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– Pesaro: quante facce ha Casa Pound?


Leggendo il comunicato stampa di Casa Pound Pesaro diffuso dopo la mancata concessione di una sala pubblica per un evento è legittimo farsi delle domande.
“Le centinaia di messaggi negativi piovuti sulla pagina del sindaco, …sono l’effetto collaterale della decisione iniqua presa da Ricci …e dimostrano quanto gli italiani, e non solo i sedicenti ‘militanti neofascisti’, sentano questo gesto come un abuso nei confronti del nostro movimento”. Queste le parole attribuite al portavoce, tale Christiano Demontis, che non condanna le minacce online ricevute dal Sindaco di Pesaro ma pare ne rintracci quelle che a suo parere sono motivazioni.
Non vogliamo entrare nel merito della discussione su come sia gestita in Italia la norma costituzionale che vieta la ricostituzione del partito fascista e persegue chi fa apologia del fascismo. Neanche abbiamo qui abbastanza spazio per discutere della libertà di parola e di espressione, principio irrinunciabile da confrontare con altri criteri, quali appunto quelli dell’antifascismo come valore fondante di libertà collettiva e personale, ed anche definizioni più moderne come quella degli “Hate speech”, della non condivisione pubblica e con denaro pubblico dei discorsi di odio per l’altro da sé.
Sui Social si legge di tutto, la gente si esibisce nei più macabri commenti, di recente anche a Fano un Gruppo Facebook è stato chiuso per minacce pesanti, rivolte all’amministratore e alla sua famiglia…su internet si perde la brocca facilmente. Ma quello che ci ha interessato del passo del comunicato riportato qui sopra è quel “sedicenti neofascisti”, termine con cui il Demontis pare definire alcuni di coloro che hanno aggredito verbalmente il Ricci. Significa che alcuni aggressori si sono definiti, a torto cioè millantando un ruolo o sbagliando, neofascisti? E perché Demontis li cita con un “non solo“, come se la cosa non lo riguardasse ma anzi a lui e alla sua associazione interessasse difendere il sentimento degli “italiani” altri?
Per curiosità siamo andati a visitare il profilo Facebook del portavoce di Casa Pound Pesaro, ed abbiamo scoperto una faccia nuova di questo portavoce così sicuro di sé nel reclamare il torto subito. Pensavamo di trovare richiami alle attività pesaresi della sua associazione e, visto l’interesse a publicizzare un libro sulla disabilità, materiali che ci consentissero di sapere di più del suo coinvolgimento su questo argomento. Come dice Zuckerberg  (o forse era Zamjatin?)…i politici vivranno in case di vetro, le conferenze sul “benessere a tavola” e sulla “disabilità” di Casa Pound dovrebbero riguardare interessi concreti dei soci, dei portavoce, a meno di non essere mera ideologia,  diversivi o spot attrattivi, come alcuni affermano.
Beh, purtroppo la visita al profilo ci ha mostrato un “volto” differente dal Demontis del comunicato stampa. Ci saremo sbagliati/e? Ve lo descriviamo a parole anche se le immagini sarebbero molto più eloquenti:
una cartolina del Ventennio che raffigura due squadristi fascisti feriti e sorridenti, uno dei quali con in mano un randello, scesi da una camionetta, della quale il Demontis spiega l’intrinseco messaggio che sarebbe “noi vediamo tutto”. Una foto di un edificio con sopra la scritta “viva Mussolini” con la quale il Demontis aggiorrna quella che FB definisce “immagine di copertina”, tra le foto in evidenza invece una prosperosa scollatura sulla quale a penna biro è stato scritto “fascist love”, una foto dello stesso Demontis ritratto con fez e camicia nera, commentata da frasi del tipo “erano bei giovanotti i fascisti” ed altre amenità frutto di fantasia (“gli avambracci venati e muscolosi”)…ed ancora tanto altro, brindisi con birra sarda di fronte a murales recanti la scritta “1919-1922” e un fascista con il gagliardetto “me ne frego”, diciamo allegre illustrazioni che non si trovano di solito (per fortuna!) in tutti i bar, foto di visite a bunker militari.
Insomma…non abbiamo trovato discorsi sulla disabilità, attività pertinenti o altri interessi “italiani” di sorta. Ci chiediamo quindi: quante facce ha Casa Pound e quanti “non solo” i suoi portavoce?

Gruppo di ricerca sulla Psicologia di massa del fascismo. Pesaro. 15 Dicembre 2017.

NB: i commenti a questo post sono chiusi, il blog ospita questo intervento per informare, dopo aver verificato la veridicità delle affermazioni ivi contenute. Di queste tematiche il blog auspica una discussione e una analisi pubblica, fuori dai ring elettorali, pacata e priva di connotazioni militaresche di ogni sorta. Utopia?

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 15, 2017 da in acidofile, antifascismo, politica locale, rassegna stampa con tag , , , , .
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