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Canti Sgarbiani. Ritrovato il poema datato 1945.

 

23Sgarbi Gambini e Carrabs durante il comizio in piazza

Quello che veramente ami rimane,
per le tue collezioni
il resto è la tua campagna elettorale.

Quello che veramente amiamo non ci sarà strappato
anche se Sgarbi si aggira nell’Acropoli, un tempo Ducato.

Quello che veramente amiamo è nostra vera eredità
Il mondo a chi appartiene, a noi, al Governo
o all’Assessorato?

Prima venne il visibile, quindi il pagabile
o studente, sebbene tu stia in dimore d’inferno (a caro prezzo)
visiterai Palazzo Ducale per dimostrare integrità
l’ha deciso il Podestà.

Quello che veramente ami è la tua vera eredità
La grande mostra è un bluff nel suo mondo di draghi.

Strappa da te la vanità, non fu un uomo
A creare il Turista, o la Fama, o la Grazia,
ma semmai l’umanità.

Strappa da te la vanità, ti dico Sgarbi strappala
Impara dal mondo al verde quale sia il tuo luogo
tra una poltrona e uno sfogo.

Nella misura dell’invenzione, o nella vera spacconata dell’artefice,
Strappa da te la vanità,
Sgarbi strappala!
Casa Pound ringrazia per la tua trovata.

“Dominati, e gli altri ti sopporteranno”
Strappa da te la vanità Sgarbi
Sei un cane bastonato sotto la grandine,
Un Gambini rigonfio tradito dal PD,
Metà nero metà bianco
Né distingui un capo da una coda.

Strappa da te la vanità

Come son meschini i tuoi rancori
Nutriti di falsità.

Strappa da te la vanità,
Avido di primeggiare, avaro di carità,
Strappa da te la vanità,
Ti dico strappala.

Ma avere fatto in luogo di non avere fatto
La Bella principessa, una gran figata
Di Leonardo o no chi se ne frega
Purché Urbino si aprisse alla mondanità
Ma strappa da te la vanità.

Qui l’errore è in ciò che si è stradetto, nel protagonismo che non fece esitare.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il aprile 14, 2015 da in acidofile, guarda qua (ed anche qui e quo), marche antifascismo, poesia con tag , , , , .
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