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I nostri 'Sentinelli' in piedi, Milano, presidio antifascista 28 gennaio

I nostri ‘Sentinelli’ in piedi, Milano, presidio antifascista 28 gennaio

In questo giorno di Family Day, vogliamo sostenere Femminismi, pubblicando una risposta ad un comunicato stampa di un esponente della destra cattolica (?) fanese. L’articolo qui: Montalbini_RdC_27_01_16, la risposta collettiva di Femminismi potete invece leggerla sul blog di Femminismi

Caro Montalbini ci sono domande che prevedono l’intenzione di un dialogo altre che vogliono solo polemizzare o tentare di far cadere qualcuno in sterili polemiche. La sua domanda invece non raggiunge in pieno nemmeno questi obiettivi. Per ovviare a una carenza basilare di conoscenza dei termini utilizzati mi permetto di spiegarle due brevi e semplici concetti.

Il femminismo è un pensiero che non si oppone né ai maschi né alle donne che vogliono far figli e sposarsi e non lavorare (cosa che lei forse dà per scontata) bensì è un pensiero di donne e uomini amanti della pari dignità di tutte le persone, nella fattispecie si è occupato delle donne perché storicamente costrette ad una ingiustizia sociale tutt’ora in molti casi evidente e violenta. Pertanto in ogni tema si voglia affrontare è necessario capire che le femministe e i femministi difendono solo il diritto di ognuna a scegliere per se il posto nella vita che più la rende felice qualunque esso sia, e non imposto da idee fuori dal proprio personale modo di credere e sentire . Capirà bene che ci sono persone che amano la vita di casa, altre la vita del lavoro, altre il matrimonio, altre la convivenza senza riti religiosi o civili, altre ancora amano fare figli, altre no ecc. ecc.

Il secondo concetto, che a lei mi pare ancor più sconosciuto, è quello del diritto e della giustizia sociale. Ora il diritto deve poter gestire al meglio ogni situazione dando a tutti e tutte la possibilità di realizzarsi e fare le stesse cose senza ledere il credo e le idee di nessuno. Il pensiero femminista come ogni pensiero che ben conosce e ama il diritto e la libertà di ciascuna persona ritiene pertanto che debba esserci si una norma ma che questa non escluda dalla stessa nessuna persona ne scelga tra un comportamento a favore di un altro. Infatti è la coscienza di ciascuno di noi che ci farà scegliere se fare o no una cosa, non certo la faremo perché esiste una legge che la permette se noi ne siamo contrari. Le vorrei fare un esempio: il fatto che la legge normi il divorzio, non obbligherà nessuno che lo reputi contrario alla propria condotta o coscienza a compierlo, perché chi così pensa semplicemente non divorzierà mai ne utilizzerà la legge. E’ pur vero che esistono anche altri pensieri ai quali chi vuole deve poter accedere. Perciò il diritto appartiene a tutti e tutte coloro che non violano la libertà altrui mentre  ad esempio le persone come lei vogliono rendere valida per tutti  e tutte una legge, una scelta di vita,  in nome di principi non condivisi da tutte le persone. Tiri lei le conseguenza su quale sia il pensiero che applica e utilizza la violenza. Violento è chi viola il diritto altrui ad esistere, esprimersi, come cittadino/a a tutti gli effetti, se per caso le sfuggisse anche questo concetto.

Lucilla Grassi.

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