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-Il Decreto Salvini e la revoca di cittadinanza: un incubo che si avvera.


Che il Ministro dell’Interno sia il vero capo di questo Governo è palese non solo per l’invadenza scenica, soprattutto per la incredibile gravità e la portata delle sue decisioni, che incidono profondamente sulla rispondenza ai valori costituzionali e non solo, sul concetto stesso di cittadinanza. Questo mentre i parlamentari del Movimento ‘5 stelle’ gioiscono e si vantano per provvedimenti ludici, quanto mai simbolici e di scarso rilievo, come la questione dei vitalizi, provvedimento che pare veramente un gioco con gli spiccioli mentre non esiste un progetto economico complessivo, e politico, per l’equità e il lavoro.
Anche il divertissement dell’assegno agli ex-poveri, giocato e ritoccato sino alla pornografia, è un trastullo rispetto ai gravissimi attacchi alla libertà individuale portati dal Ministro Salvini.
I sogni son desideri“, cita Disney Salvini, e più che far pena preoccupa per la stolida ignoranza: non solo  non ricorda lo slogan “l’immaginazione al potere“, o se lo ricorda lo fa con l’animo dell’ex rivoluzionario che andava in pellegrinaggio alla casa di De Andrè, o a sbirciare i centri sociali con meno boria e smorfia schifita di come visita ora le favelas italiane.
Volere è potere“, certo, e qui ricorda più l’avo Mussolini, che voleva così tanto premiare gli italiani che finì per fondergli anche le fedi nuziali.
La volontà per ora ottiene risultati non concreti (il bluff vitalista del Duce) ma purtroppo simbolici, ce lo fa notare la nota della Associazione studi giuridici sull’immigrazione – ASGI, che esamina le MANIFESTE ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALI DELLE NORME DEL DECRETO LEGGE 4.10.2018, N. 113, sottolineando che:
” Si deve preliminarmente osservare l’estrema delicatezza di qualsiasi intervento sulla disciplina della cittadinanza che, invece di rimediare alle varie incongruenze della vigente legislazione in materia, rischia di avere gravi notevoli effetti politici diretti ed indiretti, che l’art. 22 Cost. vieta.” Cosa prevede infatti il nuovo art. 10-bis della legge n. 91/1992 introdotto dall’art. 14, comma 1, lett. d) del decreto-legge prevede, al comma 1, il nuovo istituto della revoca della cittadinanza per chi dopo l’ottenimento per concessione della cittadinanza italiana sia statodefinitivamente condannato per taluni gravi delitti.”
Si badi bene, si tratta di un provvedimento che revoca la cittadinanza a persone già cittadine italiane.
La revoca della cittadinanza, scrivono infatti su ASGI,  “si riferisce soltanto agli stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza nelle ipotesi previste dall’art. 4, secondo comma, 5 e 9 della legge n. 91/1992. Tuttavia, nessuna ipotesi di revoca della cittadinanza è stata prevista nei confronti dei cittadini italiani per ius sanguinis. ”
“Poiché l’acquisto di uno status giuridico consente al suo titolare di esercitarne i diritti che ne conseguono, in maniera piena e senza condizioni, al pari di tutti gli altri consociati che godono del medesimo status, a prescindere perciò dalle modalità con cui esso è stato acquisito, l’istituto della revoca per i soli stranieri divenuti cittadini appare viziata da manifesta illegittimità costituzionale per violazione dell’art. 3, primo comma Cost., poiché si trattano in modo diverso situazioni oggettivamente simili. Più specificamente, ad alcuni cittadini italiani (quelli che di fatto l’acquisiscono per ius sanguinis ) la cittadinanza italiana non potrà mai essere revocata, mentre altri cittadini (che hanno ottenuto la cittadinanza, di fatto, per ius soli ) potranno vedersela revocata se commettono determinati reati. Si consideri, poi, che le ipotesi di revoca della cittadinanza che erano già previste dalla legge non distinguevano rispetto alle modalità di acquisto ed erano (sono) valide per tutti i cittadini italiani, siano essi diventati cittadini per ius sanguinis che per ius soli”.
Al di là quindi delle dichiarazioni plateali, delle sparate volte a ergersi a paladino della “italianità” e ad amplificare invece che risolvere gli intoppi alla pacifica convivenza tra culture, Salvini applica con questo decreto, all’interno e contro le norme di uguaglianza principali e irrinunciabili in una società cosiddetta democratica, un colpo mortale al concetto di cittadinanza. La differenza tra cittadino e suddito, già grottesca nel spacciare per politica di governo la mera concessione di esenzioni e regali al “popolino”, trasforma gli italiani definitivamente in ciò che la loro ombra sempre si figurava: dei SUDDITI.

Leggi l’analisi del Decreto: ASGI_DL_113_15102018_manifestioni_illegittimita_costituzione

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 16, 2018 da in antifascismo, diritti civili, diritti umani con tag , , , .
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