rimarchevole…

un blog di provincia…

– Caso “Psicosetta”: un invito all’etica delle relazioni sociali.


Questa vicenda,  nel periodo in cui si è discusso anche della legittimità ed utilità dei vaccini, ci riporta al problema della divisione tra pubblico e privato, tra comunità chiuse e società aperta, ed al necessario approccio razionale alle questione della salute e della vita sociale, intesa come necessità non tanto dello Stato ma di una collettività, quella della quale il termine “setta” è negazione. Usando il termine “setta” gli inquirenti ed i mass media stabiliscono una realtà di “separazione” dei “Punti” dalla collettività. Subito dopo, però, la stampa mette in rilievo come i Punti macrobiotici siano un “Impero” basato su di migliaia di tesserati. Perché?
Leggendo gli articoli, molti sensazionalistici, che accusano Mario Pianesi e i suoi collaboratori di plagio ed evasione fiscale, a noi soci e socie dei Punti macrobiotici è salita innazitutto l’incredulità, perché mangiamo da anni (salturiamente o frequentemente) in Punti nei quali mai abbiamo visto situazioni di sfruttamento o di autoritarismo sul personale dei locali, e nessuno ha mai cercato di indottrinarci o convincerci a partecipare a incontri. I Punti emettono  scontrino fiscale e le facilitazioni ai soci ci sono sempre parse un punto di forza, perché hanno sempre permesso a pensionati e lavoratori o studenti di recarsi a mangiare un pasto completo (e soprattutto tutto con origini ‘biologiche’) spendendo una cifra modesta e consumando sempre verdure di origine a km 0.
Ci pareva, quindi, che i Punti macrobiotici fossero, assieme al movimento ecologista, alla biodinamica, una delle buone eredità degli anni ’70, con la passione per le culture “altre” e l’Oriente, del resto la macrobiotica l’ha inventata un giapponese, quell’Ohsawa del quale scorgevamo un minuscolo ritrattino nel ristorante.
La ritrosia a “mescolarsi” con cui a volte i Punti saltavano all’occhio è sempre stata riconosciuta come “timidezza” volta a conservare la loro specificità, in alcuni Punti più rigida in altri meno. Il ristorante di Fano ad esempio è noto tra noi salutisti e/o vegetariani o vegani come un posto dove si mangia bene, dove i pasti non sono così scotti come altrove, dove insomma si cerca di elaborare un menù sempre macrobiotico “Ma.Pi.” ma con una certa attenzione al variare delle combinazioni e con ottimi piatti di pesce, pizze, dolci da forno e non.
Se quindi la notizia dell’indagine, suffragata dalle testiminianze di una dozzina di persone, ci ha scioccato, e ci ha infastidito il tono spesso “razzista” di commentatori come se questa notizia suffragasse il trionfo e la giustezza dei Fast Food (magari gli stessi detrattori tout court dell’omeopatia o del veganesimo)…alcune cose non ci hanno stupito.
Non stupisce che una associazione della quale ci fosse un solo, unico, portavoce nazionale possa avere lati non chiari, come tutte le organizzazioni verticistiche che si basano su una rigida filosofia di vita, che siano politiche o culturali.
Non stupiscono neanche le accuse, che andranno verificate dalla magistratura, fatte da donne verso il portavoce e presidente, proprio colui che dà il nome alla sua tipologia di macrobiotica, Mario Pianesi. Che le donne siano oggetto di giudizi e costrizioni anche in altri ambienti di ispirazione “ecologista” e salutista non è una novità, né prima né dopo gli Anni ’70.
Che molti “circoli culturali” , così come molti partiti, associazioni politiche, sportive, ecc., siano incapaci di uscire dal meccanismo dell’Unico e di dare vita ad una reale e organizzata forma di partecipazione non è una novità. Fa anche un po’ ridere, amaramente, che il Pianesi venga definito “Guru” mentre altri “leader” e “santoni” impazzano nell ‘arte e nella cultura… sempre e comunque uomini che accentrano su di sé grandi poteri e onori e riversano su altri grandi oneri, e non sono poche le persone che subiscono aggressioni verbali e pressioni se cercano di sottrarsi alle loro “mansioni”.
Fa egualmente amaramente ridere che si definisca la Macrobiotica una “setta” che promette guarigioni miracolose mentre Bergoglio proprio in questi giorni visita la salma di Padre Pio, e la Rai non fa altro che intervistare “preti esorcisti” ed omofobi. Non parliamo poi di “evasione fiscale”, un male tutto italiano ma anche la più facile gogna per chi sta scomodo 😉
Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una vicenda banale, dalla quale possiamo solo imparare nuovi modelli di libertà. Teniamo a mente che non basta l’ecologia e il cibo sano per vivere bene, occorre costruire una”ecologia sociale”.

Sarebbe una buona cosa che innanzitutto in ogni “Punto macrobiotico” i soci e le socie venissero invitat* a discutere in base ai fatti, parlando assieme della gestione dei Punti, delle accuse rivolte circa le devoluzioni alla sede centrale e la distribuzione dei prodotti, il verticismo, le gravi accuse di discriminazione in base al sesso, in modo da dare a noi tesserati/e (circa 90mila in tutt’Italia) le informazioni necessarie per o girare pagina o …chiudere il capitolo.

FPA

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 18, 2018 da in guarda qua (ed anche qui e quo), io vorrei... con tag , , , , , .
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