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-Regione Marche padrona… del nostro giardino

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L’opposizione di Regione Marche a svicolare i PRG locali per permettere alle zone terremotate di usufruire, con soldi privati, di casette in legno in aree prossime alle case distrutte, ha suscitato indignazione. Tanta di più ne suscita se ricordiamo quanto Regione Marche si sia industriata a permettere invece, ignorando il parere delle istituzioni e dei comitati territoriali, ben altri tipi di installazioni.
Per ricordare come la legge possa essere sia applicata che interpretata, seguendo certi interessi e non altri, vi linkiamo un articolo che fa una panoramica della gestione del Piano energetico regionale e dei vincoli paesaggistici e naturalistici rispetto ad un caso in cui fummo noi cittadini ad essere minacciati dall’allora assessore regionale Amagliani (guarda caso della stessa compagine elettorale di chi adesso invece, uscito dai giochi e dalla Giunta regionale, difende i cittadini) di ricorrere a leggi speciali per imporre un insediamento industriale “nel nostro giardino”.
Partito unico in Italia e dominio sul territorio. Il caso marchigiano. Di Francesca Palazzi Arduini.
La storia d’Italia è una continua tensione giunta, con il compromesso Renzi, al culmine tra modelli mafioso, familista, liberale.
Costruire schieramenti politici centrati sull’economia di scala, puntando su una minima stabilità sociale che consenta grandi affari anche a lungo termine, dà il massimo rendimento per la classe politica e la sua costellazione, ed è il solo obiettivo rimasto ai partiti divenuti ‘club’.
Per questo una cosa importante per costruire una regola dell’alternanza tra ‘club’, è eliminare gli intoppi sul territorio, la resistenza opposta da soggetti non acquistabili e non allineabili alle manovre economiche.
Il modello marchigiano: fatto in casa, e in chiesa.
Il modello del Partito unico è un’esperienza in cui siamo pionieri noi marchigiani, avendone sperimentato vent’anni. Dal 1995 le Marche sono governate da coalizioni che vedono il Pd partito forte, che vive di rendita sulla sedimentazione di pratiche di concertazione del welfare, supportato da ex democristiani e dall’emisfero delle confraternite, e una destra all’opposizione blanda, disponibile a tacere su certi affari, pronta a scambiare i ruoli all’occasione.
Non solo stessi schieramenti, ma medesimo Governatore per più mandati: dal 1995, dopo una breve parentesi a presidenza socialista, sino al 2015, le Marche vedono solo due governatori per quattro mandati, retti dal Partito Democratico della Sinistra prima, dai Democratici di Sinistra poi, sino alla coalizione Margherita/Pd.
Stessa cosa nella Provincia di Pesaro e Urbino, governata dal 1999 da coalizioni PD-ex Dc, con la sola piccola differenza che in Regione dopo il 2005 il PRC è stato escluso dalla santa alleanza, che ha visto invece l’ingresso dell’ UdC, mentre in Provincia è ancora presente.
La Provincia di Pesaro e Urbino, che vede una spartizione del giro di affari con una forte presenza della Compagnia delle Opere, ha avuto come suo Presidente Matteo Ricci, sodale di Matteo Renzi, ed è stato proprio Renzi ad essere l’invitato principe delle manifestazioni culturali pesaresi dell’estate 2013.
Si capisce perché anche l’idea di attingere agli amministratori locali per costruire una pseudo “Camera dei Lord” richiama al nuovo modello dell’esecutivo: che è quella di chi fa gli affari sul territorio e proprio sul territorio non vuole problemi.
Se la capacità di fare affari dei politici è infastidita dalle incongruenze territoriali, e il simbolo di questo è la Tav, è utile capire nei dettagli come il modello Partito Unico funzioni sui territori.
Perché la sindrome Nimby (Not in my Backyard) del quale sono accusati coloro che non vogliono installazioni nocive accanto a casa non è una patologia, ma la presa di coscienza che non esistono giardini chiusi bensì un ambiente nel quale le ricadute di ogni scelta speculativa sono ben più vaste.
È sui Rifiuti, sull’Energia, sulla gestione delle Risorse idriche, sulla Sanità, oltre che da sempre su Edilizia e Urbanistica, che nei territori si gestiscono le cordate d’affari, mettendo a serio rischio ambiente, salute e beni dei cittadini.
Da Marche a supermarket, dei rifiuti
Nelle Marche il campanello d’allarme più squillante sull’intreccio tra potere politico ed economico lo dà un piccolo paese in Provincia di Pesaro e Urbino. (continua a leggere..,)

 

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