rimarchevole…

un blog di provincia…

– Il Nuovo Corso di Fano Centro, reportage


Ho visitato di recente questa piccola città che conserva ancora una parte delle sue mura, e nella quale arrivando si guarda un arco grigio-bianco, come una grande serratura che sbircia verso il mare.
Sono due le strade romane costruite l’una perpendicolare all’altra, a disporsi geometriche e politiche perché una ha l’Adriatico di fronte a sé e l’altra scorre lungo la costa, parallela all’ Adriatica, e a quella strana spina dorsale di binari che in questo tratto dell’Italia quasi rasentano gli scogli e le onde.
Queste vie centrali, coi loro imbocchi ormai sguarniti dal dazio, con la scura fessura di pietra dentro la quali il viandante in arrivo lasciava cadere un’ elemosina, queste vie lastricate di pani di porfido brunito, tolti e rimessi centinaia di volte dagli operai del sud, con le ginocchia nel sabbione e in mano la mazzetta e lo spago, mi hanno impressionata. Pare che lì sotto ci nascondano basiliche paleo-cristiane, e che ogni tanto si trovi un coccio, si apra una voragine.
E il Corso cittadino, seppure smembrato dal tiro ai quattro angoli degli sbuffanti ipermercati, seppure svuotato di tanti negozietti e vetrine, seppure privo dei carretti di lupini al mestolo e degli antri natalizi della cucitrice del cuoio e della fioraia ambulante, eppure il Corso della vita cittadina vuole restare tale.
Così, prima che le bocche ad imbuto dell’ipermercato facciano sparire poco a poco la maggior parte dei passeggiatori, con quello stillicidio che ci abitua a tutto, le Autorità hanno deciso che passeggiare all’aria aperta dando sfoggio di sé dovesse essere oggetto di tutela. Anche se il megagalattico concorrente in periferia ha ricreato sotto le sue Volte elettriche una scenografia stradale, con lampioni e panchine, condizionatori e super sconti, il richiamo del Corso con al centro lo snodo della sua Piazza, il romano “Cardo maximus” andava protetto.
Un grosso sponsor ha accettato di incontrare l’Assessore all’Auchanità e quello alla Memoria, vestiti a festa per l’occasione, e con l’aiuto della robotica, è stato ricreato un ambiente caldo e vivibile, oltre che ricco di attrattive. Si è iniziato quindi dalla vigilia di Natale, e si andrà avanti per sempre con il Nuovo Corso, già denominato” Matteotti”. Un’ occasione di lavoro anche per i socialmente utili che provvederanno alla manutenzione delle fioriere mobili, delle guide in panno, ed alla pulizia dei cestini, per la coesione sociale.
Da ogni vetrina di negozio escono da oggi a scaglioni orari i nuovi manichini automatizzati. Ognuno porterà con sé le caratteristiche della classe sociale di appartenenza, dell’età (Age) e del look scelto. Queste caratteristiche si mescoleranno random tra loro così che sarà possibile ammirare, e salutare con frasi fatte, sia la vecchia riccaccia vestita come una madonna che il ragazzetto con le pezze al culo e senza possibilità future di impiego ma agghindato come un rapper. L’avvocato lievemente dorato con sciarpa di cachemire annodata al gozzo non mancherà, la casalinga avviluppata per la spesa al mercato sfoggerà le calde scarpe invernali sponsorizzate e una busta ecologica con verdura, l’omino in bicicletta che fischietta (la donnina che fischietta non è ancora prevista)…di ognuno sarà possibile attuare la fermata col telecomando “Fortuna”, per leggere talloncini e prezzi .
Ogni fine settimana sono previsti eventi culturali preformattati e curati da una banca cittadina e dai dirigenti comunali che avranno raccolto più sponsor. La musica, filodiffusa in continuazione, accompagnerà i manichini durante tutte le loro vasche. Per rendere più verosimile il passeggio, i programmatori, ed i progettisti Disney dell’animazione facciale e gestuale, hanno previsto l’uso di un cellulare a testa e la possibilità allo 0,1% che il pupazzo incontri lo sguardo altrui o si fermi per un imprevisto.
Alla fine della serata, monitorati dai vigili urbani che coscienziosamente tutelano i cittadini da vendite non autorizzate e illecito uso di spazi pubblici, sempre in un’ottica di decoro urbano, tutti rientrano nelle vetrine che verranno poi lustrate durante la notte. Purtroppo non è stato previsto alcuno spazio per la selezione di cast televisivi e giochi a premi, questi resteranno prerogativa dei grandi Centri, sorti dove si magnificava un ospedale pubblico, anch’esso automatizzato.
Dalla vostra inviata Dada Knorr.

 

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il dicembre 12, 2017 da in acidofile, fano old movie, memorie fanesi, satira, spazi pubblici con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: