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Mondo del lavoro: 28 marzo e 24 aprile

microchip
-Appuntamento a Roma il 28 di Marzo per la manifestazione indetta dalla Fiom Cgil su sette grandi temi sociali che si fanno cardini di una forte richiesta di cambiamento. Per il Lavoro e rivendicare un piano straordinario di investimenti; per i Diritti e la riconquista di un nuovo Statuto dei lavoratori, comprensivo dell’Art.18; per la Democrazia e una legge sulla rappresentanza basata sul diritto di voto di tutti i lavoratori; per la Giustizia sociale e il diritto alla salute, all’istruzione e all’assistenza; per il Reddito, l’aumento dei salari, la rivalutazione delle pensioni e l’abbassamento dell’età pensionabile; per la Legalità e una vera lotta all’evasione fiscale, alla corruzione e all’economia criminale; per l‘Europa che sia un’Unione solidale, non in mano ai banchieri, e ponga fine all’austerity. Maifestazione a Roma
PESARO e Comuni della Provincia: A Roma sabato 28 marzo per la manifestazione promossa dalla Fiom Cgil UNIONS . I pullman partiranno da Pesaro e dai Comuni della provincia nella prima mattinata di sabato prossimo. Il corteo si muoverà alle 14:00 per confluire in piazza del Popolo, dove la manifestazione terminerà con il comizio conclusivo di Maurizio Landini. Partenze Pulmann28 marzo roma
Lavoratori Autoconvocati Scuola   sciopero del 24 aprile. Il re è nudo! L’arco di trionfo donato dai governi degli ultimi due decenni agli interessi dei grandi poteri economici, culminato nel jobs act, che ha ridotto il lavoratore a una merce come altre, trova la sua chiave di volta nel Ddl sulla scuola presentato dal governo Renzi.
-MARCHE – Microchip negli scarponi e lavoro gratuito . La piattaforma di Fincantieri “ Corriere Adriatico   “ del 26/03/2015 .    Fincantieri

(materiali segnalati da ALLPX, associazione lavoratori e lavoratrici pesaresi).

Ogni sabato mattina, all’Infoshop di via da Serravalle 16, apriamo uno spazio di discussione sulle questioni sociali, politiche, economiche del momento.
Domani 28 marzo:
La manifestazione della FIOM del 28 marzo a Roma cade in una delle fasi più difficili della lotta sindacale in Italia.
In pochi anni sono caduti uno dopo l’altro alcuni dei capisaldi storici delle conquiste dei lavoratori in questo paese.
L’attacco lungo le linee del mercato dei lavoro e della contrattazione ha portato alla destrutturazione dell’esistente ed alla sua sostituzione con norme funzionali alle esigenze di ristrutturazione delle imprese (Jobs Act nel 2015) nonchè alla riorganizzazione gerarchica del lavoro pubblico.Questo processo travolge letteralmente i rapporti di forza tra capitale e lavoro.
L’organizzazione sindacale radicata nei posti di lavoro, con una rappresentanza che contratta la prestazione lavorativa, è in declino e in rapida trasformazione all’interno di spazi assegnati dalla finanza e dalle grandi imprese sovranazionali. Nei fatti è la costruzione del sindacato di mercato.
Si tagliano diritti e tutele: negando il diritto di coalizione e di contrattazione nel luogo di lavoro, togliendo alla base la possibilità di porre vincoli al capitale. La centralità dell’impresa e l’aziendalismo corporativo anti-solidaristico, come base dell’egemonia culturale diffusa, portano alla competizione fra lavoratori.
La precarizzazione del lavoro diffusa si imporrà ulteriormente secondo l’applicazione dello schema “a porta girevole”: passi dal lavoro al non lavoro con un salario di sussistenza a tempo, vero punto di arrivo delle varie modifiche del mercato della forza lavoro.
Lo stessa deindustrializzazione ha determinato un numero crescente di disoccupati; se nel nord del paese i processi ristrutturativi creano anche una disoccupazione tecnologica, in vaste aree del sud si riapre la questione meridionale con riferimenti storici e inediti. Il ricatto del posto di lavoro risulta un’arma vecchia ma che funziona sempre in mano ai padroni.
I processi in atto nella manifattura con la formazione di aziende a rete, filiere ecc., lo sviluppo della circolazione delle merci che implementa la logistica come uno dei settori strategici per la valorizzazione del capitale creano anche l’impossibilità, ormai,di parlare di settore industriale nazionale: il riferimento nel caso del nord del paese non può che essere quanto meno europeo. Prendere a base il nazional-capitalismo in termini di analisi è tempo sprecato.
L’azione sindacale dovrebbe avvenire attraverso una reazione di massa organizzata e condivisa, ma questa oggi non è possibile dati i rapporti di forza sfavorevoli, dovuti anche a pesanti sconfitte (Legge Monti-Fornero nel 2012).
In questa situazione di grave difficoltà per l’azione sindacale di massa, conflittuale ed auto-organizzata, occorre difendere l’agibilità, la libertà/diritto dei lavoratori ad associarsi/coalizzarsi, ad organizzarsi sindacalmente nel posto di lavoro e nel territorio, sia sul piano della rappresentanza che dell’azione di consultazione e di decisione assembleare; impedire il processo di desindacalizzazione, collegato sia all’espulsione di forza-lavoro che al ricatto padronale ed ai processi di precarietà/flessibilità, il quale produce inesorabilmente la scomparsa dell’azione sindacale nei posti di lavoro.

La diffusione della precarietà – tanto sul piano del rapporto di lavoro quanto sul piano della distruzione di autonomia di scelte nella vita – rappresenta un processo in cui occorre andare a ricostruire legami di appartenenza collettivi, in cui occorre alimentare un processo di ricomposizione di interessi materiali, all’interno di un sindacato industriale intercategoriale, rappresentativo delle varie figure lavorative contemporanee.
Questa è la priorità che ha davanti a sè il mondo del lavoro organizzato.
Le coalizioni sociali, semmai vengono dopo, molto dopo.

Alternativa Libertaria/Fdca, sezione Fano-Pesaro

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il marzo 27, 2015 da in allpx, sindacalismo con tag , , , .
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