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Noi siamo Chiesa sul “gender” e il Papa

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Pubblichiamo questo testo di Noi siamo Chiesa sicuramente importante per dare voce alla vasta area di cattolici che la stampa in cerca di scandalo non tiene in considerazione.

Le aperture pastorali di papa Francesco….

Non c’è dubbio che  Papa Francesco stia cercando di dare una svolta al tradizionale atteggiamento di diffidenza (e anche di demonizzazione) di vaste aree del mondo cattolico nei confronti delle diversità sessuali. Tutti ormai conosciamo bene le sue parole, magari estemporanee ma eloquenti, conosciamo i suoi gesti. In particolare in questo campo i tempi di papa Benedetto sembrano veramente lontani, teniamolo presente. Gli omosessuali credenti  si sono ben accorti di ciò e cercano di intensificare la loro presenza organizzata nella Chiesa perché si accorgono che è ora possibile uscire dal ghetto. Anche gli interventi a braccio di papa Francesco sull’aereo, di ritorno dal viaggio in Azerbaigian e Georgia, dimostrano la sua attenzione alle situazioni, ai casi concreti di fronte ai quali: “questo farebbe Gesù”. Queste aperture sono però in contraddizione con la linea generale emersa nei due sinodi , di cui la “Amoris Laetitia” ha dovuto tenere conto. In quella sede una apertura in avanti alla realtà omosessuale è stata bloccata.

….e lo schematismo semplicistico sul gender

Premesso tutto ciò, su una tematica “vicina” e condizionante quella della diversità sessuale, quella del gender,  Francesco in più sedi e da tempo dice cose che mi sembrano in dissonanza esplicita con  le altre sue aperture. Egli parla di una teoria del gender  (in base alla quale “il sesso si può scegliere”)  che verrebbe propagandata nelle scuole da persone e istituzioni non identificate ma ben dotate di risorse ed appoggiate da “paesi influenti”. Si tratterebbe di una vera e propria “colonizzazione ideologica” secondo la sua nota espressione. Francesco non usa la parola complotto ma il senso è proprio questo. Esso sarebbe diretto in particolare contro il matrimonio (ma noi pensiamo che  la crisi del matrimonio e di molte famiglie sono fondati su ben altre cause, di tipo soprattutto sociale). Il tradizionale approccio pastorale e le consuete aperture del papa  lasciano il posto  ad affermazioni definitorie e semplicistiche, che presuppongono a monte  le analisi che fanno le campagne in corso da tempo, soprattutto nel nostro paese, di alcuni movimenti fondamentalisti, usi  a comunicare con facili slogan. Diciamolo chiaramente, siamo molto meravigliati di questa posizione del papa così esplicita e tassativa e , ci sembra, ideologica; essa infatti non ci pare  fondata su  riflessioni  e  conoscenze adeguate alla gravità della questione.  Se, in modo inconsueto, argomentiamo in senso diverso e opposto a quello di papa Francesco lo facciamo  perché, segnalando questa discontinuità nel suo ministero, pensiamo di dare un contributo dal basso alla vita della Chiesa  e  perché speriamo in una correzione di linea. Questo aspettano i nostri fratelli e sorelle lgbt che,  a causa di questi interventi del papa, vedono , a torto o a ragione, incrinate nel popolo cristiano le possibili aperture nei loro confronti. Infatti il “complotto” viene addebitato in modo esplicito, ma senza prove,  alla loro ipotetica lobby  (interna e internazionale).

La riflessione di Noi Siamo Chiesa

“Noi Siamo Chiesa” ha studiato la questione ed ha diffuso da tempo  il proprio punto di vista. Esso ha un titolo abbastanza esplicito : “La campagna contro il gender combatte contro un nemico che non esiste. Valorizziamo la ricchezza della differenza sessuale e nelle scuole educhiamo ad accettare  serenamente le diversità.” Nel testo si nega l’esistenza di una subdola campagna di indottrinamento nelle scuole e tra i giovani, si parla invece di “prospettive di genere” (e non di teoria del gender)  che significano il rifiuto della “relegazione della donna alla subalternità, alla funzione passiva nella famiglia, alla inferiorità giuridica e sociale e alla generalizzata discriminazione, mentre per gli uomini sarebbe naturale un ruolo forte, possessivo e di superiorità, anche di violenza.” In sostanza si afferma quanto di meglio sostiene da tempo la teologia femminista ed ogni posizione riformatrice nella Chiesa . E ancora “la differenza tra uomo e donna è una realtà ed una ricchezza da ribadire a piena voce contro ogni mistificazione da qualsiasi parte provenga; contemporaneamente l’assunzione della “prospettiva di genere”  esprime il carattere variabile delle esperienze e della relazioni tra i sessi che, soprattutto in questo momento storico, significa il superamento delle logiche patriarcali nel rapporto uomo/donna e l’accettazione delle diversità.”    Il documento si conclude parlando dei ritardi della Chiesa e, partendo dalla differenza sessuale –uomo/donna- che è assolutamente importante ma  tenendo anche  conto delle diversità (realtà omosessuale),   auspica  nelle nostre scuole un clima inclusivo e sereno che proponga una discussione comune e poi collaborazione tra tutti (genitori, docenti, dirigenti scolastici, psicologi, senza trascurare l’ascolto delle giovani generazioni appena l’età lo consente).

Roma 3 ottobre 2016             Vittorio Bellavite, coordinatore nazionale di Noi Siamo Chiesa

 

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 4, 2016 da in cultura gaya, diritti civili, laicità, omofobia con tag , , , , .
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