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-Misteri dalle stanze segrete…sui beni comuni

Cosa sta succedendo in città? Perché Sinistra Unita fa affiggere un manifesto dalla evidente retorica che chiede in pratica ai cittadini di ringraziare l’Amministrazione perché due spazi monumentali sono aperti al pubblico? (nella foto una graziosa re-intrepretazione).
Che progetti sono in corso per la Rocca Malatestiana? Cosa succederà dopo il pretenzioso bando per la gestione, andato a vuoto?
L’asse Ricci-Seri cosa proporrà alla città ora che è stato varato il nuovo corso politico del PD locale, denominato  RCS “rossini (la pizza), ciclabili e soldi da Roma”?
Quello che è sicuro che ancora la città non dispone di una gestione trasparente in merito a costi e benefici degli spazi pubblici, che gli spazi monumentali non sono centri di “aggregazione” come definiti da Sinistra unita, che sia per gli spazi di aggregazione che per quelli monumentali occorrerebbero regole precise di accesso, economico e aperto a tutti, solo così il concetto di “pubblico” avrebbe un significato diverso da quello all’italiana.
La vita culturale fanese, sempre più lenta e precaria, affidata a poche associazioni e persone di buona volontà, spesso attratta dal sensazionalismo e vittima delle sperimentazioni politico-culturali del PD, manca ormai non solo di uno spazio di confronto tra le associazioni (le defunta Consulta), e quella pesarese, seppure più ricca, non è esente da tragici silenzi: le associazioni non si permettono più una parola sulla città, pena l’esclusione.
Tutte le persone che si indignano e blaterano contro scandali e corruzione farebbero meglio a chiedersi, dopo aver usufruito dei piacevoli aperitivi e concertini del nuovo corso, come mai ormai non c’è più nelle città una festa politica o una kermesse culturale libera da sponsor istituzionali che si tenga in spazi pubblici.
Anche la gestione del suolo pubblico, terra terra, pare sempre più improntata al soldo: un occhio attento può notare come un altro spazio monumentale cittadino, il Pincio, sia stato concesso col contagocce ad una manifestazione aperta e collettiva come la Festa della sostenibilità (peraltro frammentata in più luoghi e a rischio agibilità per la pioggia), mentre il festival commerciale Aria ha usufruito di TUTTA l’area, con fasti e conferenze degli amministratori, per una settimana, tanto da costringere i residenti a parcheggiare fuori dalla cinta muraria, disabili compresi, a causa dell’uso totale delle vie d’accesso e dell’apposizione delle barriere di cemento anti-terrorismo.
Sarebbe ora che i cittadini cominiciassero a farsi delle domande, invece di concorrere alla gara di lecchinaggio per aggiudicarsi una tantum gli spazi cittadini, magari le sale “prestigiose” una tantum, cercando di partecipare al banchetto di chi governa, e alle consultazioni “popolari” Smart che naturalmente vengono fatte solo su decisioni “partecipate” di facciata, che non influiscono sulle scelte politiche reali circa il futuro della gestione dei beni comuni veri: la salute, il verde, le aree urbane, il servizio idrico, e appunto gli spazi monumentali… .

 

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 26, 2017 da in acidofile, antimafia, diritti civili, guarda qua (ed anche qui e quo) con tag , , , , .
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