rimarchevole…

un blog di provincia…

-Traduzione simultanea del messaggio di un noto Dirigente di partito.

L’immagine è di Massimo Dolcini.


Siamo entusiasti per la Festa Nazionale Tematica Enti Locali nel centro storico di Pesaro.

Trad.: Sono anni che facciamo in modo che una Festa di partito sembri la Festa della città, sembra totalitarismo light ma a me pare normale. La città è nostra, per ogni mendicante che abbiamo sgombrato c’è uno stand con la Rossiccia (la rossini alla salsiccia).

Valorizzeremo esperienze concrete che stanno cambiando il Paese, garantendo la tenuta sociale, laddove ci sono grandi problemi.
Abbiamo invitato alla Festa i nostri politici, che si esibiranno spiegando che il bastone e la carota sono il migliore metodo di governo, e che occorre soddisfare le Holdings amiche se si vuole distribuire qualche briciola.

Buone prassi che sono oggi una straordinaria risorsa da valorizzare. Raccontiamo le storie di buona amministrazione, mettiamo in campo le nostre proposte.
Certo una città come Pesaro, ancora ricca, ci è molto utile per continuare a vantarci, come facciamo in Emilia Romagna, di una classe politica composta da burocrati e lobbisti.

Le politiche che gli amministratori fanno ogni giorno, segnando la differenza tra buon governo e cattivo governo. Raccogliamo la sfida, accettando di misurare così la crescita delle nostre città.
Il cattivo governo è sempre quello degli altri, e riusciamo ad ammortizzare mediaticamente qualsiasi bordello combiniamo, vedi ad esempio tra Fano e Pesaro la questione dell’ospedale unico, o l’affare Banca Marche, addirittura la svendita delle royalties dell’acqua pubblica.

Abbiamo un’ottima classe dirigente da valorizzare che tutti i giorni propone il cambiamento. Ed è per questo che anche in questa Festa Pesaro vogliamo mettere in circolo questa #energialocale.
Ci è venuta una strizza cosmica, a causa delle liste civiche e del M5S, di dover svendere la nostra classe dirigente e tutto il castello che gli ruota intorno.

Buona amministrazione a disposizione del Pd, per il futuro governo del Paese. Ripartendo dai territori.
Già dai tempi di Bersani abbiamo capito che se non reggiamo a Villa Fastiggi siamo fottuti, ma ora voglio farla sembrare una idea nuova.

Forse avremo dovuto raccontare di più, negli ultimi anni, la buona politica portata avanti a livello locale. Abbiamo accettato che il dibattito politico si imperniasse solo sul governo.
Nei territori ci hanno fatto il culo costringendoci a rinunciare a tanti bei progettini di svendita dei beni comuni, quanto ci ha scocciato non poter fare inceneritori Hera, ma non tutto è perduto!

Rivendichiamo con forza che la nostra  migliore classe dirigente è anche nei territori. Non è sotto i riflettori, non ha la capacità di parlare mediaticamente a livello nazionale. Ma tutti i giorni ci mette la propria faccia, conosce la fatica del governo, sa che gli viene caricato addosso tutto.
Quando i governi regionali siederanno alla destra di Re Renzi, potremo applicare leggi di polizia più severe e spazzeremo questi movimenti cittadini che non ci fanno giocare alla nostra Monopoli, e dobbiamo non farci sputtanare dalla stampa, che va meglio blandita e imbeccata.

E in questi anni difficili ha messo in campo capacità di resistenza e innovazione. Dobbiamo essere molto più orgogliosi di questo. Specie perché non abbiamo mai messo il nostro partito prima del nostro Paese.
Come dimostriamo in questa sede, per noi paese e partito sono la stessa cosa, il primo non viene prima dell’altro, e la terra di mezzo va gestita meglio di adesso, resistere resistere resistere, far fare mille slalom a chi propone altro, succhiare via ogni moto di spontaneità dai territori, …avanti con l’aiuto di Dio e di Draghi.

Prima della nostra città, o della nostra regione. Perché quando vinciamo le elezioni, un minuto dopo rappresentiamo tutti.
Non è importante vincere le elezioni ma saper gestire gli equilibri a Roma, tanto gli altri non sanno governare, Berlusconi è rincoglionito, la Meloni un fuoco fatuo, Salvini un grezzo, quindi il sogno è governare noi per sempre, come nelle Marche, con lo spauracchio che sennò arriva Grillo.

Non parliamo a nome di un movimento o di un partito. Dobbiamo necessariamente ripartire dai 13 milioni di italiani che il 4 dicembre hanno creduto nella nostra idea di cambiamento.
Non abbiamo ancora capito un cazzo di cosa hanno detto gli italiani e le italiane col referendum, anzi non ce ne frega assolutamente niente.

Persone che non vogliono un paese che si arrende ma che piuttosto rilancia, che vedono nel Pd e in Matteo Renzi interpreti credibili per far ripartire una stagione di riforme e cambiamenti radicali per l’Italia.
Non avrò altro reuccio al di fuori di Renzi, dio…sono addirittura sicuro che vincerà, per la prima volta, delle elezioni politiche. Nel frattempo mi brucia il San Bartolo ma tanto è colpa del caldo, e posso sempre organizzare un selfie collettivo sulla spiaggia a pagamento.

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Questa voce è stata pubblicata il agosto 24, 2017 da in acidofile, pd, politica locale, rassegna stampa con tag , , , , .
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