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Infoshop, sabato 24 ottobre: cosa è “Trident”?

securite
sabato 24 ottobre 2015

Alternativa Libertaria/fdca
vi invita
presso Infoshop di Via Serravalle a Fano, dalle 10.30 alle 12.30
all’iniziativa di controinformazione sulle manovre militari “Trident”

LA NATO MOSTRA I MUSCOLI E SI ESERCITA ALLE PROSSIME GUERRE, MANIFESTIAMO LA NOSTRA OPPOSIZIONE AL MILITARISMO.

Italia, Spagna e Portogallo ospiteranno una delle più grandi esercitazioni della NATO della storia: dal 3 ottobre fino al 6 novembre, 36 mila uomini, oltre 60 navi e 200 aerei da guerra di 33 paesi testeranno armi e strategie di intervento rapido per dimostrare la potenza militare di quello che è diventato il braccio armato dell’ONU e delle potenze imperialiste occidentali. Si chiama “Trident Juncture 2015” (TJ15) questa esercitazione che offrirà all’industria bellica l’opportunità di fare grandi profitti vendendo alla NATO armi sempre più sofisticate: la spesa a scopi militari nel mondo muove $4,9 mld al giorno!
Queste esercitazioni si collocano nel solco della strategia di allargamento della NATO che dal Summit di Lisbona del 2010 punta ad estendersi in ogni paese dello spazio strategico chiamato “Europa”: in primis i paesi dell’ex-blocco sovietico che hanno accolto i valori del libero mercato e di conseguenza anche i “valori comuni” della NATO.
I primi ad entrare furono Repubblica Ceca, Polonia ed Ungheria, poi l’Estonia, la Lettonia e la Lituania, più recentemente Slovania, Slovacchia, Bulgaria, Romania ed infine Albania e  Croazia.
L’apertura dell’accesso alle risorse strategiche dell’Artico a causa dello scongelamento dei ghiacci porterà ben presto anche Svezia e Finlandia dentro l’Alleanza in chiave anti-Russia.
I vertici della NATO hanno più volte ribadito “non negoziabile” la strategia di allargamento, anche a costo di portare l’Ucraina in guerra contro la Russia.
Ma la NATO non finisce con i suoi membri atlantici ed europei.
Quale strumento che lega l’Europa agli interessi economici e strategici degli USA nel garantire al capitalismo occidentale il dominio sul mondo intero (si pensi al trattato del pacifico ed a quello in gestazione transatlantico), la NATO ha istituito accomodamenti speciali con paesi come quelli del meccanismo noto come Dialogo Mediterraneo, che coinvolge Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Mauritania, Marocco e Tunisia.
Oppure con paesi come quelli del collegamento militare noto come Iniziativa di Istanbul, che comprende Bahrein, Qatar, Kuwait e gli Emirati.
Ed infine c’è la Partnership for Peace che coinvolge paesi dell’intero globo come il Giappone e la Corea del Sud.
Trident è allora la dimostrazione della capacità di dispiegare e mantenere sul campo robuste forze militari pronte alla guerra, preparate alle spedizioni, addestrate a entrare in azione in ogni momento, in Europa o a distanza.
Trident è l’esibizione di quella che viene chiamata “Forza di risposta NATO”, composta da unità combattenti con sostegno marino e aereo appunto, a cui contribuiscono a rotazione gli Stati membri, con una capacità di dispiegamento in 5 giorni in qualsiasi parte del mondo.
Non dimentichiamo infine la capacità nucleare della NATO: 348 testate in Francia, 160 nel Regno Unito, 10.500 negli USA, più le centinaia di armi tattiche ospitate in 5 paesi europei.
Le guerre provocate in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, la creazione del terrorismo jihadista, il conseguente flusso di immigrati, il sostegno alla Turchia nel massacro dei Curdi, stanno lì ad autogiustificare la nuova strategia militare della NATO che guarda al Medio Oriente, all’Africa del Nord, all’Africa sub-sahariana ed ad est dell’Europa come scenari in cui imporre gli interessi delle potenze occidentali.
E questo richiede enormi risorse finanziarie che gli Stati dovranno stanziare per le spese militari.
L’Italia spende $30 mld per armamenti, strutture e missioni militari.
Il militarismo, anche se gioca alla guerra, produce sempre macerie e distruzioni:  quelle sociali nella sanità, nella scuola, nei trasporti, nelle pensioni, nella tutela del lavoro, nello smantellamento del welfare e nel taglio della spesa pubblica.
No alla NATO. Antimilitaristi sempre.
Alternativa Libertaria/fdca, sezione “Silvia  Francolini” di Fano-Pesaro
24 ottobre 2015

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il ottobre 20, 2015 da in alternativa libertaria fano, antimilitarismo, iniziative infoshop fano con tag , , , .
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