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Dopo il crack del “Family” day, Gandolfini sbarca a Fano

gandolfini_espresso
Ecco che arriva a Fano il 4 ottobre (ore 21 sala Masetti) il neurochirurgo Massimo Gandolfini, promoter di quell’ultimo Family Day di gennaio che ha visto defezioni da ogni fronte e la assoluta preminenza di associazioni di destra, anche neofasciste, tradizionaliste e retrò, oltre al dispettoso ignorare del Papa che certo non ha gradito che qualcun’altro volesse prendere la piazza al posto suo, forse neanche quelle affermazioni omofobe per le quali il medico è noto, o meglio affermazioni più pericolose dell’omofobia sì, perché secondo Gandolfini l’omosessualità parrebbe una deviazione, un disagetto infantile che va “corretto” dai genitori e dagli insegnanti.
Forse invece di girare per l’Italia a convincere del “pericolo” omosessualità platee di genitori bendisposti a farsi spaventare, Gandolfini farebbe meglio a prendere in esame i fatti recentemente accaduti nel nostro Paese: genitori che aggrediscono i propri figli e figlie omosessuali, genitori rei di fatti di violenza e portatori di una ignoranza atavica, per fortuna solo alcuni casi in un panorama di apertura e progresso mentale che vede in prima fila i genitori di AGEDO, l’associazione di genitori di persone omosessuali.
Per le persone spaventate o disposte a aggredire ciò che non capiscono forse Gandolfini può funzionare da alibi, donando giustificazioni, ovviamente la sua è un altro tipo di strategia, basata sulla politica e non sulla forza bruta… sempre di omofobia si tratta però, perché mentre anche la Chiesa cattolica da tempo ha riconosciuto l’esistenza dell’omosessualità come orientamento, gente come Gandolfini continua a diffondere, per quel che può e contro ogni evidenza, che l’omosessualità è una ‘malattia’ addirittura giungendo a ipotizzare un fantasmagorico progetto “Gender” (sappiamo bene invece che non esiste UNA teoria del Gender ma una serie di filoni di ricerca soprattutto storica e sociologica) per contagiarne a più non posso.
Sarà invece che l’ignoranza e l’intolleranza sono ben più pericolose perché armano le mani dei veri dementi. Lo abbiamo visto negli Usa con la strage nella discoteca Lgbt firiendly dello scorso giugno, lo vediamo quando l’ignoranza e la volgarità si sposa con l’omofobia in aggressioni ( l’ultima 3 giorni fa contro una ragazza con calci e pugni) e violenze.
DICIAMO A GANDOLFINI CHE PER DIFENDERE “I NOSTRI FIGLI” NON CI SERVONO NE’ E SUE PAURE NE’ LA SUA IDEOLOGIA MA UNA SCUOLA CHE INCLUDA TUTTI I BAMBINI E RAGAZZINI FORMANDOLI PER SAPER SCEGLIERE E IMPARARE A STARE BENE CON SE STESSI E GLI ALTRI.
E aggiungiamo: occorre una legge contro l’omofobia che la consideri, come il razzismo, una aggravante in caso di violenze e insulti. Perché vogliamo vivere in un Paese nel quale ci sia libertà di parola, di satira, di espressione ma non in un Paese nel quale si possano insultare le persone sulla base del loro orientamento sessuale, il loro credo, la loro nazionalità, il loro corpo e le loro idee… .
Per questo pensiamo che sia giusto che Gandolfini possa dire ciò che pensa (e andremo a sentire ciò che dice se ci va) ma anche che tutta la comunità Lgbt locale esprima il suo modesto parere e sia visibile con la sua realtà.
Invitiamo tutti/e a considerare che la citazione contenuta nel volantino pubblicitario di questa conferenza è “La frontiera del bene e del male è svanita”, di Alexis Carrel, famoso chirurgo noto però anche per avere espresso teorie eugenetiche contro gli esseri umani “devianti” e a favore della pena di morte molto simili a quelle naziste e sicuramente pericolose per la tendenza a considerare “male” ogni forma di comportamento umano non maggioritario e forse non di suo gusto.

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