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– In piazza contro il militarismo, Fano 10 novembre

stop_wars
L’UE dovrebbe promuovere la pace non dare sussidi alla industria di armi

A Bruxelles per il 10 novembre 2016 è stata organizzata dalla Agenzia Europea alla Difesa una conferenza a porte chiuse, tra responsabili politici europei e produttori/venditori di armi, per discutere “la politica di sicurezza dell’Europa”.
Noi pensiamo che la migliore sicurezza per gli stati, per i popoli non sia di tipo militare (con le guerre che violano l’art. 11 della nostra Costituzione). Che la sicurezza non sia nel produrre e commerciare armi (magari in violazione alla legge 185 del 1990), ma nel creare condizioni di dialogo e cooperazione tra i popoli in una logica di pace e non di guerra.

Cittadine e cittadini europei manifesteranno il loro dissenso in modo organizzato e non violento a Bruxelles il 10 novembre.
Noi Donne in Nero di Fano esprimeremo il nostro dissenso a Fano con un
Sit-In Giovedì 10 novembre in Piazza xx Settembre dalle 17 alle 19
e invitiamo la cittadinanza ad unirsi a noi per riflettere su queste scelte che gli stati membri UE portano avanti e che non rispecchiano il sentire della gente che ha bisogno di pace, di risorse per vivere meglio la propria quotidianità nella vera sicurezza.
Siamo addolorate
per le morti, le distruzioni di case, di luoghi di vita, che il terremoto ha inflitto alle nostre terre. Siamo spaventate perché le nostre case continuano a tremare.
“Solo macerie, come se ci fosse stato un bombardamento” ha detto la presidente della Camera Boldrini visitando i luoghi terremotati.

Come Donne in Nero contro la guerra, siamo anche indignate perché di fronte allo strazio di bambini morti sotto le macerie del terremoto pensiamo a tutti quei bambini morti sotto le macerie dei bombardamenti, ai quali, in questi 25 anni di guerre camuffate in “missioni di pace” o “interventi umanitari”, direttamente o indirettamente , ha partecipato anche l’Italia.
Denunciamo che vengono usate per armamenti, produzione di armi e mantenimento delle basi militari  USA e delle basi NATO risorse vitali che dovrebbero servire per proteggere la popolazione dai terremoti, per prevenirli e mettere in sicurezza le nostre case, scuole, ospedali ecc. e non per finanziare “missioni di guerra”.

OGGI LA SPESA MILITARE ITALIANA AMMONTA, secondo i dati ufficiali della NATO,  a circa 20 miliardi di euro  nel 2016, in media 55 milioni di euro al giorno. Stando comunque ai dati NATO l’Italia spende in un solo giorno per il militare più di quanto ha destinato il governo per l’emergenza terremoto del 24 agosto (50 milioni).

Donne in nero, Fano.

Rete Italiana delle “Donne in nero contro la guerra”.

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 8, 2016 da in antimilitarismo, cittadinanza attiva fano, donne in nero fano, femminismo con tag , , , .
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