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– Sforato il limite di omofobia sottile (OS10) al Carnevale di Fano.

 

Sfuggiamo a fake news e concentriamoci sui fatti riguardanti le scelte politiche del Carnevale 2020 . Non solo la brutta caricatura di “Barbie” strabica e col gozzo della giovane ambientalista Greta Thunberg, che piacerebbe moltissimo a Trump, ma la scelta di Povia come cantante ufficiale, che non è affatto piaciuta a causa di alcune sue canzoni dal testo confezionato per altri contesti, insomma un cantante poco “popolare” e forse più populista(Povia è noto per essere presente a molti meeting leghisti e tradizionalisti cattolici).
Ci fa piacere offrire questo piccolo abecedario contro l’omofobia ed il qualunquismo.

A – Amore. Attrazione ed affetto profondo e duraturo per un’altra persona, agito anche con l’espressione stabile della sessualità. Comprende l’orientamento delle persone come eterosessuale o LGBT (lesbico, gay, bisessuale, transessuale). Es. “Credevo fosse amore” , frase della canzone di Povia “Luca era gay” in cui un tale Luca viene descritto come non in grado di capire se ama una persona.

B  – Bisessualità.  “Luca era gay e adesso sta con lei”, quindi Luca non era gay ma è sicuramente bisessuale, l’orientamento sessuale di chi può essere attratto o innamorato sia si uomini che di donne. Fare confusione tra eterosessualità e bisessualità è uno strumento usato dagli omofobi per avvalorare le “teorie riparative” spesso agite con violenza verso gli adolescenti. Es. “ti credi gay ma tanto poi cambi”.

C – Censura. Attività di solito svolta da Stati, Chiese e Polizie e poco interessante per i cronisti, che invece ne accusano a piene mani chi si permette di criticare l’utilizzo dei soldi pubblici, ad esempio quelli del Carnevale di Fano.

F  – Freud. Psicanalista citato da Povia nella sua “Luca era gay” ma che, essendo morto nel 1939, non può dissociarsi dal cantautore.

L – Lager. Ricordando le oltre 15mila persone omosessuali deportate dal nazismo. “Mi sentivo colpevole, prima o poi lo prendono”, altra frase della canzone “Luca era gay” di Povia, che dopo aver avvalorato discredito e pregiudizi, piange ambiguamente su una possibile denuncia per un omosessuale (ma Luca …era minorenne?).

M – Madre.  “Andavo con gli uomini per non tradire mia madre”, frase di Povia, il cantautore fa lo psicologo “de noantri”, interpretando il mammismo non come caratteristica folcloristica dei maschi etero ma di quelli gay. Classico esempio di “girafrittata”.

O– Omofobia. La tendenza ad aggredire, insultare, screditare e diffamare le persone omosessuali, simile al razzismo perché tende a perseguitare persone appartenenti ad una minoranza. Spesso usa lo strumento del creare disagio per poi usarlo per dare colpa. Es: “sei omosessuale e per questo ti trovi male al lavoro” invece di “ti insulto e discrimino al lavoro e faccio in modo che tu ti trovi male”.

P –  Popolare. Il contrario di Populista. Es: Raffaella Carrà è popolare, Povia no.

R– Ricerca.  “Cercavo negli uomini chi era mio padre”, banalità vetero-psicoanalitica diffusa da Povia sull’omosessualità, anch’essa potrebbe applicarsi ad esempio, e senza criterio, alle donne eterosessuali, è invece usata nel testo per screditare e sminuire le persone gay.

S –  Sesso.  “Sembrava una gara a chi faceva meglio sesso”, frase di Povia che cerca di presentare l’orientamento sessuale LGBT come gioco sessuale o perversione, falsità TOP usata dagli omofobi.

U – Uomo, “Luca dice sono un altro uomo”, appunto, bisessuale. Auguri a “Luca”e a non risentirci a Povia.

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il gennaio 29, 2020 da in acidofile, arte, cultura gaya, giornalismo, marche gay e lesbiche, omofobia con tag , , , .
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