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-Sei stelle o cinque stelle: tutta l’ipocrisia sui “pubblici spettacoli”


L’ipocrisia è iniziata prima delle sei stelle fatte tatuare in testa a Sfera dopo la tragedia di Corinaldo. Tutti a chiedersi come mai un locale “storico” e arcinoto avesse delle uscite di sicurezza fatiscenti e assoultamente sottodimensionate rispetto alla capienza, tutti a piangere increduli.
Eppure sappiamo bene come funziona, il nostro Paese è fatto a chiazze: zone ipercontrollate, vigilate, maniacalmente seguite da ogni tipo di “forze dell’ordine”, e zone grigie o addirittura nere, nelle quali ognuno fa come gli pare, anche a rischio della incolumità altrui.
Quante volte avrete visto controllare con l’etilometro i locali “scomodi”, proprio davanti all’uscita, ed invece fare l’etilometro dal lato opposto della strada di noti e blasonati locali notturni, in modo da non multare mai chi esce brillo da lì?
Quante volte, altra domanda retorica, avrete visto Vigili urbani, o addirittura Carabinieri, ammonire feste paesane o spettacoli “non graditi” , intimando di seguire alla lettera ogni tipo di prescrizione, anche i Piani Acustici ed i Piani di emergenza, spesso impedendo così lo svolgersi di manifestazioni locali (e no profit) anche di una sola serata? Nel nostro Paese, infarcito di regole, la Tecnica è politica.
Pensate ai Piani acustici e di emergenza … se i Piani  vanno fatti e le regole rispettate, ed i Tutori pubblici vengono pagati dai cittadini, perché non provvedono loro a mettere in sicurezza gli ambienti, perlomeno fornendo gratis la consulenza per la burocrazia alle iniziative pubbliche svolte non a scopo di lucro?
Risponderanno che hanno troppo da fare, però dove dovrebbero esserci, dove si fanno i soldi, ad esempio a Corinaldo, evidentemente non c’erano.
Per le iniziative delle amministrazioni e di chi invece ha i contatti giusti, è tutto un fiorire di autorizzazioni temporanee, di deroghe alle regole, di carte provvisiorie.
Lo vediamo con spazi in appalto, con concessioni a parenti o amici, in ogni angolo del Paese. Pensiamo alla nuova deroga ai concessionari di spiagge pubbliche, votata da 5Stelle e Lega.
Ci pare quindi  mooolto retorica l’uscita dell’onorevole Rossini dei 5Stelle, che esprime “solidarietà” ai Carabinieri denunciati per richiesta risarcimento dai proprietari di un noto locale di Fano, che si era visto chiudere proprio nel mezzo dell’attività estiva perché a dire dei CC non in regola con le autorizzazioni.
Rossini tira in ballo Corinaldo quando qui si tratta di un locale all’aperto, e certo l’intervento dei “Tutori” derivava dalle proteste di chi abita nei pressi, che si era visto spuntare una discoteca sulla sabbia dal niente, magari con problemi di chiasso e parcheggio, niente a che vedere con Corinaldo.
Leggete cosa dichiarava il Sindaco Seri a proposito nel maggio 2017: “il locale ha avuto una ‘scia’ temporanea da parte dell’amministrazione per il pubblico spettacolo. Tutto questo in attesa della riunione di martedì di giunta, quando vedremo di chiudere definitivamente questa faccenda rilasciando il permesso definitivo”. E aggiunge: il fatto che abbiano partecipato a questa operazione carabinieri, finanza e polizia, ma non i nostri vigili urbani, fa capire una cosa: questa è una vicenda che non nasce a Fano, ma a Pesaro. Non vorrei che ci fosse accanimento. E poi… non hanno avuto nemmeno la decenza di avvertire l’amministrazione.”
I 5 Stelle forse ancora non hanno capito che, come nel caso del loro leader Di Maio, il giustizialista che governa con quelli del malloppo, che qui la legge per i nemici si applica e invece per gli amici si interpreta…il problema è la suddivisione tra “amici” e “nemici”, tra applicazione delle regole per delazione e applicazione ragionevole delle regole. Il nostro Paese è fatto a macchia di leopardo, ma serve un concetto di legittimità e non l’uso del giustizialismo a favore della retorica di partito.

 

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 27, 2018 da in acidofile, fano old movie, politica locale, rassegna stampa, spazi pubblici con tag , , , , .
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