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Cinque stelle: attivismo e solipsismo.

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Vorrei fare qualche considerazione sulla protesta del M5S di Fano per il rifiuto oppostogli dalla Amministrazione riguardo l’uso di suolo pubblico per banchetti volanti, tematica purtroppo a me molto nota (anche prima dei tempi in cui l’ass. Falcioni scriveva che per avere risposta dovevamo attendere 30 giorni).
Tre giornate a settimana per oltre due mesi, l’attivismo  dei Cinque Stelle  ha visto  lo stop dell’Amministrazione fanese, che gli  ha negato la concessione con motivazioni decisamente discutibili: “L’area richiesta, di primaria vocazione turistica per la Città, nel periodo di riferimento, è interessata da manifestazioni e flussi di persone ritenuti in netto contrasto con quanto richiesto”. (???)
Ma come, adesso il turismo non può fare rima con l’attività sociale e politica? Possono in alcune occasioni crearsi problemi di viabilità, in occasione di manifestazioni turistiche, certo è che se il turismo non fa rima con attivismo allora l’Amministrazione fanese sta alla pari con la meglio Democrazia Cristiana dei tempi del decoro pubblico e della censura degli argomenti scomodi.  L’uso dello spazio pubblico è sempre stato oggetto di regolamentazione da parte del potere: dalle spiagge svuotate per farci volare sopra le Frecce Tricolori, ai monumenti concessi per dar lustro a certe attività e non ad altre secondo lo stile gradito alle Giunte che si succedono nel tempo, senza continuità di garanzia d’uso invece per ogni cittadino e attività.
“Nel mese di aprile”, scrive il Movimento 5 stelle di Fano,  “avevamo avanzato regolare istanza per ottenere dal 25 maggio al 31 luglio, nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica alcuni piccoli spazi presso il palazzo Gabuccini, la tensostruttura della Sassonia e la cavea del Lido al fine di raccogliere le firme per promuovere varie iniziative referendarie in ambito costituzionale, elettorale e sociale. Il Comune ha rigettato in toto la nostra domanda senza neppure concedere almeno una piccola parte degli spazi richiesti, in periodi di tempo magari più ridotti.”
A prescindere dalla gravità della situazione, però, ci spinge a pensare un’altra frase di questo comunicato: “La vicenda – continuano Omiccioli, Ruggeri e Ansuini – assume tratti inquietanti quando si scopre che, negli ultimi giorni, sono state invece accolte le domande di autorizzazione per i banchetti del Partito democratico e dell’Associazione Solidarietà Libertaria in luoghi e giorni parzialmente coincidenti con quelli da noi richiesti, e soprattutto per finalità analoghe se non identiche, cioè la raccolta di firme per la promozione di quesiti referendari. Ovviamente non contestiamo la concessione dell’autorizzazione a tali soggetti (anzi!), ma evidenziamo la palese situazione discriminatoria, in aperto contrasto con i più basilari principi di uguaglianza…”.
Perché si è scelto di far notare che i banchetti del Pd (referendum costituzionale renziano) erano stati autorizzati come quelli richiesti per il Comitato promotore dei referendum sociali, mettendo in evidenza l’associazione Solidarietà libertaria come se questa avesse chiesto lo spazio per sé, e accomunando i referndum sociali con la propaganda Pd per la riforma della costituzione (le “finalità analoghe”)?
In realtà non è così e i 5 Stelle lo sanno bene, in quanto l’associazione ha chiesto lo spazio per la raccolte firme per i referendum fatta da un Comitato (senza simboli di partito ecc.) del quale i 5 Stelle fanno parte (il Comitato provinciale elenca le sue iniziative sulla sua pagina web). Inoltre gli spazi del comitato non sono coincidenti, e neanche le date: vedi la lista dei tavoli per firmare (Referendum day in Piazza XX settembre sabato 11 giugno ed altri 4 appuntamenti, la raccolta si chiude a fine giugno).
Mi chiedo perché i 5 Stelle hanno deciso di sottolineare la concessione a PD e al Comitato, con un comunicato in cui si citava Solidarietà libertaria, senza  comunicare i fatti nella mailing list referendaria in cui sono presenti (i Referendum sociali riguardano temi anche a loro molto cari).
Perché non hanno, come in altri casi, sottolineato invece altre concessioni (ad esempio la concessione di banchetti a Forza Nuova, anche in periodi “estivi” o della Tensostruttura alle ‘Sentinelle’), come esempio di parzialità per altre richieste invece cestinate.
Speriamo che non queste scivolate non si trasformino in vocazione, e soprattutto che la innata tendenza, anche a livello nazionale (come nel caso del movimento no-inc), a trascinare le tematiche solo quando lo si può fare sa soli, non sia presagio di un partitismo di vocazione (questo tema è mio, solo mio!) che ricorda la strategia proprio delle formazioni politiche minori italiane, proto-partitiche, di ogni sorta.
Diamo atto comunque al M5S fanese di essersi reso sempre disponibile per la verifica e certificazione delle firme dei referendum sociali, purtroppo non andati a buon fine.

Francesca Palazzi Arduini, anziana movimentista.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il giugno 4, 2016 da in acidofile, alternativa libertaria fano, campagne nazionali, diritti civili con tag , , , .
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