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Fano romana… e stile Impero

loro
Correva l’anno 2014, e Massimo Seri dal pulpito della Festa per il Parco ne prometteva la realizzazione. Oggi, 2016, possiamo leggere su tutta la stampa locale la notizia che la Festa per il Parco, organizzata da anni ogni 2 giugno per ritrovarsi nell’area di testa del futuro Parco, non si farà in quanto la Giunta ha concesso proprio quell’area ad una associazione venatoria. Inutile perdersi tra le forbite giustificazioni dei componenti della Giunta in merito, sono i fatti che contano.
Vale la pena di ricordare e riunire in un tentativo di analisi anche altri avvenimenti che dimostrano come il potere politico tenda a chiudere fuori chi non fa parte dell’Impero e reggimentare ogni tipo di interesse pratico.
-I metodi sono quelli di sempre: applicare la legge coi nemici, interpretarla con gli amici, sottoporre i privati a pressioni se ospitano eventi scomodi. Ma lo stile è quello di un Impero più soft, che gestisce con stilemi “di sinistra” la fuffa di sempre.
-Interpretazioni: 2015,  la Rocca malatestiana vede una drastica riduzione del periodo di gestione della Ass. Work in Progress. L’assessore Marchegiani dice che sono dei ‘bravi ragazzi’, per lui, però la Rocca verrà ristrutturata per divenire molto più capiente a norma di legge. Nonostante si preveda la sua chiusura per buona parte dell’anno per lavori, però, l’unica altra struttura monumentale con spazi al coperto viene data in gestione a un gruppo di associazioni con un Bando emesso in fretta e chiuso con una sola partecipazione (ovviamente vincitrice). L’assessore, interpellato dalla Consulta associazioni su tanta fretta, dice che non era tenuto ad avvisare tutte le Associazioni del Bando. -Questo blog viene minacciato di denuncia perché fa notare la notevole omogeneità tra sigle facenti parte del gruppo vincitore del Bando di cui sopra. Interpellato l’assessore Mascarin, in precedenza fustigatore della gestione secondo molti ‘poco trasparente’ della Rocca (e criticando fortemente la presenza del bar invocando anche motivi di immagine), si chiude nel suo ruolo istituzionale e dice di non essere il referente per la questione dimostrando l’estrema comodità dei formalismi.
-La Consulta delle associazioni culturali, unico strumento di confronto collettivo con l’Amministrazioni, dopo le dimissioni del presidente Giombi vede il subentro della vice Giammarioli, che a sua volta si dimette. Nessuna altra assemblea convocata né risulta inoltro di verbali ai soci. Ma con una nota stampa il facente parte del direttivo Inserra comunica, congiuntamente all’Assessore Marchegiani, di essere subentrato alla presidenza e che si confronterà mensilmente con l’Assessore (?).
Carnevale 2016: altro colpo assestato, questa volta alle donne fanesi, il manifesto scelto per l’edizione è fortemente sessista, di fronte alle proteste (e anche ad una dichiarazione dell’assessora Bargnesi), il presidente Cecchini parla di “sterili polemiche” e la sua lista arriva in parità di consiglieri con quella oppositrice alle nuove elezioni dell’Ente (4 donne su 18 consiglieri). Ora vedremo quali geniali trovate simboliche ci riserva il futuro.
-Altra batosta: l’ospedale unico. Rispunta fuori dal Presidente della Regione, con delega guarda caso alla sanità, il progetto dell’ospedale unico a Fosso Sejore, la Giunta non fa assolutamente nulla di pratico per contrastare questa scelta però si spertica in dichiarazioni di intenti.
-Come se non bastasse, la Regione evita anche di trovare i soldi per l’apertura degli asili nido e dell’infanzia nel periodo estivo. La Giunta si barcamena alla meglio evitando accuratamente di incazzarsi con Regione Marche. Che del resto sta gestendo il consenso di altre fette di popolazione, ad esempio trovando i soldi per la ristrutturazione del complesso Sant’Arcangelo, che l’ass. Marchegiani presenta in pompa magna come “Fabbrica del Carnevale“, un progettino dell’Archistar Rota (quello appunto che vorrebbe riciclare il termine Fabbrica), da 2,4 milioni di euro concessi dal buon Ceriscioli, mentre i servizi pubblici e la sanità pubblica vanno a pezzi.
-Altra gestione del consenso è quella varata concedendo al collettivo Grizzly la gestione della casetta occupata del campo d’aviazione, se aggiungiamo a questo l’affitto retroattivo fattogli pagare dal Demanio, il meccanismo di depotenziamento è definito.
-La trattativa per concessioni, aiuti, e quant’altro è quindi fondamentalmente gestita tra Impero e singole realtà cittadine o ancor meglio singoli cittadini, i quali/le quali meno rompono più ottengono.
-Anche l’esposizione al pubblico di tematiche politiche viene saggiamente gestita dall’Impero:  tematiche scomode o proposte da ignoti si suppone non ottengano patrocinio e quindi siano penalizzate dalla tassazione e dall’ottenimento di spazi pubblici. Il PD tramite la sua macchina di reclutamento culturale invia alla periferia i portatori di contenuti (es.:Passaggi, festival della Saggistica), i politici illuminati e più popolari (Cirinnà, venuta a Fano guarda caso proprio mentre esplodeva la polemica sull’ospedale). A i grandi indipendenti e dipendenti da sponsor privati viene imposta comunque la marchetta politica.
-Iniziano anche a ri-palesarsi principi di ordine e decoro pubblico propri delle amministrazioni più destrorse: come quello della non concessione di suolo per banchetti politici nelle zone “turistiche” del lungo mare.
Che fare? In una prospettiva di perdita della capacità critica di un parterre di sudditi, evitare di uniformarsi è fondamentale per mantenere un minimo di indipendenza di pensiero e di parola.

 

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