rimarchevole…

un blog di provincia…

– Vendesi-affittasi-cedesi… Rocca malatestiana.


Sappiamo bene quanto i gestori fanesi della Cosa pubblica siano permalosi verso le critiche, eppure non possiamo continuare nella nostra critica costruttiva a favore dell’uso degli spazi pubblici.
Invitiamo quindi tutt* alla lettura del Bando di gara per la gestione 5+3 della Rocca Malatestiana di Fano, una “ripartenza” andata a vuoto lo scorso anno a causa delle richieste esose del Comune, e che riprova anche per gli anni a venire a CONSEGNARE ad una associazione (Ente commerciale iscritto CCIAA o consorzio di Cooperative?) tutta la programmazione culturale (con annesso OBBLIGATORIO punto ristoro) del più importante spazio monumentale della città.
Dopo i dubbi espressi sulla gestione del secondo bene monumentale, il Bastione Sangallo, segnalati non solo sul nostro blog ma da tutta una serie di realtà cittadine, questo nuovo Bando conferma l’intenzione dell’amministrazione fanese di mantenere gli spazi pubblici principali della città con uno modello di gestione privatistica, perché tale è uno spazio per l’uso e la fruizione del quale si deve fare riferimento non all’ amministrazione pubblica stessa ma a un soggetto altro, che sia volontaristico o commerciale, che propone e decide quindi tutta la programmazione, come se lo spazio pubblico attrezzato fosse un contenitore a nolo da riempire.
Se per il Bastione, infatti, abbiamo assistito a una gara tra due associazioni culturali con addirittura anche l’intervento di Sinistra Unita nel merito, per la Rocca abbiamo assistito in passato a una girandola di tentativi di gestione criticati da più parti (da “baristi abusivi” a “quei bravi ragazzi” ) secondo le convenienze, ma il risultato è sempre lo stesso: sogni, pretese, affitti esosi, costi pazzeschi, ristrutturazioni sognate nel massimo dell’eleganza…e intanto lo spazio non è lo spazio pubblico, accessibile ai turisti ma anche alle associazioni cittadine (tutte) quale dovrebbe essere.
Ora ci chiediamo, quale sarà il soggetto in grado di garantire, secondo il bando, di : “avere la disponibilità di un direttore artistico o consulente artistico che abbia maturato esperienza inqualità di direttore artistico di un festival culturale (musica, cinema, teatro, letteratura) di rilievo regionale, da attestare mediante curriculum (da allegare.)”, quali saranno i soggetto istituzionali che giudicheranno tale curriculum, e sulla base di quale politica culturale generale da imporre alla città?
E quale realtà, non-cittadina (ma forse “prestata” a qualche potentato cittadino)  gareggerà, e potrà liberamente programmarci la propria proposta culturale per 5+3 anni, dopo aver depositato” una garanzia provvisoria, sotto forma di cauzione o di fideiussione, come definita dall’art. 93 del Codice, pari al 2% dell’importo complessivo dell’appalto e precisamente ad € 27.100,00 (euro trentatremila virgola zero centesimi).”?
Ancora una volta questa Amministrazione pregiudica il libero uso degli spazi pubblici e l’ agibilità pubblica stessa della città, quella che si dovrebbe garantire con spazi e strutture adeguate. Lo abbiamo visto anche con l’uso del Pincio, per il quale vegono imposte limitazioni di ogni tipo…tranne quando soggetti privati e iniziative commerciali possono permettersi di pagare tutto lo spazio a suon di migliaia di euro.
E stiamo ancora vedendo l’inutilizzo della Corte Malatestiana, eliminato il teatro all’aperto, e il fumo negli occhi del cinema all’aperto del cortile Sant’Arcangelo oltre che la sparata dell’Archistar per la “fabbrica” del Carnevale (si attendono fondi…ma la tornata elettorale non è stata propizia). Sant’Arcangelo la cui chiesa, spazio curiale, resta perlomeno affittabile a buon prezzo per le iniziative pubbliche, visto che non c’è altro spazio che l’amministrazione comunale non sa, o non vuole, offrire, a scapito della credibilità di tutto il presunto modello PARTECIPATIVO. Lo abbiamo visto pure con la protesta delle associazioni ambientaliste per la concessione ad associazioni venatorie di parte del Campo d’aviazione, luogo dell’utopico parco nel quale per ora vediamo solo lo sfratto dalla casetta del custode dei ragazzi del Grizzly, spediti in periferia.
Spazi inesistenti quindi, se si eccettua la cripta-sala per eventi della Memo, progetto sfarzoso che accoglie l’intellighenzia locale sotto l’egida dello sponsor che l’ha pagata ottenendo in cambio il cognome …come in ogni matrimonio borghese-nobiliare che si rispetti 😉
Gli spazi monumentali attrezzati (anche senza sfarzo) sarebbero di per sé deputati all’accoglienza delle attività culturali, politiche, artistiche nella città e come tali dovrebbero essere gestiti, magari in semplicità e con il contributo del volontariato…però, come direbbe Calvino, con quella semplicità “senza sfarzo, senza retorica e senza fiocchi” che è la cifra della democrazia. Democrazia e gestione del bene pubblico con quella premura che dovrebbe essere posta nel facilitare l’espressione di idee, talenti, socialità e confronto, anche a chi non ha sponsor e fidejussioni da offrire.

FPA

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: