rimarchevole…

un blog di provincia…

– Carnevale di Fano: de tutt un po’, prò…

nel-paese-delle-meraviglie-ok

Matteo Renzi bebè …vincente

Parte la nuova stagione del Carnevale di Fano, con un’edizione 2017 tra musica seria (pure un Inno, “Salve o Fano” che si presterebbe alla parodia) e karaoke,e la notizia che verrà realizzato un  cd prodotto dall’Ente Carnevalesca che verrà venduto per poi devolvere l’incasso in beneficenza ai Comuni marchigiani colpiti dal terremoto.
Tra carnevali tipizzati (i bambini, gli animali, e anche i cosplayer…), e la scelta di mettere al centro i maestri carristi, sottolineata dalla nuova presidente dell’Ente carnevalesca, c’è finalmente una donna, che certo non avrà gioco facile a tenere alle briglie tutti i vecchi marpioni della ‘città della fortuna’, fungendo da paciera tra le varie anime di una festa che purtroppo è sempre un po’ di più a denti stretti (quest’anno pure la paura di attentati, l’anno scorso quel brutto manifesto con la donna-contenitore…) e vulnerabile circa il sessismo che si sa, si maschera spesso con la satira.
Omini in mutandoni colorati quest’anno per fortuna sembrano sostituiti da altri eventi sportivi. Resta invece un concorso di bellezza ma, si specifica, “Belle fuori e dentro”, per dimostrarsi insolite, anzi normali.
Come sempre ci sono piccoli particolari da sottolineare, leggendo il programma delle sfilate: l’edizione 2017 ci diverte per la riproposizione di alcuni contenuti del carnevale (2003) animato da Dario Fo con lo spettacolo “Il pupo che ride” di sabato 11 febbraio, e la messa in scena de Il Mistero buffo, presso il Teatro della Fortuna, domenica 11 febbraio. Diverte che lo spettacolo interpretato dall’allievo di Dario Fo, Mario Pirovano, sia stato già presente a Fano, per la precisione nel 1992, al nono meeting anticlericale, in un piazzale Malatesta autogestito (la Rocca era vietata col nuovo motivo della inagibilità temporanea) e gremito attraverso il quale comparvero anche le telecamere della Rai, con Ugo Gregoretti e il suo “Sottotraccia”, il quale indicava al cameramen di inquadrare il Menù della mensa popolare anticlericale, coi suoi “spiedini di eretico”, e la figura di Spartaco Verna che orgogliosamente girava le griglie sui “fòconi” (video). La domanda quindi sorge spontanea: “cosa è rimasto della satira al Carnevale di Fano” ?

pirovano_1992

Pirovano a Fano nel 1992, il video è disponibile grazie all’Archivio biblioteca Travaglini

Ci risponde l’unico carro con un personaggio politico in pole position, Matteo Renzi. leggiamo nella didascalia: “Sopra un fungo gigantesco siede accoccolato uno strano neonato con le sembianze del nostro premier che mostra un sorriso soddisfatto e agita un mattarello simbolo del suo recente successo.” Successo? Ma come?!? un carro che non ha tenuto conto che c’era un referendum di mezzo…tra realizzazione e sfilata!
E così, tra un accenno a papi e cardinali (ma per parlare di Carnevale, col carro Habemus Canevalem?) e un ahi noi sulle rovine monumentali italiane (nel carro Spirito di…Carnevale)… la cartapesta non fa più occhi pesti a nessuno.
Riassumendo: scherzare e scatenarsi sulla sessualità non si può perché c’è troppo maschilismo in giro, e poi la gente non è serena, si potrebbe proporre al Carnevale di Fano un bel carro sexy e magari anche LGBT ma bisognerebbe prima calmare gli animi diffondendo nell’aria cannabis o qualcosa di simile. Sulla politica non scherza più nessuno perché siamo tutti incazzati e poi fioccano denunce …era più divertente per i fanesi leggere i resoconti dei meetings anticlericali sulla stampa degli anni Ottanta, spassosissimi, come quando quel consigliere DC arrigando contro i libertari per dire che sarebbe stato breve disse “sarò circonciso”.
Il Carnevale di Dario Fo a Fano resta quindi un momento controverso, per la scelta della direzione artistica “interpretativa” di un momento popolare, …ma la popolarità del Carnevale, con le sua carnascialate, è forse essa stessa ormai definitivamente fuori moda…la satira, la risata virale, si è appunto trasferita sul web, coi MEME, con le vignette autoprodotte, i video comici…e forse realtà come il San Costanzo Show, il teatro dialettale e le recenti pellicole comiche alla fanese sono l’espressione di una maturazione di comicità popolare che un tempo aveva solo le mascherate “semel in anno”.

FPA

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: