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Mi(ni)stero della cultura fanese: tra dirigismo, pinzellacchere e incognite?

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La ‘sirena della satira’, tra le poche voci spavaldamente ironiche in città.

E’ di questi giorni una lettera dell’assessore alla cultura del Comune di Fano nella quale si chiede alle associazioni culturali di fornire i dati delle proprie iniziative estive per inserirle nel calendario ufficiale delle manifestazioni.
Difficile dare una risposta, visto che per capire DOVE svolgere le iniziative e con quali costi non è mai stato redatto un piano spazi pubblici, e anche quest’anno si riapre l’incognita Rocca Malatestiana: aperta? gestita da chi? e come? Questo dopo le proteste di alcune associazioni per il bando pubblico sulla gestione del Bastione Sangallo, bando del quale l’assessore Marchegiani ha dichiarato di “non essere tenuto” a informare in mailing list la Consulta delle associazioni.
E’ riapparsa anche l’incognita della stessa Consulta, della quale la presidente Giammarioli si è dimessa per sopravvenuti impegni ed è stata hipso facto sostituita da Vito Inserra. Si viene così a creare una situazione interessante, nella quale la vicepresidente, che già sostituiva un dimissionario, viene sostituita da un membro del direttivo, senza che le associazioni indicano una opportuna nuova assemblea generale.
Nel frattempo si attuano consultazioni in forma privata tra assessore e nuovo rappresentante, delle quali le associazioni ricevono notizia… dai giornali. Del resto le associazioni fanesi stesse attuano da tempo, per riuscire a combinare qualcosa, appuntamenti con l’assessorato per ottenere sedi, spazi, patrocini. La situazione è quindi di fatto molto peggiorata rispetto al passato: l’assessorato è il referente unico di colloqui individuali, mentre tra le associazioni non c’è alcun scambio di opinione sulle politiche culturali. La Consulta diviene di fatto uno strumento dell’amministrazione in carica.
E pensare che sino a qualche anno fa, complice l’odiata Giunta Aguzzi, che chi ora governa definiva con toni da dittatura, la cosiddetta sinistra fanese invocava e firmava appelli per una gestione chiara degli spazi pubblici (apertura a tutti, servizi di volontariato per la gestione, calendario) e la rinascita della Consulta cultura come strumento di partecipazione e trattativa con l’amministrazione, e  non come bonaria dependance di quest’ultima.
Non c’è da stupirsi nemmeno che alcune associazioni, pur di fare attività ed avere una sede, evitino di criticare le scelte della Giunta o di mettersi in campo su questioni che possano essere ritenute “fastidiose” a chi conta (come nel caso del Fuorisalone libertario, che venne sfrattato per l’ardire di un dibattito su un fumetto, “Suore Ninja”, dagli stessi azzeccagarbugli di oggi…).
Ma ciò che si critica negli avversari diviene poi invece giusto quando si è al governo… non per niente abbiamo assistito anche quest’anno a una penosa rincorsa al “io non c’ero e se c’ero non sapevo” alla richiesta di un nutrito gruppo di donne (Femminismi) che hanno criticato con analisi circostanziata la rappresentazione dell’immagine femminile nel Carnevale di Fano. Alla domanda “perché questa scelta” rivolta ad assessorato e Carnevalesca, riguardo alla evidente disparità di trattamento (una manichina prendigetto a testa in già per le donne, e il fusto baldanzoso in corsa per i maschi), l’assessore ha fatto finta di non capire e la Carnevalesca, fin troppo tronfia della sua popolarità caramellesca,  ha dichiarato di “rimandare al mittente le polemiche”, come se si stesse giocando a palla. La stessa Giunta inoltre, troppo impegnata a celebrare le sue attività, ha evitato di prendere in considerazione l’opportunità di ascoltare le critiche pure di donne della stessa maggioranza consiliare.
Ce li ricordiamo, tutti questi amministratori di oggi, scendere lancia in resta contro la vecchia amministrazione al primo accenno di parolina maschilista… invece ora le alzate di ingegno di Cecchini e soci vanno bene, sono popolari, la Manichina pupazza con la gonnina va bene, non come la Lecciso cui tiravano uova. Stessa cosa per la Rocca malatestiana: scandalo! abominio! gridava l’attuale assessore Mascarin quando la associazione gestrice vendeva birra, adesso invece che il Bastione Sangallo ha pure il logo sui bicchieri va tutto bene… del resto la sinistra è più raffinata, questi sono grafica, questi sono calici.
E che dire dell’unica iniziativa di rilievo dell’estate in stile convegnistico, “Passaggi”? parterre di  scuderia  (stile e contatti  delle feste PD), unica sopravvissuta mentre le piccole ma valide iniziative di giovani di talento (da Disegni Diversi, rimasta al 2014, al Moonlight festival, sparito dopo una grandiosa entrée…) sono destinate a scomparire all’orizzonte perché non funzionali a questo sistema. Oddio…speriamo tornino.
La situazione pesarese è migliore per la presenza di humus intellettuale meno provinciale, ma non molto migliore, visto che è passato poco da quando Popsophia, la rassegna che si finanzia tramite grossi sponsor, ha dovuto ospitare il futuro Prèmier per ottenere Rocca Costanza… nostre illazioni o giuste supposizioni?
Unica incognita fanese di quest’anno, oltre alla gestione del Bastione e della Rocca, la Fiera della sostenibilità, anch’essa scomparsa per mancanza di fondi e forse quest’anno di nuovo in attività per grazia ricevuta… ma la libertà di espressione e pensiero è un’altra cosa, o meglio sarebbe: sarebbe essere chiari su come si vuole rendere lo spazio pubblico fruibile a tutti indipendentemente dai contenuti e dalle relazioni politiche e amicali, e su quanto si investe in cultura al di là dei singhiozzi politici e turistici (Notte rosa, Carnevale, Fiere varie…).
Mettiamoci l’anima in pace e aspettiamo le popolari scelte della Carnevalesca per il 2017 : la grandiosa scoperta storica, che il getto di dolciumi fu inventato da una “zitella”, non potrà che portare nuove visioni dell’eterno femminino, magari si gemellano con il Family Day. Oddio…giunge un’idea invece alternativa per una sfilata veramente scandalosa come si addice al Carnevale: meglio non dirla!

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 19, 2016 da in acidofile, fano old movie con tag , , .
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