro di contributi comunali e 35mila euro di contributi regionali, prevede una spesa di soli 125 mila euro per la costruzione di carri, il pagamento cioè delle vere maestranze del Carnevale. Insomma, quest’anno di nuovo ci fanno pagare, ma stavolta non ci troviamo niente da  ridere. 
Ma dopo quel “Viva la Frida, viva la revoluciòn” quest’anno il Carnevale di Fano torna indietro. Così ci troviamo una Greta travestita da Barbie, ma strabica  nel miglior stile di “body shaming”, a  farci capire che tanto, dietro le mobilitazioni ambientaliste  ci sono i soliti (?) poteri forti (vedi il comunicato di presentazione) e non l’esigenza di un deciso cambio di passo nella gestione del pianeta, con buona pace di quei ragazzi/e che ci credono. Una visione della Thunberg che piacerebbe a Trump… E come se non bastasse a suon di Povia, un artista che, se cantasse solo la sua ultima canzone contro l’immigrazione (“mentre tu guardi il lampadario lui ti ruba il salario”), verrebbe da spedirlo in agosto nelle pianure di Rosarno.
Qualcuno ha  titolato poche settimane fa “Il Carnevale di Fano diventa sovranista” , e il dubbio è venuto anche a noi. Perché la satira è liberatoria, e se la prende con i potenti, altrimenti è nel migliore dei casi sarcasmo. Trovarci al Carnevale un cantante ricordato per una canzone che propone una visione della omosessualità come problema psicologico, non ci diverte per niente, Soprattutto se  viene pagata per essere eseguita ad un Carnevale che dovrebbe essere di tutti, e proporre un divertimento popolare.
Ci imbarazza dover paragonare il  carro “Barbie Greta”, scivolone misogino che appunto la riduce a “bambola”,  con il  carro dedicato alla Thunberg a Viareggio, solidale coi ragazzi che continuano a manifestare in massa in tutte le città del pianeta. …Anche se ora rattoppata con dichiarazioni e “visioni profetiche” sulla Thunberg mercificata (e chiusa in scatola?) volte a rimediare, la caduta di stile fanese è evidente.
Invece, di fronte a una lettera aperta delle associazioni LGBT marchigiane, che chiedevano quali fossero gli argomenti “controversi” (vedi comunicato stampa) su cui il cantante Povia sarebbe intervenuto, l’Ente carnevalesca si è ben guardata finora dal rispondere, e non siamo riuscite/i a capire se per l’Ente  l’omofobia è quindi una semplice opinione. L’unica risposta è venuta da un “privato cittadino”,  esponente de La Tua Fano, a dimostrazione che se c’è una scelta politica e strumentale non è certo quella di chi  critica, e difende il diritto ad un divertimento ed a una satira popolare e non populista.

Sunto del comunicato da Alternativa Libertaria Fano

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il febbraio 20, 2020 da in alternativa libertaria fano con tag .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: