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– In ricordo di Ettore Marini


Era l’anno scolastico 2002/2003, il mondo della scuola attendeva con crescente malessere l’approvazione della cosiddetta riforma Moratti. Il malumore serpeggiava nei corridoi delle scuole, ma ancora non esisteva a livello locale un movimento serio di opposizione..

Il maestro Giorgio Severi chiamò il sottoscritto e Donato Romito, quali rappresentanti del sindacato di base Unicobas, a tenere un’assemblea pubblica presso l’aula magna della direzione Didattica di Fano S. Orso per illustrare la riforma che avrebbe devastato la scuola italiana a cominciare dalle scuole dell’infanzia e dalle elementari.

La sala era gremita di docenti e di genitori. Fu in quell’occasione che conobbi Ettore Marini che in qualità di rappresentante dei genitori eletto negli organi collegiali aveva organizzato l’assemblea.Fu lui a presentarci, mi sembrò una persona simpatica, competente, che suscitava la stima e l’approvazione degli altri genitori. L’assemblea fu molto partecipata, con interventi pertinenti da parte di una platea già ben preparata e predisposta al dialogo e al confronto.

Al termine dell’assemblea decidemmo di costituire un Comitato di docenti e genitori in difesa della scuola pubblica, con l’intendimento di estenderlo alle altre scuole della provincia e di coinvolgere gli studenti delle superiori e dell’Università.

Da quel giorno i rapporti con Ettore Marini si intensificarono, era sempre presente alle iniziative promosse nelle scuole di Pesaro e di Urbino per promuovere il Comitato. Si capiva che era mosso da nobili intenti e non da interessi personali.

Riuscimmo a coinvolgere gli studenti dell’Aula Autogestita di Urbino e il gruppo della Sinistra Giovanile. In occasione degli scioperi promossi dai sindacati di base e poi anche dalla CGIL scuola e dagli altri confederali contro la riforma Moratti riuscimmo ad organizzare cortei con la presenza massiccia, rumorosa, vivace e ben visibile di studenti, docenti e genitori.

Oggi possiamo affermare che se la riforma Moratti venne in parte fermata e depotenziata fu  grazie a quel movimento che in quasi tutto il Paese si sviluppò e seppe crescere e avanzare controproposte realistiche.

So che Ettore in seguito è sempre stato attivo nei vari movimenti sorti nel corso degli anni per contrastare prima la riforma Gelmini e in seguito la cosiddetta “buona scuola” ed è spesso stato il promotore di iniziative volte a risvegliare la partecipazione e la coscienza civica dei cittadini del territorio.

Se la scomparsa di una personalità come Donato Romito ha lasciato un vuoto pauroso nel mondo dei docenti, del sindacato e del movimento anarchico, la perdita di Ettore Marini si farà presto sentire presso la società civile del nostro territorio. Accanto a loro vorrei ricordare l’amica Monia Andreani, filosofa, scrittrice e militante politica, recentemente scomparsa.

In un momento così confuso siamo tutti più fragili.

Con dolore e con rabbia contro un destino infame

Mauro Annoni.

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 29, 2018 da in persone con tag , , .
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