rimarchevole…

un blog di provincia…

Sui fatti di Piacenza. I comunicati:

lutto_nastrino
Operaio travolto e ucciso: Cgil, fatto grave e inaccettabile

Roma, 15 settembre – “La morte di un operaio durante una manifestazione sindacale è un fatto grave e inaccettabile”. E’ quanto esprime la Cgil in merito ai fatti di Piacenza dove un operaio è stato travolto e ucciso da un camion all’uscita di un’azienda di logistica. “La Cgil – prosegue la nota – non solo esprime solidarietà e vicinanza alla famiglia e ai compagni di lavoro, ma chiede con forza di fare luce sulle cause e le responsabilità di quanto è accaduto, che non può essere considerato tragica fatalità”. “Non è ammissibile, infatti, – sottolinea il sindacato di Corso d’Italia – che si possa perdere la vita per difendere il proprio lavoro e i propri diritti. Quanto accaduto non doveva accadere e non si deve verificare mai più”.

“La Cgil e le sue categorie – conclude la nota – da tempo denunciano e contrastano quanto avviene in un settore teoricamente strategico come la logistica, che nei fatti, troppo spesso, è caratterizzato da sfruttamento, disapplicazione dei contratti, lesione dei diritti e della dignità del lavoro”.

http://www.cgil.it/operaio-travolto-ucciso-cgil-grave-inaccettabile/

Piacenza. Dura condanna della Fim Cisl
15 settembre 2016. “E’ drammatico e intollerabile quanto accaduto la scorsa notte a Piacenza, davanti alla sede dell’azienda Gls, un’azienda di trasporti, dove un operaio Abd Elsalam Ahmed Eldanf che stava partecipando al picchetto indetto dal sindacato Usb per un’azione di lotta sindacale e di sciopero dei lavoratori della SEAM, è stato ammazzato investito da un camion che tentava di forzare il presidio”. A dichiararlo Marco bentivogli, Segretario generale della Fim Cisl. “Ed è gravissimo, che ciò sia avvenuto come apprendiamo dalla stampa con l’incitamento a travolgere e a procedere con il mezzo da parte di qualche responsabile dell’azienda. Siamo di fronte all’imbarbarimento della convivenza civile se una iniziativa di lotta sindacale viene letteralmente travolta e contrastata in tal modo. Il sindacato e i lavoratori lottano per difendere i diritti e migliorare le condizioni di lavoro, e questo va nell’interesse di tutta la società. La lotta sindacale deve avere piena cittadinanza nella convivenza comune e deve anzi essere pienamente riconosciuta e valorizzata. Occorre un salto culturale della nostra società e da parte di tutti i cittadini, perché è intollerabile che accadano simili fatti. Esprimiamo tutta la nostra rabbia per quanto è avvenuto. Rivolgiamo la nostra vicinanza alla moglie e ai sui cinque figli. Insieme alla solidarietà ai lavoratori e all’organizzazione sindacale Usb, chiediamo con forza che siano perseguiti a norma di legge tutti i responsabili di questo dramma”.

http://www.cisl.it/notizie/3491-piacenza-dura-condanna-della-fim-cisl.html

La logica del Logista: comunicato e documentario del NAGA
La circolazione delle merci, nel mercato capitalistico contemporaneo, è una funzione assolutamente vitale: dietro l’apparenza della smaterializzazione, la globalizzazione richiede lo spostamento fisico di quantità crescenti di merci; trasporti e logistica costituiscono perciò uno dei punti di maggiore vulnerabilità dell’intero sistema.

Questa vulnerabilità crea uno spazio per un conflitto, un conflitto reale, tra le esigenze del capitale (rapida circolazione, consegna in 24 ore, eliminazione delle costose scorte di magazzino) e i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici nonché i loro stessi bisogni immediati e materiali: le condizioni di lavoro sono intollerabili, con turni massacranti, sfruttamento estremo delle capacità fisiche del lavoratore, divieto di fare pause, nessuna protezione contro il caldo e il gelo.

La retorica della smaterializzazione e dell’economia centrata sulla conoscenza si regge in realtà sulla fatica e sullo sfruttamento di decine, centinaia di migliaia di lavoratori, in grande maggioranza di origine straniera, tra cui una significativa porzione di cittadini privati del permesso di soggiorno, e con questo anche dei diritti minimi di cittadinanza; ecco chi sono gli immigrati, ecco chi sono i temibili “clandestini”: donne e uomini senza cui la complessa macchina del nostro benessere non potrebbe funzionare.

Coscienti del loro ruolo vitale, questi cittadini stranieri sono diventati da anni, nel silenzio dei mezzi d’informazione, i protagonisti di una lotta durissima; non sorprende che alla violenza dello sfruttamento che spezza la schiena e cancella la dignità delle persone si aggiunga una reazione violentissima da parte delle aziende che vedono messo in pericolo il proprio dominio del mercato, tra cui anche aziende che impostano il proprio marketing su un’immagine democratica e rispettosa dell’ambiente e dei diritti.

In un crescendo di violenza si è arrivati alla forzatura  un picchetto da parte di un tir che stanotte ha travolto Abd Elsalam Ahmed Eldan, facchino precario a Piacenza.

Da quel tir ci sentiamo travolti tutti noi, perché in gioco c’è non solo la dignità umana, ma i nostri stessi diritti di lavoratori e lavoratrici. E noi ancora di più da oggi saremo dalla parte di Abd Elsalam, e non perderemo occasione per sostenerne la lotta.

https://www.youtube.com/watch?v=9HDQFcMvIVY

Il video La Logica Del Logista, appositamente prodotto dal Naga per il Milano Film Festival 2013, con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sul protagonismo dei cittadini stranieri, racconta la storia di Luis Seclén, 56 anni, economista in Perù, qui in Italia carrellista e tra gli animatori degli scioperi dell’Esselunga di Pioltello.

Sial Cobas

Pubblichiamo qui anche il comunicato della FIOM di Milano (da Rassegna), che invita “le Rsu delle aziende metalmeccaniche a organizzare per venerdì 16 settembre momenti di mobilitazione, che potranno tradursi anche in un’ora di sciopero”

Operaio morto, Fiom Milano: 16 settembre è mobilitazione

15 settembre 2016 ore 16.35

Le tute blu: “Quello che è accaduto davanti alla Seam di Piacenza è gravissimo, ed è figlio di un clima insopportabile di attacco ai diritti dei lavoratori (compreso il diritto di sciopero) in ogni settore, ma in particolare nel comparto della logistica”

“La notte tra il 14 e il 15 settembre, Abdesselem El Danaf è stato travolto e ucciso da un tir, mentre partecipava a un presidio a difesa dei diritti davanti all’azienda di logistica dove lavorava da anni. Quello che è accaduto davanti alla Seam di Piacenza è gravissimo, ed è figlio di un clima insopportabile di attacco ai diritti dei lavoratori (compreso il diritto di sciopero) in ogni settore, ma in particolare nel comparto della logistica, dove il sistema degli appalti e subappalti e il proliferare di pratiche illegali cancella le tutele minime”. È quanto dichiara la Fiom Cgil di Milano in una nota.

“Per esprimere la nostra solidarietà e vicinanza alla famiglia di Abdesselem El Danaf e ai suoi compagni di lavoro e di lotta e per denunciare un episodio umanamente e sindacalmente inaccettabile, invitiamo le Rsu delle aziende metalmeccaniche a organizzare per venerdì 16 settembre momenti di mobilitazione, che potranno tradursi anche in un’ora di sciopero”, aggiungono le tute blu milanesi.

 

FIOM di BRESCIA

RSU FIOM MOTOVARIO

E’ con un immenso sentimento di rabbia di sgomento e di sdegno che denunciamo il vile , infame, drammatico gesto perpetrato ai danni di un operaio come noi che ne ha cagionato la morti. Infatti la notte scorsa un operaio che l’ottava e si batteva con altri compagni per il diritto al lavoro contro la precarieta’ ed i licenziamenti veniva barbaramente investito ed ucciso da un tir che a quanto pare ha voluto sfondare il picchetti.   VERGOGNA !!! Questa la vera faccia delle promesse del progresso del capitalismo liberista !!! Altro che! Questa la barbarie questa l’ inesorabile guerra tra poveri che ha sempre prodotto e continua a produrre !!!  Le più sentite condoglianze alla moglie ed i figli rimasti orfani. Hai compagni in lotta : La vostra lotta e’ anche la nostra lotta !!!

 

Gls Piacenza – I padroni forzano il picchetto, operaio muore investito. Avanti con la lotta!

Sui fatti di Piacenza. Un comunicato di delegati FILT CGIL

La notte scorsa a Montale in provincia di Piacenza un tir, con l’intento di forzare un picchetto, ha travolto e ucciso uno dei lavoratori in lotta, ferendone un altro. Il fatto è accaduto in seguito al rifiuto di una società della logistica in appalto della Gls di applicare un accordo già da loro stessi sottoscritto.

Ai lavoratori, in un’assemblea organizzata dal sindacato Usb, non è rimasta altra scelta se non quella di dichiarare lo sciopero immediato per far valere i loro diritti e le loro sacrosante rivendicazioni: l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori precari. Inizia un presidio del tutto pacifico di diverse decine di lavoratori, ma l’arroganza padronale non conosce limiti. Secondo le testimonianze riportate sulla stampa, il conducente del tir è stato incitato dai responsabili aziendali a forzare il picchetto. Abd Elsalam Ahmed Eldanf, 53 anni, impiegato in azienda dal 2003 lascia 5 figli e l’incommensurabile rabbia dei suoi compagni di lotta e di lavoro e di tutti noi.

Questo omicidio si inserisce in un quadro, quello della logistica, dove prevale il massimo sfruttamento della forza lavoro, orari e carichi di lavoro arbritrari, buste paga fantasia, assunzioni prevalentemente precarie o in nero. Il sistema degli appalti a micro imprese e cooperative consente guadagni stellari alle grandi multinazionali come Gls e condizioni semischiavistiche per i lavoratori. La lotta di questi lavoratori è la lotta di tutti noi per la conquista di condizioni di lavoro dignitose. L’avidità padronale per i loro profitti è inaccettabile. Quanto accaduto la notte scorsa dimostra fin dove questi signori son disposti a spingersi pur di difendere i loro interessi.

Facciamo appello a tutte le organizzazioni sindacali e a tutti i lavoratori, indipendentemente dall’appartenenza sindacale, ad unirsi per promuovere un ampio movimento contro il presente stato di cose, per una piattaforma rivendicativa che rimetta al centro delle vertenze gli interessi dei lavoratori:

basta precarietà

fine del sistema degli appalti, assunzione diretta da parte della committenza

orario, carichi di lavoro e salario dignitosi

La nostra vicinanza e la nostra solidarietà ad Abd Elsalam, alla sua famiglia, ai suoi compagni, vuole essere una solidarietà di lotta, affinchè la sua battaglia prosegua più forte e vinca.

Uniti si vince!

Antonio Forlano (Rsu Ups Milano– direttivo regionale Lombardia Filt Cgil)

Laura Parozzi (Rsu Ups Vimodrone– direttivo regionale Lombardia Filt Cgil)

Cinzia Crespi (Rsu Ups Vimodrone, Filt Cgil)

Tiziana Fiore (Rsu Ups Vimodrone, Filt Cgil)

Carlos Lopez (Rsa Italgroup Milano, Filt Cgil)

Joan Valdiviezo (Rsa Italgroup Milano, Filt Cgil)

Oleg Basov (Rsa Global Milano, Filt Cgil)

Yuri Fonceca (Rsa Global Milano, Filt Cgil)

Evert Vilca (Rsa Global Milano, Filt Cgil)

Anderson Cruz (Rsa Quick Milano, Filt Cgil)

Cristian Briones (Rsa Quick Milano, Filt Cgil)

Fabio Tarzia (Rsa Punto trasporti srl, Roma Bandinelli, Filt Cgil)

Riccardo Baglivo (Rsa Punto trasporti srl, Roma Bandinelli, Filt Cgil)

Francesco Carbonaro (Rsa Punto trasporti srl, Roma Bandinelli, Filt Cgil)

Paolo Favorido (Rsa Europe Polo Vicenza, Filt Cgil)

Enrico Bertan (Rsa Europe Polo Vicenza, Filt Cgil)

COMUNICATO RSA FIOM FERRARI accompagnato da 1 ora di sciopero venerdì

Apprendiamo con sconcerto che ieri sera un camionista ha deliberatamente falciato ed ucciso un lavoratore della SEAM durante uno sciopero davanti alla GLS di Piacenza.

SEAM è un’azienda che ha un appalto in GLS ed i lavoratori picchettavano per rivendicare l’assunzione dei precari dopo che l’azienda non aveva rispettato gli accordi.

Spesso si sente dire che gli scioperi sono atti violenti, non tenendo conto di quanto siano violente le condizioni imposte al giorno d’oggi nei posti di lavoro.

Il fatto in questione non può essere derubricato ad incidente stradale, ma deve essere messa in piena luce che è in atto una guerra fra poveri, dove chi vince è il capitale.

Oltre ad esprimere solidarietà alla famiglia del lavoratore ucciso, una famiglia con 5 figli, vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai compagni della vittima, che non si faranno intimidire.

RSU Fiom Ferrari

RSU FIOM MOTOVARIO

E’ con un immenso sentimento di rabbia di sgomento e di sdegno che denunciamo il vile , infame, drammatico gesto perpetrato ai danni di un operaio come noi che ne ha cagionato la morti. Infatti la notte scorsa un operaio che l’ottava e si batteva con altri compagni per il diritto al lavoro contro la precarieta’ ed i licenziamenti veniva barbaramente investito ed ucciso da un tir che a quanto pare ha voluto sfondare il picchetti.   VERGOGNA !!! Questa la vera faccia delle promesse del progresso del capitalismo liberista !!! Altro che! Questa la barbarie questa l’ inesorabile guerra tra poveri che ha sempre prodotto e continua a produrre !!!  Le più sentite condoglianze alla moglie ed i figli rimasti orfani. Ai compagni in lotta : La vostra lotta e’ anche la nostra lotta !!!

IERI  NOTTE, ALLA GLS DI PIACENZA, UN AUTISTA HA SFONDATO IL BLOCCO DEGLI SCIOPERANTI CON UN TIR CAUSANDO LA MORTE DI UN LAVORATORE, ISCRITTO USB, CHE RIVENDICAVA IL RISPETTO DEGLI ACCORDI SOTTOSCRITTI SULLE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO
Questa vicenda dimostra, una volta di più, quali siano le condizioni di ricatto e di sfruttamento che dominano nel settore della logistica.
Un settore dove imprenditori senza scrupoli e cooperative, false e molte volte colluse con la criminalità organizzata, che, con l’intento di triplicare i profitti, impongono condizioni di totale sfruttamento con ritmi di lavoro sempre più pesanti e flessibili, utilizzo di manodopera precaria o in nero, condizioni igieniche e di sicurezza quasi inesistenti, continui cambi d’appalto al massimo ribasso, salari da fame e troppo spesso buste paga “truccate”.

Le lotte per bloccare i magazzini, i tir e le spedizioni, e quindi l’intera filiera commerciale, hanno consentito ai lavoratori di riacquistare dignità, in molti casi anche di rompere le catene della schiavitù.

Tutto ciò, però, ancora non basta.
Tanto più se si parla di un autista spronato a sfondare il picchetto da un addetto vicino all’azienda.
Proprio quegli autisti che, il più delle volte, sono costretti anche a lavorare 15 ore al giorno senza che gli paghino gli straordinari e che quindi, dovrebbero stringersi in una sola forza con i facchini, per ripristinare legalità e dignità nei magazzini sparsi per tutta Italia.

Come CUB e SGB non possiamo che piangere la morte di un lavoratore che, insieme ai suoi colleghi, chiedeva solo rispetto e dignità.
Questa vicenda deve darci però la forza di tornare a lottare, ancora e più forte di prima, e di ritrovare momenti di unità, perchè le condizioni da caporalato presenti nei magazzini non possono più essere tollerate.
La CUB e SGB aderiscono alle iniziative di solidarietà che si stanno organizzando nelle varie città italiane.

CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE
Milano – V.le Lombardia 20 www.cub.it

SINDACATO GENERALE DI BASE
Milano – Via Mossotti, 1 www.sindacatosgb.it

Non si puo’ morire a causa di un picchetto solidale

Giovedì 15 Settembre 2016 20:34
RABBIA DI CLASSE

Nell’Italia del jobs act e della continua erosione dei diritti dei lavoratori Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un lavoratore di 53 anni padre di 5 figli, nella tarda sera del 14 settembre si trova davanti il magazzino GLS di Piacenza dove lavora, è lì per lottare in solidarietà di alcuni suoi colleghi.

Abd Elsalam Ahmed Eldanf non era direttamente interessato dalla protesta in corso era lì per una motivazione molto più umana del suo personale interesse: la lotta in solidarietà di altri lavoratori.
Abd Elsalam Ahmed Eldanf è stato ucciso da un camion che ha forzato il presidio di quei lavoratori. Un camion guidato da un lavoratore che, stando alle prime ricostruzioni, è stato incitato a forzare il presidio da un dirigente della GLS, che ha così ucciso Abd Elsalam Ahmed Eldanf e ferito un altro lavoratore.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla famiglia di Abd Elsalam Ahmed Eldanf e ai compagni di lotta.
Vogliamo sottolineare la distanza abissale tra due condotte: la solidarietà di classe espressa da Abd Elsalam Ahmed Eldanf e l’imbarbarimento di un altro lavoratore che guida il camion, incitato o meno, contro degli altri lavoratori.
Ciò detto sappiamo che i colpevoli non sono solo il dirigente della GLS e il camionista i responsabili sono gli autori di tutte quelle leggi che ogni giorno di più riducono i diritti dei lavoratori, ne precarizzano il posto di lavoro rendendo tutti sempre più soggetti a ricatti occupazionali.
La GLS è sicuramente responsabile di quanto accaduto, ma non l’unica. Ogni legge che comprime i diritti dei lavoratori è colpevole.
Rilanciamo la solidarietà di classe che ci renderà più umani contro l’imbarbarimento di chi scaglia un camion contro dei lavoratori.

la segreteria nazionale USI-AIT

(rassegna a cura di ALLPX, associazione lavoratori e lavoratrici pesaresi)

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