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– Macerata e i mass media: sfilano i “candidati”, tacciono i cittadini.


Parlerò giovedì a Macerata perché sono un candidato e vietare comizi è illegale“, ecco come il candidato di Forza Nuova, Fiore, spiega la sua libertà di sfilata, comizio e sovraesposizione mediatica a Macerata, teatro di terrorismo fascista e violenze inaudite. Il candidato di Casa Pound, invece, ha sfilato per la città ieri, con più soste, protetto da uno squadrone di Polizia quasi fosse un Capo di Stato. Fiore invoca la pena di morte e nella sua prima performance aveva annunciato che Forza Nuova avrebbe sostenuto le spese legali all’attentatore, notizia poi ovviamente smentita…ma l’importante è lo scoop.
La presenza di questi due personaggi, pure se in competizione tra loro, è pura campagna elettorale al 200%, consente loro da un lato (Fiore) di farsi portavoce del terorrista nero Traini, dall’altro (Di Stefano) di minimizzare, stile Salvini, proponendosi al suo posto con la sua visione di “ordine” sociale basata sulla xenofobia.
Un operazione “a forbice” che ha consentito a forze politiche di estrema destra e con sostenitori dichiaratamente neofascisti di monopolizzare l’attenzione dei mass media usando la città, mentre la società civile, dopo un primo sit-in di solidarietà e qualche break consistito in azioni di contestazione, è invisibile ed in ostaggio ad un sindaco che chiede di cessare ogni manifestazione.
Sui mass media sono state invisibili anche le vittime, sulle quali l’attenzione è calata solo in occasione della visita delle figure istituzionali, ma anche le associazioni antifasciste, quelle che si occupano di immigrazione… .
Il ministro Minniti poi, facendosi bello a Pesaro della sua capacità di risolvere i problemi, minaccia chi manifesterà da oggi in poi di ricorrere alla Polizia…peccato che la risposta di Fiore non l’abbia presa in considerazione, e che già la città sia stata usata a scopo di propaganda neofascista e xenofoba mentre lui era impegnato nei suoi affari elettorali.
Se anche il comizio di Fiore non si tenesse oggi…cosa da vedersi…la città di Macerata ha già subito comunque una strumentalizzazione e una violenza tali da rischiare di essere un esempio di ignavia molto pericoloso.
Se l’unità ideale delle forze culturali e politiche antifasciste doveva essere messa in pericolo è stato fatto, riflettano su questo sia i Centri sociali (il Sisma di Macerata) e soprattutto Anpi, Arci, Libera, Cgil, nel loro rimpiattino su chi indice cosa che sa tanto di lotta suprematista.
Serve una riflessione che dica chiarezza sulle idee da portare nelle piazze, servono idee concrete e buoni esempi di pratiche non violente (esemplare il testo di Appello ai direttori e alle direttrici delle testate giornalistiche apparso su Nazione Indiana), perché qui di manganelli promessi e ascoltati da microfoni se ne vedono di vari tipi: quelli della Destra e quelli del Ministro Pd.

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