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Lo strano caso della dott.Cirinnà e di Mister Renzi

hyde
Qualche appunto a partire da Stevenson per discutere l’arrivo di Cirinnà a Fano con contorno di pezzi grossi del PD:
il 5 marzo il movimento LGBT e sceso in piazza per una giusta causa, quella di ottenere una legge sulle unioni civili che tuteli sia le famiglie sia i figli che ci vivono.
Si è parlato tanto in queste settimane di famiglia e matrimonio e l’impressione è quella che fosse utile e innovativa la prima proposta Grillini su questo argomento: quella cioè che cambiava le cose dando a tutti/e la possibilità di scegliere se effettuare un matrimonio con tutti i suoi obblighi (e cerimonialità) o un patto civile di convivenza. La società italiana è pronta, e lo dimostrano le ricerche sulle tipologie familiari e le coppie, evidentemente non è pronta la politica. Per questo occorre riflettere su a chi parla il movimento LGBT quando scende in Piazza, se alla piazza stessa o ai politici.
Se il movimento LGBT parla ai politici, o lo fa per sostenere il Pd nell’obiettivo, dichiarato da Cirinnà, di riformare le norme sulle adozioni, o lo fa per contestare il Pd presentando il rifiuto di una legge incompleta. Comunque sia occorre essere coscienti che il centro destra  userà questo tema per trattare col Pd altri privilegi da concedere ai suoi uomini ed ai religiosi nella scuola, nella società, come ha già fatto in questi mesi.
Infatti per il centro destra l’approvazione del Ddl Cirinnà è già una cocente sconfitta, che può essere ripagata solo da una spartizione di torte più consistenti anche nel futuro trattando al ribasso sulle adozioni.
Certo l’iniziativa anticlericale, che pensavamo non avesse più senso riproporre dal momento in cui il Family Day ha dimostrato che certo cattolicesimo era diventato minoranza, ora riacquisterebbe senso! Ma l’anticlericalismo è sempre stato solo patrimonio dei liberali e dei libertari in questo Paese, nel quale l’abitudine all’obbedienza, ai dogmi e al catto-comunismo tarpa le ali a tanta politica e a tanta cultura.
L’alternativa ad un PD neoliberista e democristiano fallisce in una Italia che vede Sel e affini (e la Cgil) in continue trattative di adozione PD (appunto) a seconda delle mutazioni stile Stevenson, e i Cinque stelle in preda a continue crisi di coscienza (di Grillo). Il nostro Paese non può più avere una sinistra? “I partiti di sinistra non riescono a presentare leader credibili e facce nuove. E il populista Beppe Grillo ha preso il posto di chi vorrebbe fare una battaglia progressista” scriveva già nell’agosto 2015 il settimanale americano The Nation, ma sappiamo da tempo quanto marcio e quanta smania di decisionismo, e protagonismo, ha albergato nella sinistra (un tempo “estrema sinistra”) italiana.
Proprio in questi giorni Monica Cirinnà viene a Fano (il 7 marzo) per presentare in una iniziativa PD le sue proposte: una legge senza possibilità di adottare i propri figli è una legge incompleta, il Pd lo sa bene, ma questo tour non è solo un tentativo di mantenere aperta la partita e di difendersi dalla critiche. Il PD userà l’approvazione della legge sulle unioni civili come arma mediatica soprattutto nelle città in cui governa e nelle quali rischia una prossima sconfitta elettorale. Fano ne è un chiaro esempio: nel momento in cui il caos del sistema sanitario provinciale provvede a consigliare  solo chi può di farsi una assicurazione privata, il Pd fanese, che tace e acconsente alle scelte di centralismo e privatizzazione del PD regionale e nazionale, cerca di riproporsi con altri argomenti.
Non per niente in questi giorni è attiva anche la campagna mediatica del sindaco Seri e dell’assessore Marchegiani che vanta l’acquisizione di fondi regionali, in accordo con l’amministrazione di Pesaro (sempre PD) e la Regione (PD ovviamente) per utilizzare 3 milioni di euro per un progetto di ristrutturazione del complesso Sant’Arcangelo, che verrà denominata “Fabbrica del Carnevale”. Un progetto già deciso nei dettagli e affidato, per farsi lustro della fama altrui, a un noto architetto e designer. Ora lo si presenta a tutti. Dopo la gaffe dell’assessore che qualche settimana fa aveva dribblato anche sulle critiche al manifesto del Carnevale di quest’anno, decisamente sessista, ci chiediamo cosa fabbricherà questa fabbrica. Non ci resta che ridere?
Sulle Marche come “modello italiano” per Renzi puoi leggere anche Renzi e il partito unico…

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 5, 2016 da in acidofile, anticlericalismo, cultura gaya, diritti civili, marche gay e lesbiche con tag , , , .
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