rimarchevole…

un blog di provincia…

Canone Rai e teledittatura: sudditi in un click.

Rai-3
Avrete notato la profonda ipocrisia dello spot pubblicitario che annuncia che da quest’anno il canone Rai si pagherà obbligatoriamente con la bolletta elettrica.
Lo spot si basa sull’identità tra interruttore della luce e televisione; sono finiti gli spot fantasiosi sul servizio pubblico, si è passati alla persuasione palese dell’utente tornando ad un’ antica definizione di Tv di Stato, valida per tutti e obbligatoria “in un click“. E sappiamo tutti quanto il “click” sia pericoloso nella giungla avida di sottoscrizioni truffaldine.
Nonostante che varie associazioni di consumatori e parte della stampa si siano levate contro questa decisione inclusa nella legge cosiddetta “di stabilità”, c’è ancora attesa per lo sviluppo di una azione legale volta a contestare nelle sedi opportune la costituzionalità di un provvedimento che unisce una tassa a una tariffa per due servizi completamente diversi. E che siano diversi non c’è alcun dubbio, visto che l’energia elettrica è un servizio essenziale mentre la tv no, e visto che l’energia elettrica si paga in base ai consumi mentre il canone è una tassa sulla proprietà. Tassa oltretutto già contestata poiché l’apparecchio televisivo posseduto può anche essere usato per vedere altri canali e non la Rai; la contestazione è debole, perché si basa sulla discrezionalità dell’utente, però va ricordata ora, dal momento che si cerca di imporre la tassa in modo automatico, blindando quindi il servizio pubblico da un lato con il controllo politico dei vertici Rai e dall’altro con la sicurezza del suo bilancio in attivo, poiché pagato dai cittadini senza possibilità di opposizione (nemmeno ai cachet di amministratori …e conduttori, come Conti coi sui 550mila euro per Sanremo, meno di Fazio che ne prese 700mila).
L’inclusione in bolletta Enel ha risvegliato il sentimento antiautoritario anche delle persone che il canone Rai l’hanno sempre pagato, e rischia di rivelarsi una trappola per un Governo certo troppo strafottente e fiducioso della sua maggioranza.
Per ora però, nonostante le tante prese di posizione, possiamo segnalare solo l’iniziativa di Altroconsumo, che chiarisce di voler fare ulteriori passi (“Visto che occorrerà attendere il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate stessa, per definire definirà modalità e dettagli, il consiglio è quello di attendere prima di inviare in autonomia qualsiasi autocertificazione, anche perché il primo prelievo del canone in bolletta avverrà a luglio, come stabilito dalla legge di stabilità.”) : una petizione che ha già raggiunto le centomila firme e la richiesta di una severa riforma della Rai (addirittura con il restringimento dell’offerta ad un unico canale) e suggersice di aspettare a fare reclami fornendo anche una serie di utili informazioni . Anche Codacons sta emettendo comunicati, l’ultimo di queste ore nel quale denuncia l’enorme casino che sti sta creando tra agende gestrici del servizio elettrico per incrociare i dati (il Grande Fratello non funziona ancora bene).
Va rilevata la corrispondenza in questi giorni di messaggi multimediali tutti tendenti a sviluppare una idea di finta attività nei consumatori, un tempo “cittadini”:
il Governo sta sviluppando la capacità di diffondere messaggi, sui media e sui social, che invitano a considerare che il suo operato “non è di destra né di sinistra, è giusto” (campagna di convincimento riferita al Jobs Act), Renzi, dopo aver rassicurato i suoi elettori (“sono di sinistra”), passa quindi a imporre riforme totalmente funzionali allo sfruttamento capitalista del lavoro e alle lobby finanziarie, presentandosi come operatore a fin di bene. Questo “bene” non avrebbe colore politico, poiché la crisi avrebbe totalmente delegittimato ogni discorso politico di sinistra a favore di un discorso per la sopravvivenza del sistema (capitalista).
Un altro messaggio che tamburella i media in questi giorni è quello della nuova TIM: “la libertà di non dover scegliere” sarebbe quel flusso continuo di intrattenimento che darebbe possiiblità all’utente di non scegliere ma di affidarsi a continue proposte saltando dall’una all’altra. Questa continuità di sollecitazioni narrative e visive è anche quella che offre Sky, che sempre più spesso mostra nei suoi spot persone che vivono davanti alla tv come se non avessero niente di meglio da fare. La capacità di stimolare piacere e rilassamento della tv andrà quindi calcolata per i suoi costi, il totale andrà diviso in mesi, a questo occorrerà sommare la cifra necessaria per mantenersi in vita in un alloggio pure modesto ma fornito di antenna, il risultato è la miseria della nuova soglia di povertà che il Governo potrà gestire senza correre il rischio di vedere sollevarsi le piazze. Fantascienza? No, realtà.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il febbraio 15, 2016 da in acidofile, campagne nazionali con tag , , , .
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: