rimarchevole…

un blog di provincia…

– Air Wick Carlina, e il Consiglio sa di fresco


Il Consiglio comunale di Fano ci ha offerto di recente una serie di esempi di “unanimità” mediatica. Per il cosiddetto effetto “Addio alle urne” pare che mai come oggi la maggioranza al governo della città si dimostri così accomodante, dando luogo ad una serie di scelte di cartapesta. Così, dopo i teatrini sull’Ospedale Santa Croce…un ospedale che chiude e non chiude…si è giunti alla storica decisione sui crocefissi nelle aule scolastiche (presenti 23, favorevoli 15, astenuti 8) , deliberazione  per la quale abbiamo illustrato una possibile ed economica soluzione in un recente post.
Ma queste storiche sedute del Consiglio ci danno anche l’occasione di studiare l’antropologia della post-sinistra della città:
che dire infatti della drastica differenza di impostazione sulla questione CROCI  tra il burocratico e asettico assessore mandarin-Mascarin (“le croci le offre il Comune ma nelle scuole statali ai chiodi deve pensarci lo Stato”) e la fiorita paladina di tutt* noi, Carla Luzi?
Quanto diversa anche dalla solida e sovietica Rosetta Fulvi, che seppure paludata floreale non poteva tener testa all’emergente desiderio di spiritualità, radici cristiane e tradizionale grembo materno dell’opposizione, eh no…nomen non omen.
Presentatasi invece in aula con una eloquente maglietta, dopo la svelta precisazione atta a ricordare (senza ferire) che viviamo in una società multiculturale, la nostra Candy-consigliera ha attaccato con rosolio e  spider-zucchero filato gli arcigni paladini dell’opposizione, e spargendo vibrazioni bergogliane ed hippie ha accennato la figura di Gesù non come scudocrocianamente ostile ai diversi e, diciamolo, anche ai poveri che rovinano il decoro della città e dei rendering bioedilizi di Del Vecchio, ma come amoroso verso tutti e tutte.
Ma noi di questo povero blog, che ha la memoria lunga, la ammiriamo anche nella performace ardita, arditissima e femminista, del consiglio comunale del 20 aprile, quando, dopo una lagna infinita sulla Fano dei Cesari, la nostra ha scardinato l’oggetto del discorso, e anche gladio, pettorali in cuoio e porchette, scandendo “basta coi Cesari” e ricordando la lunga serie di dee femministe, e romane, cui invece si potrebbe dedicare un festival: da Afrodite, a Minerva, e, diciamo noi, unendo la manifestazione romana al Carnevale e alle sagre, la Sora Lella.
La nostra ammirazione non si ferma qui, il massimo della stima lo tocchiamo per la seduta consiliare del 21 febbraio, quando Carla detta Carlina ha osato interrompere la propulsiva seduta monotematica sulla Kultura (la cultura di Stato, cioè, pardon, di Città) permettendosi di dissentire dall’onnipresenza di Sgarbi in ogni accidente di calendario culturale di ogni municipio d’Italia (“non voterò nulla che preveda finanziamenti con la figura di Vittorio Sgarbi“).
Super Carlina, visibilmente emozionata, con voce vibrante ha ricordato che l’assessore alla cultura del Comune di Urbino “ha avuto parole oscene” nei confronti di molte persone, “sarà un uomo di cultura ma non sa relazionarsi con la vita”, afferma coraggiosamente…e poco dopo l’assessore Marchegiani le ricorda che con quella persona “si è fatta una operazione patrocinata anche dal Ministro Franceschini, la bigliettazione unica che ha prodotto il distacco di 9mila biglietti da dieci euro”.
Insomma, nonostante il j’accuse della nostra paladina dei buoni sentimenti, il risultato è sempre questo: con 90mila euro puoi mandare a culo chi vuoi…e come una Mary Poppins shabby chic la nostra Carlina parresiaste viene tacitata.
…Non è giusto. We like Carlina.

DK

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