rimarchevole…

un blog di provincia…

– Giochi di getto: l’estetica , i politici e il Carnevale


Anni fa i politici erano i principali protagonisti del Carnevale di Fano, come di quello di Viareggio. Sui giganteschi carri troneggiava il presidente USA sul seggiolone come il prèmier del momento nella sua smorfia preferita. Adesso, che proprio voglia di ridere delle buffonate della politica non ce n’è più, il Carnevale, come già scrivevamo a proposito di carnevale-pedagogico, pare interessarsi più a temi che mettano in campo l’ironia e meno la satira politica. Quest’anno la ‘differenza di genere’ si legge nel Carnevale di Fano soprattutto in tre carri: quello principale, dalle forme leggere e di grande stile, con colori veramente stupefacenti, è per la prima volta disegnato e diretto artisticamente da una donna, Anna Mantovani, e si distingue per un ardito gioco di equilibri, e grandi mobilità. Veramente un segnale di stile che ci dice che quando una donna descrive un’altra donna arriva una estetica nuova, basti vedere le sopracciglia mobili di Frida, riportate anche sui teschi della tradizione simbolica messicana, e la dedica in alto, che pare giusta per tutte le donne come per tutti/e i rivoluzionari/e: non a chi vince ma a chi resiste. Dal carro “Viva la Frida, Viva la revoluciòn” poi sono stati gettati 2200  cioccolatini che portavano frasi femministe, per dare una parola concreta di libertà femminile, su iniziativa del blog Femminismi che ha comprato e realizzato questo getto.
Il carro dedicato alla poetessa Alda Merini, disegnato da Mauro Chiappa, ci mostra invece la delicatezza di un artista uomo nella sua visione di una donna che ha saputo interpretare la realtà con un coraggio che l’ha fatta uscire dallo stereotipo del femminile, non per niente Mauro ha scelto la sigaretta, quel mozzicone eternamente acceso e spargente cenere, nella foto che lo ritrae di fronte alla sua Alda, ed ha scritto sugli ‘specchi mobili’ del carro che la realtà dipende dallo sguardo, oltre ad una frase che spezza provocatoriamente un importante stereotipo femminile, “amo la sporcizia, la desidero la bramo”. Anche dal carro Poesia pazzia sono partiti messaggi, frasi delle poesie di Alda…segno che la voglia di comunicare anche con le parole, in una società sempre più appiattita sull’immagine, è tanta.
Questa edizione del Carnevale di Fano, in un periodo politicamente ed artisticamente tanto cupo (la lagna suicidale di Sanremo lo ha ben comunicato), è riuscita quindi a proporre protagoniste donne e temi nuovi e ben venga! Ma in una manifestazione diventata quest’anno a pagamento c’è da chiedersi anche che gioco debba giocare la presenza del ministro Spadafora dietro ad uno striscione sul femminicidio che diceva poco e niente, se non utile ai volti di chi ci stava dietro, col loro “basta”, che semmai dovrebbero dirsi guardandosi allo specchio visto che proprio di recente è stato proposto un disegno di legge fortemente punitivo per le donne (Pillon).
A me han fatto tristezza i politici in cerca di visibilità (e pensare che Femminismi si è fatta tanti scrupoli per il lancio dei suoi bigliettini: sarà giusto, sarà troppo politico?) , per compensare li avrei mascherati da personaggi di Alice in the Wonderland:
la Tar(s)i la Cappellaia matta che buttava caramelle a quintali come se ad ognuna corrispondesse un voto, Aguzzi (di nuovo sindaco, Highlander) la Regina di Picche, la Ruggeri la Stregatto abbarbicata alla torretta della direzione, Paolini sembrava un triste Pingo che avesse lasciato Pongo al Quirinale …con divise e pistole ovunque, è arrivato anche Spadafora, quello che in un Governo omofobo vuol farci credere di difendere i Diritti …. forse bisognerebbe proporre l’obbligo di maschera per i politici presenzialisti, ed anche per gli sponsor, che spesso si vedono occhieggiare in borghese e compiaciuti dai carri, appoggiati ai palchi dei carri come re e regine che scrutano il popolino.
Un amico, innamorato della sua città e sempre animato dal caratteristico spirito fanese “che ì ne stà be nient”, mi dà l’idea anche di suggerire di mascherare anche l’imponente schieramento di addetti alla sicurezza, poliziotti, guardie, carabinieri, soccorritori… per provare a vivere meno in questo dilagante clima di insicurezza e di emergenza.
Ho trovato anche entusiasmante il “gioco di getto”:  dalle tribune ai coni e poi dai carri alle tribune: un “do ut des” che pareva la parodia della tanto massmediatica “economia circolare” 😉
Tra le bolle di Sapone fatte cadere dai bambini dal tradizionalista carro “Bolle in gabbia” e la musica di Popeye the Sailor Man dell’ancestrale barca di Braccino, tra un addetto che chiede il biglietto d’ingresso ad un musicista della Musica Arabita e un poliziotto che timido timido raccoglie un cioccolatino da terra… Viva il Carnevale!

FPA

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il febbraio 18, 2019 da in acidofile, arte, carnevale di fano 2019, fano old movie con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: