rimarchevole…

un blog di provincia…

La casalinga di Facebook

Facebook Housewife novel
E’ ovunque nel social, spesso sotto mentite spoglie o di sesso maschile, la riconosci all’inizio perché, diligentemente, mette il like a tutti i post degli amici, come gesto di gentilezza o come fosse spolverare i soprammobili e ninnoli in salotto, del resto molti sono gattini e cagnolini. Eppure di like ne riceve così pochi, cosa che non la preoccupa più di tanto. A volte di fronte a soli quattro like a una sua cosa si ferma imbambolata a guardare, riconoscente. E ricambia con abbondanza che voi cinici cercatori di plauso dal duro cuore blu falsamente ammantato di umanità non conoscete.
Ma per lei è un dovere condividere con tutti qualcosa di carino ogni giorno: una poesia, un post-it di incoraggiamento alla vita (le più religiose anche patacchette di aforismi copiati dai siti sui santi), una foto bella che sia di panorama o di suoi fiori, al limite pure la foto delle lasagne appena sfornate.
Ma attenzione, non è solo per vantarsi di essere qui o là, di avere questo o quello, come tutti voi debosciati/e fate, ma all’ottanta per cento per gentilezza.
Una piccola poesia copia e incolla, alcune addirittura versi propri sul tramonto o sulle gioie di essere nonne. Alcune diventano pedagogiche come gli ipnotici programmini Raitre dell’ora del desinare ma tant’è…
A volte raccoglie e diffonde gli appelli più importanti secondo lei: la solidarietà con raccolte fondi, pesche di beneficenza, la rivolta delle mamme, i pericoli dello zucchero, le chiamate ai mercatini e alle cene solidali. Fa più rumore un albero che cade che cento che crescono, dice, anche se su Facebook in effetti, e in generale,  quello che cresce non è che sia tanto silenzioso e nemmeno  edificante.
Nella giungla di feticismi, egocentrismi patologici, narcisismi e vite a scompartimenti chiusi, con opzioni di bannaggio e stratagemmi di diffusione virale di cazzate, Facebook per lei è certo un groviglio da dipanare difendendosi con le armi dell’altruismo e della domesticità.
Non passa giorno che non si industri (immaginiamola in grembiule ma anche in divisa) a fornire una parola di affetto per una scomparsa anche di persone non conosciute se non in bacheca, a regalare un’immagine dolce, ed anche se necessario a far circolare notizie su pericolosi virus per computer o video che mettono in guardia da truffe e raggiri.
Mentre la casalinga più tradizionale documenta sul suo diario la raccolta dei petali di rosa, la torta pasqualina o il volo delle anatre selvatiche, le casalinghe più innovative e velate, che mediamente consultano Facebook una volta ogni trenta minuti, si celano dietro insospettabili post sul paniere Istat, sulla viabilità, su record sportivi o nuove puntate di serie televisive, rendendo a loro parere un servizio alla società quasi fossero una emittente tv o un quotidiano, oppure una rassegna stampa. Tutte attività di servizio per il bene di tutti. Questa tipologia di casalinga, che fa sembrare Facebook una piacevole distrattiva fonte di informazioni essenziali, non solo su come fare il sapone in casa ma anche sulle dichiarazioni del prèmier e su importanti news d’economia cinese, sono insospettabilmente tutte lavoratrici che stanno connesse durante l’orario di lavoro… ma contrariamente ai colleghi maschi si sentono in colpa per questo, ritengono quindi di dover compensare la peccaminosa distrazione.
La casalinga di Facebook è certo più simpatica dell’opinionista di Facebook o dello scafista di Facebook. Il primo è troppo impegnato a trattare il social network come la sua sala stampa e sforna commenti non richiesti ovunque, o edita poderose filippiche mettendo alla prova la propria originalità virtuale. Il secondo traghetta di mestiere masse di ignari avventori verso siti fuffa, giochi caramellosi o case d’appuntamenti, oppure attrae le masse con originali prodotti dell’ingegno non suo, video introvabili, figate e simili amenità.
A questa forma di casalinghitudine, fatta mentre si è al lavoro in ufficio o a negozio, o mentre si lasciano i panni in ammollo troppo a lungo, mentre il tran tran quotidiano svolta a destra verso l’autunno e alla sinistra della web addicted spunta una tazza di tè o caffè, Zuckerberg dovrebbe essere grato perché dà al social network più famoso del mondo quel tocco di trasparenza e sorellanza che certo le sue dichiarazioni dei redditi, o di intenti, non riescono a smaltare. Vocabili ambiti dal CEO… ‘smart’,  ‘glasnost’.
Ti amiamo dolce casalinga, mamma di tutti i gattini dal pelo arruffato od esperta divulgatrice di poete polacche, il tuo modesto status è il simbolo dell’umanità del minestrone contro la spietata efficienza del sushi.

Dada Knorr (casalinga di Voghera).
L’immagine è una rivisitazione da Anne Taintor.

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