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Porco Parco!

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Sappiamo bene che questa amministrazione fanese PD-Sel, fortemente agganciata ai cloni renziani Ceriscioli e Ricci (forniti di smart phone), riceverà dal PD regionale e nazionale ‘Panem et circenses’ per i cittadini fanesi depauperati, come del resto tutti i cittadini italiani, da una tassazione ai limiti del sopportabile e dalla liberalizzazione metodica di servizi pubblici e beni comuni.
L’amministrazione sta già tentando operazioni di restyling cittadino che puntano sull’intrattenimento turistico e su punti di forza identitari (il Carnevale!) infarciti di terminologie anglo-fuffa, come Archistar e Start-up, e la città sembra destinata a tagliar fuori ogni presenza non normalizzata da rapporti di partito, ancor più che con la Giunta popolar-destrorsa di Aguzzi.
Il progetto, impegnativo e costoso, di un Parco urbano, da anni chiesto da tanti cittadini, si scontra con l’impoverimento del bilancio comunale e il taglio dei servizi, basti vedere quanto poco è destinato ai servizi sociali, il taglio degli asili estivi, la condizione del verde pubblico in generale.
Solo un modo c’è per avere risorse: come per la sanità, la soluzione è cedere il pubblico ai privati, facendo pagare ai cittadini i costi della trattativa (perché certo i privati esigono di guadagnare con il sostegno pubblico). Anche per il Parco, il segnale forte è che vi sono forze sociali, non maggioritarie di numero ma per l’influenza, che esigono di esserci. Federcaccia del resto è una lobby trasversale. E non solo certo Federcaccia è interessata a sfruttare quell’area.
Sorvolando su quanto le battaglie dei cittadini, scoordinate tra loro, possano portare a obiettivi irrealizzabili e incongrui (come il Mister Park che pur di essere realizzato in pompa magna stile Expo, richiederà svendite di culo totali ai privati), perché dovremmo prender troppo spazio, ci chiediamo però: cos’è cambiato rispetto alla precedente amministrazione in quanto ad alleanze, trasparenza, partecipazione?
La differenza è che ora, se un Ente pubblica un manifesto sessista e il Sindaco dice che non ne sapeva niente, le donne del partito tacciono mentre prima plaudivano al lancio proto-femminista di uova. Se uno spazio monumentale viene affidato con un bando senza discuterne meglio con le associazioni, e l’assessore dice che non era ‘tenuto ad avvisare nessuno’, il solerte Mascarin, prima Mandarino delle correttezze, dice che l’argomento non è più sua competenza (toh, guarda caso sembra che anche alla Giunta che ha concesso l’area parco ai cacciatori non  fosse presente).
Se in un quartiere popolare ci sono persone che si muovono, da liberi cittadini, per fare attività autogestite, subito arrivano i cloni a sfruttare idee e spazi, però con un bel finanziamento pubblico… l’importante e che ciò che si dice e ciò che si fa non infastidisca i manovratori.
Se la Festa per il Parco non si può fare al solito posto perché l’area è stata tutta concessa ai cacciatori, i partigiani del verde pubblico si rintuzzano da Guerrino a piangere sui loro calici di frizzantino…senza nemmeno la forza per stendere un plaid sull’erba!
Se pensano, di nuovo, come quando al potere c’era il ‘Duce’ Berlusconi, che accettare la deferenza, la complicità, il silenzio per il Partito, e soprattutto il Potere, va bene perché così non comanda la destra, non si rendono conto che questo atteggiamento spiana la strada a qualcosa di peggio: la normalità dell’opportunismo, e tutto il resto, come cantava CaliFano, è noia.

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