rimarchevole…

un blog di provincia…

– La risulta della Consulta. Un verbale esilarante…

illustrazione di Massimo Dolcini
“Di una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”. Italo Calvino, Le città invisibili.

Cosa è la Consulta delle associazioni culturali fanesi, tante e tutte sempre sul chi vive per scarsità di spazi e di agibilità pubblica? a leggere il verbale del Consiglio comunale “Per l’organizzazione degli stati generali della cultura 2018” nessuno sa cosa sia.
La presidenza fu di Marco Labbate sino alle elezioni politiche 2013. Con lui si tentò l’esperimento dell’uso condiviso della Rocca Malatestiana, con “supervisione” politica della Giunta. Ma in consiglio c’è chi si chiede se sia morto e chi sia ora il presidente…qualcuno dice che lavora fuori Fano, che per un fanese pare sia la morte civile. L’ultima assemblea della Consulta in effetti si tenne il 12 ottobre 2014.
“Votata all’ unanimità la Vice Presidente uscente Maria Flora Giammarioli alla carica di Presidente. Il nuovo direttivo è composto da: -Paolo Casisa, dell’ass. Fano Music Story -Caterina Cappelli, dell’ass. Incanto -Luca Fabbri, dell’ass. Archeoclub -Sabrina Gouizi, dell’ ass. Millevoci -Vito Inserra, dell’ ass. Liberamente -Ariodante Ramovecchi, Università dei saperi G. Grimaldi -Angelo Santinelli, coro lirico M. Agostini.”
Maria Flora Giammarioli si è però dimessa il 23 gennaio 2016.

Dal gennaio 2016 ad oggi si presenta come Presidente Vito Inserra che subentrato senza votazione e quindi con lo stesso direttivo del 2014, dichiarava il 2 febbraio 2016 di voler: “riportare in città un evento che da qualche anno è caduto nel dimenticatoio, ovvero “Fan…no cultura”: “Nei prossimi giorni contatterò personalmente tutte le 50 associazioni che attualmente sono censite nella Consulta e ad ognuna di loro chiederò in che modo intendono collaborare.” Lo stesso Inserra che, in campagna elettorale, figura su un manifesto pubblico su il Resto del Carlino, assieme tra gli altri alla candidata Camilla Fabbri, per il recupero del San Benedetto di Pesaro,  e alla “Consulta Cultura Fano”.

La Consulta non è mai stata informata di ciò, né chiamata a discutere nessun provvedimento della Giunta inerente la programmazione culturale, e neanche nessun bando. (v. esose richieste per gestione spazi monumentali).
Non solo, la dinamica dichiarata da Inserra ,“Consulta e assessorato si incontreranno con cadenza mensile”, fa in modo che la Consulta non coinvolga gli iscritti ma che sia semplicemente meccanismo di trasmissione da Giunta a Presidente.
Ciò pare dimostrato non solo dagli scarni, diciamo “stringati” resoconti inviati agli associati, ma dal tenore dell’ultima comunicazione ricevuta:
il Direttivo (sempre lo stesso del 2014), nella figura di Inserra comunica che nell’ultimo suo incontro: “è stato trattato l’ordine del giorno che il Consiglio comunale ha approvato a proposito degli Stati Generali della Cultura che si terranno a Fano entro il mese di maggio prossimo e per i quali l’assessorato alla cultura si sta già adoperando per l’organizzazione”.
Dal verbale del Consiglio comunale del 21 febbraio 2018, si evince che le associazioni culturali fanesi sono l’ultima ruota del carro di un impresa, gli “Stati generali”, che secondo alcuni avrebbe lo scopo di candidare Fano a …Città della cultura.
Interessante anche i lapsus dei consiglieri che oltre a non sapere cosa sia questa Consulta, si lanciano in iperboliche ipotesi su cosa si debba e non debba fare di culturale in città, ed anzi a cosa addirittura si debba lasciare in “eredità” come linea di intervento ai futuri amministratori.
Una questione di stampo e di vertici quindi, non di ascolto di chi la cultura la fa, cosa per cui la Consulta avrebbe dovuto funzionare.
Il termine “Stati generali” è del resto stato proposto ad un convegno sulla “Impresa culturale” (ahimé) tenutosi a Fano lo scorso 1 dicembre a cura del PD provinciale.
Il tutto è condito con un encomio da broker dell’assessore Marchegiani alla mostra curata da Sgarbi che “ha staccato 9000 biglietti” ed alla precisazione che “Vorrei ricordare a Serfilippi, che mi tiene d’occhio, che tutti i monumenti sono gestiti dal mio assessorato, tutti, quindi quello che avviene alla Rocca, quello che avviene al Bastione, quello che avviene in altre zone del centro storico lo gestiamo noi”, l’intento dirigista è chiaro, il “noi” è nella migliore delle ipotesi la Giunta.

Sono decenni che la città attende da ogni Giunta chiarezza sugli spazi pubblici da usare, e trattative chiare e trasparenti su contribuzioni e programmazione, perché la Consulta sia spazio di confronto e garanzia per le associazioni, invece ancora  vige il “divide et impera” gestito dagli assessori che si sono succeduti e dai burocrati comunali.
…Ora, il solerte Vito Inserra invita le associazioni a un incontro, giovedì prossimo nel pomeriggio, al quale, precisa “sarà ovviamente presente l’assessore Marchegiani”.
Siamo sicuri che non mancherà di dirci come intende usare quest’anno quello che in borsa chiamerebbero il Parco buoi.

Il verbale: consiglio_comunale_cultura

La Redazione fanese di Rimarchevole.

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