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Piazza vuota e politica papale.

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All’indomani del Family Day 2016, mentre i media son pieni di sberleffi al calcolo dell’afflusso al Circo Massimo, sbugiardato in primo luogo (come sempre) dalla Questura ma anche dalle foto di tante altre manifestazioni “sovrastimate” o conteggiate con biglietto, svoltesi in quella sede, c’è una piazza ancora più vuota che affligge i cattolici di destra, il popolino leghista, i fascisti “ingovernabili” aggregatisi al Family Day: il tiepidissimo sostegno dell’Osservatore romano.
Bergoglio ha infatti scelto di non stare in prima linea su questa battaglia, memore anche dello scarso risultato che gli fruttò in Argentina, nel 2010, il rendere pubblico la sua totale opposizione alla legge sul matrimonio  tra persone dello stesso sesso (venne diffusa anche la lettera nella quale invitava le Carmelitane a pregare affinché questo disegno non venisse approvato). Scriveva Bergoglio nel giugno 2010: “Ricordo una frase di Santa Teresina quando parla della sua malattia infantile. Dice che l’invidia del Demonio voleva vendicarsi della sua famiglia per l’entrata nel Carmelo della sua sorella maggiore. Qui pure c’è l’invidia del Demonio, attraverso la quale il peccato entrò nel mondo: un’invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra.”
Ma già alla sua elezione, pur ricordando la sua piena adesione alla dottrina della Chiesa, ovviamente, e quindi la sua convinzione che l’omosessuale fosse un peccatore da accogliere ma non da giustificare (posizione già presente nel Nuovo Catechismo e nel Compendio), Bergoglio ha schivato la durezza dei due Papi precedenti, ben consapevole che, a panorama politico mutato, una maggiore durezza avrebbe significato alleanza sottintesa proprio con quel centro destra che combatte e ostacola aspramente la sua vocazione a una politica di restyling sulla carità verso i poveri, gli immigrati, i profughi e la sua maggiore vicinanza, rispetto ad altri Papi, alla parte più sociale della Chiesa.
Altre dichiarazioni successive confermavano come, coi suoi abili gesti di marketing, Bergoglio fosse più interessato al rinnovamento della facciata marcia del Vaticano tramite un nuovo interesse a tematiche sociali che ne rinverdissero la cristianità intesa in senso evangelico. I pochi gesti concreti compiuti in merito, importanti ma certo non rivoluzionari, quali la rimozione e sostituzione di alcuni cardinali e vescovi maneggioni, la decisione di rimanere ospite a Santa Marta, qualche gesto di elemosina…hanno trovato accoglimento entusiastico sui media da tempo assetati di icone di bontà, e la delirante ammirazione della sinistra cattocomunista del Paese.
Per non parlare della enciclica Laudato Sii, esempio massimo di retorica ambientalista frullata con affermazioni di principio sull’insostituibilità dell’etica cattolica in tutto. (Di questa parleremo più dettagliatamente, con maggiore attenzione ai risvolti filosofici e politici, nei prossimi articoli di Controsservatorio giubileo su A rivista anarchica).
Resta il fatto che le affermazioni di “rispetto della vita privata” delle coppie omosessuali da parte di Bergoglio pongono la Chiesa di fronte a scismi e contraddizioni interne di grande portata, già prefigurati e forse temuti da importanti intellettuali cattolici nella storia degli ultimi decenni (si va dal pensiero di Quinzio e di Zarri ai saggi di Prini e Chiaberge, alle analisi di Noi siamo Chiesa)… . Con questa pagina vuota dal Family Day, l’Osservatore romano dà esempio della chiara politica papale che si aspetta le piazze colme per il Giubileo e non per Gandolfini e soci.
Il panorama futuro prospetta l’aggregarsi di una forza politica desiderosa di dare voce alla parte più reazionaria della Chiesa, progetto già in predizione di fallimento di fronte al monito stesso della testata dell’Osservatore, quel “non praevalebunt” che forse non sta a significare che le forze del male non prevarranno ma che le due anime della Chiesa, quella caritatevole, di servizio, tollerante, e quella omofoba e crociata, non prevarranno l’una sull’altra ma sortiranno il solito effetto tenaglia sulla società, chiusa da un lato e dall’altro alla laicità, asfissiata dalla gestione di un potere politico che, come abbiamo visto col caso Marino, di fronte a niente si ferma pur di gestire i suoi business e imporre la sua visione autoritaria.
Lo stesso Renzi, con le sue dichiarazioni di ieri a Ventotene sulla sua scuola di formazione per “la futura élite dirigente dei prossimi decenni”, è figlio di questa cultura ambigua di matrice cattolica, da un lato populista (i cittadini sò piezz ‘e core)  e dall’altro monarchica. La sostanza è che chi parla è sempre portavoce unico della massa, portavoce di Dio o del Bene comune deciso in segrete stanze, portavoce del Povero o del Re sui media lobbyzzati,  …con una fusione semantica potremmo definire la politica di Bergoglio e di Renzi  …Barbonica.

Francesca Palazzi Arduini

 

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il gennaio 31, 2016 da in acidofile, anticlericalismo con tag , , .
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