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Il rinculo storico deprime gli europei.

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Da un po’ di tempo la macchina rilevatrice globale rileva un deciso, diffuso, calo d’umore degli utenti Facebook in Italia e in Europa (ma, come sempre, soprattutto in Italia). E’ d’obbligo quindi un notes psicoanalitico di massa, riflettiamo. Perché Isis, a dire dei mass media, chiede ai Siriani di “tornare a casa?”, non sono consapevoli che l’esodo in massa è una delle più grandi ferite che potevano infliggere alla già umanamente e economicamente incerta UE? Un vecchio continente ferito nelle in-certezze umanitarie e nell’umore.
Dopo la tragedia greca, il picco di ecatombe in mare, il netto mutamento climatico cha ha arso la penisola, pare che le foto di gattini, cagnolini, le barzellette e i ritratti di piatti gustosi siano drasticamente diminuite. Aumenta invece il numero di persone che ripubblica le stesse cose senza accorgersene, inoltra cose già viste, cambia più frequentemente la foto del profilo con una foto più brutta.
Non si tratta solo di problemi economici, o del controllo “Job” (lavoretto) Act su chi usa Facebook durante il lavoro, forse occorre ricorrere alla teoria junghiana dell’inconscio collettivo per cercare di capire come mai l’umore è così, fortemente, peggiorato. Per non parlare dei mass  media. Le serie televisive italiane sono ormai un coacervo di ripetizioni e luoghi comuni, pervadono di una stanchezza tale che anche il ricorso a sceneggiatori gay (per definizione frizzanti e croccanti) deprime ancora di più con la proposta di sermoni sulle affaticate madri moderne.
Gli spettacoli tv di prima serata propongono il suicidio collettivo con gag di signori e signore talentuosi che imitano personaggi famosi, i programmi sulla cucina fanno vomitare, il calcio è diventato una sequenza infinita di fuori scena per i quali gli spettatori (tifosi) vengono martellati da spot minacciosi che gli fanno presente il pagamento da effettuare per poter vedere il portiere che si cala le braghe… insomma, una scena depressiva tale da superare di gran lunga ogni fantasia sulla necessità al ricorso massiccio (negli acquedotti? nell’aria con le scie stra-chimiche?) a opportune droghe rasserenanti.
Non aiuta l’arrivo di prodotto d’oltreoceano: è calata drasticamente la produzione di serie televisive stile ‘commedia’, da un decennio è aumentato a dismisura il materiale vampiresco e necrofilo, ormai le steady-cam viaggiano dentro i corpi devastati senza avere a bordo, purtroppo, come in ‘Viaggio allucinante’, Raquel Welch.
Oltre a ciò, dopo lo svago, ci sono le idee. Diritti umani decisi come un terno al lotto, islamisti impazziti che scorrazzano sui mezzi di trasporto, sensazioni opposte di solidarietà e paura squassano le menti e il web. Un mormorio Ligetiano si propone come colonna sonora di una accelerata entropia: il vuoto dei diritti si frappone ai punti di frontiera in un territorio immaginario ripreso dalle videocamere, nel quale ai alternano volti di persone che chiedono aiuto a facce di gente che sfreccia in autostrada, facce deformate dal tempo come in Bacon il cui ritornello isoradio è “mors tua, vita mea”. L’Onu piange miseria e chiede ai cassintegrati e ai disoccupati di contribuire al tamponamento delle emergenze umanitarie. Il Governo fa girare Renzi in camiciola bianca con aria di sicumera. Renzi, Grillo e Salvini, con contorno di Papa Francesco. Queste le figure, estremamente depressive, di riferimento per l’opinione pubblica italiana. Personaggi che ostentano una finta sicurezza su argomenti a loro lontani, e che si fanno scrivere i discorsi da un Machiavelli a gettone.
Facebook ha proposto durante il periodo estivo qualche selfie di utenti in viaggio in posticini paradisiaci, subito dopo troncati dall’arrivo di temperature asfissianti. Il mutamento climatico ormai evidente pare anch’esso contribuire alla sensazione di stanchezza e insicurezza diffuse che potrebbero tarpare il progetto capitalista di renderci tutti precari consumatori felici, la precarietà insomma, e questa spezzettata sensazione di essere un “Io” che il social network ci offre giorno dopo giorno, sembrano sfaldarsi come un digitale con poco segnale, un registratore cinese, o un gelato a 40 gradi . Il sorriso di Berlusconi si è spento, chi arriverà a porre rimedio al rinculo?

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 18, 2015 da in acidofile con tag .
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