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– Pillon e la farfalla, appunti sull’ invidia del feto.

Anticipiamo alcuni appunti su “Pillon e la farfalla. Complesso di castrazione e invidia del feto nei reazionari misogini”.

Si è discusso per secoli, se non per millenni, sulla realtà umana della vita post concepimento, ed altri secoli passeranno per chi non accetta di attenersi alla realtà dei fatti e al civile e ragionevole fatto che è persona la vita dopo il parto, una volta autonoma e venuta al Mondo, e che la donna ha un legame primario e non cedibile né allo Stato, né a un Avvocato né a un Dio con la maternità, e regna sulle proprie gravidanze.
Che in Italia, oggi, uno dei più noti portavoce della reazione misogina alla libertà ed autonomia femminile, l’avvocato S. Pillon (ormai forse più noto di M. Gandolfini, presidente del comitato “Difendiamo i nostri figli”), porti sempre al collo un papillon, è invece una novità interessante per il simbolismo.
La farfalla non è infatti solamente un notissimo simbolo della sessualità femminile:
le due ali che battono rappresentando le labbra del sesso femminile e già Marija Gimbutas, nel suo famoso “Il linguaggio della dea”(1989) ne indicava vari esempi preistorici. L’ascia bipenne delle Amazzoni, se vogliamo richiamare una geometria simile, è anch’essa simbolo di forza sessuale femminile. Per di più, l’avvocato che narcisisticamente fa il verso al suo cognome col suo cravattino, segnala così  l’avversione alla cravatta, la quale invece è il più noto accessorio maschile di mascheramento della cesura, del taglio di apertura di ogni camicia. (…) – di Francesca Palazzi Arduini.

Il testo prossimamente su A rivista anarchica giugno 2019 all’interno del dossier su Verona.

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il aprile 1, 2019 da in acidofile, bioetica laica, cultura gaya, femminismi con tag , , , , , , .
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