rimarchevole…

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– …la tua città è democratica? Il test sotto l’ombrellone.


Tante parole su antifascismo, mafia, diritti ma…la tua città è democratica? Se rispondi ‘sì’ alla metà delle  25 domande vivi o stai per vivere in un pollaio.

  • L’opposizione politica rispetto alla maggioranza consiliare nella tua città non svolge da un trimestre incontri pubblici a tematica locale?

  • L’opposizione politica si sta concentrando solo su questioni minori e spesso irrilevanti (marciapiedi, aiuole, casi particolari) mentre c’è uno strano silenzio sui temi caldi della gestione pubblica?

  • L’opposizione politica della tua città si dedica solo a casi che ne mettono in rilievo xenofobia e paure (nomadi, furti, mendicanti), trascurando di proporre altro o facendo solo polemica, senza proposte credibili?

  • La maggioranza della tua città si sta dedicando al “decoro urbano” e al “turismo” come temi centrali di governo?

  • La maggioranza della tua città sta usando strumenti “smart” di consultazione popolare, privi di qualsiasi valore sulle decisioni reali, mentre evade da qualsiasi richiesta di consultazione cittadina con valore politico?

  • Le strutture pubbliche sanitarie sono in procinto di essere vendute o appaltate a organizzazioni private con investitori in azioni?

  • L’acqua, la rete idrica, è gestita da una azienda privata ma con sempre più presenza di azionariato privato, e gli investimenti nella rete sono sempre più scarsi?

  • Le cooperative fungono da volano per l’occupazione a tempo indeterminato necessaria a molti servizi pubblici ma non esistono cooperative a gestione concordata e pubblica?

  • Le organizzazioni sindacali, le casse rurali, le fondazioni, sono diventate ormai indispensabili come promotrici o sponsor di eventi culturali e politici, altrimenti irrealizzabili?

  • I reggenti dei maggiori centri di potere pubblico del tuo territorio provengono dalla stessa scuderia politica da 25 anni?

  • Gli spazi pubblici sono tutti a pagamento, e spesso occorre il placet di una Giunta comunale (Patrocinio) per ottenerli, e vengono gestiti tramite Bandi?

  • Vi sono strutture pubbliche di servizio (locali, suolo pubblico attrezzato, strutture come palchi, sedie, tavoli, gazebo) di proprietà pubblica che permettano il comodato e vengano utilizzati anche per iniziative politiche?

  • I Festival organizzati da persone giovani sono tutti sotto Patrocinio e sotto Sponsor e gestiti in spazi che abbiano un “garante” per i contenuti (gestore privato, commerciale) anche pubblico ma vicino all’area di governo della città?

  • Non esistono iniziative studentesche pubbliche, e libere da tutori, attraverso le quali sia possibile in confronto intergenerazionale anche su temi politici?

  • Gli studenti sono soggetti dialoganti solo all’interno di iniziative scolastiche “aperte” ad eventuali ospiti esterni, e sempre “tutelati” dai dirigenti scolastici e dalle associazioni di genitori?

  • I luoghi occupati o affittati dal un ente pubblico nella tua città hanno dovuto rinunciare a porre attenzione a tematiche locali o inerenti il governo della città, per non perdere l’agibilità degli spazi ottenuti?

  • Non esistono più di due giornali quotidiani nella tua Regione?

  • Quando accadono fatti rilevanti che sottintendono responsabilità pubbliche, accade spesso che associazioni e singoli evitino di sottolinearle per timore di perdere i piccoli contributi e gli spazi che ne garantiscono l’attività?

  • Non esistono siti di informazione online che garantiscano la pubblicazione di contenuti che non siano legati a fatti di cronaca o iniziative?

  • I Festival culturali nella tua città vedono sempre più spesso la presenza di personaggi politici di maggioranza?

  • Pensi che esista anche nella tua città il fenomeno della creazione dei “giovani volontari”, persone che vengono fatte servire ai Festival a costo zero in cambio dell’onore della partecipazione a contenuti su cui non hanno cognizione?

  • Le Forze dell’Ordine inquisiscono sempre più spesso gli studenti rei di poter essere potenzialmente soggetti di iniziativa politica libera e impegnano molte forze per seguire ossessivamente ogni loro piccola iniziativa quasi fossero Al Quaeda?

  • Le consulte o i cartelli culturali della tua città non sono attivi come strumento di rappresentanza e trattativa con gli amministratori a tutela della libera espressione di contenuti culturali e del ruolo di libero servizio alla città dell’associazionismo?

  • Hai notizia di operatori in carico all’Amministrazione tramite contratto con cooperative che abbiano avuto problemi sul lavoro a causa dell’espressione di pareri non graditi a chi governa la città?

  • Le banche della tua città hanno evidenti presenze amministrative a legame politico univoco, e sono state fuse o integrate in cartelli?

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Un commento su “– …la tua città è democratica? Il test sotto l’ombrellone.

  1. Talita
    agosto 16, 2017

    Dunque…sì…sì…sì..sì…sì…sì…sì…sì…sì…
    AAAAAARGH!!!! 😦

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