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Madonne mediatiche: le civette su Auditore

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Una affezione particolare alla propria devota, una signora di Auditore che pare l’accudisse con le necessarie attenzioni (fiori e altro) necessarie a mantenere la sua “edicola” in ordine, pare abbia fatto piangere una immagine di Madonna del paesino di Auditore. Un vezzo santo? Una dimostrazione di umanità da parte della più umana delle icone religiose?
Ma non si tratta, da quel che si vede, di un normale pianto di commiato dalla sua amica, poiché se di semplici lacrime si fosse trattato forse ce ne sarebbero volute troppe per recare sul viso scolpito la traccia del dispiacere.
Ovviamente, quando queste Madonne piangono, di sostanza visibile si deve trattare, e quindi è il sangue che viene versato; in questo caso basta poco, magari solo due lacrimucce, per segnare le gote e colpire a fondo nell’emotività i fedeli.
Subito si accorre, e accorre la Polizia scientifica, mancherebbe solo ci girassero un Csi, con tanto di zoomate tecniche oltre le sacche lacrimali di vergine, per fortuna non c’è un corpo del reato e quindi ci si risparmia la puntata, semmai ci penseranno Mieli o Giacobbo, occulti direttori della tv nostrana dell’ignoto che non si occupi di mafia.
Dopo la bordata Vaticana sull’affare Medjugorie, ci mancava adesso questo episodio tutto marchigiano di riaffermazione della volontà verginale di mostrarsi. Ma noi nelle Marche siamo addirittura abituati a Case volanti con Madonna e bambino dentro, cosa volete che ci faccia un’iconcina con due segnetti in rosso? Ci vuole ben altro per attrarre l’attenzione.
In questa nuova dichiarazione di amore per una Madonna inquieta, quasi dark con quel sangue e quel misterioso sguardo, quella che gli inglesi’ senzadio’ hanno storpiato in Bloody Mary, in questa escandescenza estiva di devozione che tanto ci colpisce, e impaurisce, per la veemenza con cui le devote si  esprimono, ci fermiamo a leggere altre edicole, quelle della stampa, e notiamo con piacere come la libertà di pensiero giornalistica ancora possa esprimersi nel nostro Paese:
Il Corriere Adriatico, giornale devoto, titola con sicurezza “Madonna piange lacrime di sangue”, nessun dubbio, si proceda. Ma dedica il secondo titolo alla festa del santo patrono fanese con la notizia che all’ospedale Santa Croce (bel nome per un luogo di cura, non c’è che dire) oggi non si effettuano prelievi di sangue…che strana junghiana sincronia tra le due notizie.
Il Messaggero, che dovrebbe essere il meno rurale e il più laico tra i quotidiani locali, titola “Lacrime di sangue sulla statua della madonna”, qui si insinua il dubbio: sono lì per caso?, chi le ha messe? sta di fatto che ci sono, e tanto vale dedicare anche in questo caso, come prova di laicità, anche il secondo titolo alla festa del patrono.
Geniale trovata funzionalista invece quella de Il Resto del Carlino, l’astuto titolatore infatti decide per un “La madonna ‘piange’ lacrime di sangue”, quel piange tra virgolette è tutto un programma: le sono scese giù per caso? Stava veramente piangendo o si è trattato di un trauma? voleva veramente piangere, e per chi? tutte domande che, abilmente orchestrate, daranno sicuramente a questo quotidiano, come sempre, il record di uscite scoop sulla stessa notizia.
In attesa degli esami ematologici, che speriamo ci confermino un ponte tra sacro e profano, tra cielo e terra, con i dati del valore di emoglobina ed ematrocrito della santa vergine, sospendiamo il giudizio e ammiriamo… la diversità nell’unanimità.

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 10, 2015 da in acidofile, anticlericalismo con tag , , .
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