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– Tra redditi “di non-cittadinanza” ed elemosine: prospettive confuse di Stato e di Chiesa.


Sappiamo che il nuovo Capitalismo ha messo mano da tempo ai Beni pubblici, mangiandosi i proventi di gestione di servizi essenziali e dando in cambio disparità di trattamento e minore laicità. In questo panorama, i Governi nazionali si trovano a usare gli sconti ed i benefit come attrattore elettorale, senza ovviamente poter reggere a lungo termine la cassa delle loro donazioni, e pesando sulla sussidiarietà per assolvere gli impegni assistenziali verso i cittadini.
In questo gioco la Chiesa cattolica sta assumendo un ruolo cardine, che pare differente da prima ma non lo è.
La Chiesa infatti è sempre stata capitalista ed anticapitalista al contempo. (si legga a questo proposito: “Sussidiarietà e dottrina sociale della Chiesa: da cittadini, a clienti, per tornare ad essere gregge”, comunicato FdCA in calce ad A rivista anarchica n.311/2005).
Chiesa capitalista “dal volto umano”, se funzionale a svolgere il ruolo di medicamento contro i danni del sistema, o anticapitalista se questo ruolo diviene troppo gravoso. In questo momento Bergoglio, un anti-papa ed anti-coloniale, volto a rimediare al grave dissenso interno generato da scandali e corruzione, si pone come paladino della fraternità, come anti-capitalista. Ma il clamore mediatico suscitato dal suo “elemosiniere”, che ha riattaccato la luce ad un condominio ancor prima di pagarne il debito, ci deve far riflettere sulla ambigua natura anti-Stato della Chiesa.
Questa natura è sottolineata dalla scelta di frugalità di questo papa e del suo elemosiniere, persone modeste, che dormono finanche sul divano e pranzano con un panino, che però …usano il wc Vaticano gratis grazie al versamento, da parte dello Stato italiano, nel 2004, di 25 milioni di euro di arretrati richiesti da ACEA Roma al Vaticano per il mancato pagamento dei servizi ad acqua e fognatura.
Assieme al significato dell’elemosina (azione dal ricco verso il povero), vale la pena di ricordare la struttura di spesa della Chiesa rispetto al denaro pubblico elargitogli tramite l’Otto per mille, e di analizzare la eticità delle scelte in merito.
“La fabbrica dei sogni realizzati” è lo slogan (divino-operaista) che comunica la campagna di raccolta dell’otto per mille Irpef (deciso nel 1984, Craxi-Casaroli) alla Chiesa cattolica, presentando l’obolo come destinato ad opere di solidarietà e carità. Come bene sappiamo, le chiese e lo Stato si suddividono anche i proventi di chi non sceglie ma comunque paga l’Irpef. La ripartizione dei fondi 2015, fatta nel 2018, segnala l’attribuzione alla Chiesa cattolica di 997,9 milioni di lire.
Ci si aspetterebbe che questi fondi vengano destinati, come reclamizzato, ad opere di solidarietà, il Resoconto pubblico invece segnala che solo il 27,5% di questi è destinato a “carità”.
Si badi bene che la Chiesa ed il Vaticano hanno molte altre fonti di reddito per sopperire alle proprie esigenze, eppure la rendicontazione è chiara: il resto del gruzzolo è usato per il clero (367,5 milioni di euro), e 335 milioni per “esigenze di culto”. Se si paragonassero questi “costi di gestione” a quelli, etici, stabiliti da tante OGN e enti no-profit, che si aggirano intorno al 10%, la Chiesa cattolica sarebbe di sicuro bocciata.
Parlando poi di raccolta fondi a scopi sociali, il servizio di raccolta di elemosine, ufficio personale del pontefice, ha raccolto e distribuito, col suo status internazionale, 3,5 milioni di euro nel 2018. Una cifra degna se rapportata al saccheggio del suo otto per mille ma sempre decisamente magra in rapporto al bilancio di un qualsiasi ente no-profit nazionale (vediamo ad esempio la raccolta fondi annuale di AIRC (oltre 127 milioni di euro), o di Medici senza frontiere (oltre 50 milioni di euro). La pergamena con benedizione papale per la quale si paga un minimo di 16 euro, e che viene venduta per occasioni e ricorrenze, non è quindi né un sistema credibile né efficace, assieme alle benedizioni anti-tasse di Salvini ed ai “redditi di non-cittadinanza ” di Di Maio, per stabilire maggiore giustizia sociale e solidarietà nella laicità.

FPA

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