rimarchevole…

un blog di provincia…

Si dice Casa… ma è uno striscione.

Le scritte corredate da affissione abusiva e adesivi, nel centro commerciale San Lazzaro.

Le scritte corredate da affissione abusiva e adesivi, nel centro commerciale San Lazzaro.

Sulle ‘politiche’ dell’associazione di etrema destra CasaPound si è detto molto: quel loro continuo tentativo di farsi una credibilità con iniziative mordi e fuggi su tematiche popolari che attraggano la stampa. Pura demagogia Mussolinian style anche se definita “promozione sociale”. Qui a livello locale, mentre fioriscono (si fa per dire) scritte spray naziste con contorno di loro adesivi e volantini, la loro ira si rivolge contro chi fa due più due (come mai tutti questi attacchi spray sono sempre contornati da adesivi e volantini di Casa Pound e FN? i teppistelli questi materiali li trovano per caso per strada?), e il loro orgoglio consiste nel confermare che loro la politica non la fanno con le scritte di notte ma… con gli striscioni (anch’essi abusivi) contro questo e quello. Siamo allo stadio? no, peggio, siamo a Casa Pound. Pubblichiamo quindi una arguta riflessione di una residente nel quartiere San Lazzaro di recente imbrattato da svastiche e simili loghi.

Risposte plurali e condivise

 Da qualche mese in città è tutto un proliferare di passeggiate, volantinaggi, comunicati, scritte sui muri... le “nuove” destre sembrano vittima di un iperattivismo mai visto prima nella nostra zona ed in particolare nel quartiere di San Lazzaro, dopo aver colpito l’Infoshop e lo spazio autogestito Grizzly.

I passeggiatori di Forza Nuova hanno optato per le sfilate con un ultimo modello di pettorina iridescente arancione.
Il nero non è di moda…il restyling prevede, in estate, t-shirt rossa, in inverno invece si opta per l’arancione shocking.
La ronda solitamente dura il tempo di 4-5 scatti…il tempo per fare book da inviare alla stampa locale che sembra interessatissima a pubblicare foto di 4 persone che si guardano intorno dentro al centro commerciale vuoto o camminano lungo un marciapiede.

Per CasaPound invece niente book.
Loro sono i fascisti del terzo millennio, fascisti veri, “di marmo” come si è autodefinito in un’intervista Iannone, guru, nazi-popstar degli ZetaZeroAlfa e presidente di CasaPound (comunque che fosse “de marmo” ce ne eravamo accorte/i pure noi…e non c’era bisogno di fargli outing).
Sulla pagina Fb della (mono)cellula locale, in attesa di aprire a breve la sede, si esprime dalla solidarietà al “benzinaio eroe” che ha preso a fucilate alcuni ladri alla delusione per il calo dell’italica natalità, dalla vicinanza a Salvini (l’alleanza con la Lega è cosa fatta da tempo) a quella dei propri martiri
Non hanno voglia di perdere tempo con polemiche sulle scritte anche perché hanno “una Nazione da riprendersi” come scrivono nell’ultimo comunicato su Vivere Fano firmato CasaPound Marche.
Rimane però, tutto interno all’organizzazione, il problema che coloro che definiremmo “simpatizzanti”, di notte, si divertono a disegnar svastiche e minacciare antifascisti per i muri della città e attaccando vicino, in maniera molto poco intelligente, volantini ed adesivi firmati CasaPound.
Oltre ad essere parecchio “di marmo” che siano anche schizofrenici visto le alterazioni comportamentali notturne e diurne?

Ma in questa situazione la cosa più interessante è la strategia adottata dalle istituzioni e da una parte della sinistra: una sorta di ritirata sull’Aventino (strategia che ci pare di ricordare non avesse funzionato granché alcuni anni fa…).
Tratta il problema come un male oscuro, di cui non si deve parlare (quasi in modo scaramantico) per timore di dare visibilità a gente che, evidentemente non si sono accorti, ce l’ha comunque.
Anche perché il povero Marco Ferri, da ben tre anni senza neve ma sempre in trepidante attesa di calamità e disatri, sembra aver trovato nuove ragioni di vita nel dar spazio a Forza Nuova e similari e nel problema della sicurezza in particolare del quartiere san Lazzaro.
La competizione ad un’informazione sempre più di qualità contagia anche la stampa locale…che, poco tempo fa, in un articolo di cronaca su un furto, collocava persino via Fanella nel quartiere San Lazzaro!

Ancor più interessante è l’atteggiamento delle forze dell’ordine che, nonostante numerose chiamate di residenti e dopo aver garantito che non avrebbero permesso le “passeggiate”…lasciano fare.
Evidentemente si aspetta che qualcuno si faccia male per intervenire e magari dire in seguito che “tutto ciò non era prevedibile”.

E a San Lazzaro?!
Che ne pensano i residenti di tutto questo?
Che fanno coloro che, volenti o nolenti, si ritrovano coinvolti tra problemi di sicurezza ed propaganda di estrema destra?
A San Lazzaro la gente, checché ne dica Forza Nuova, non si unisce alle passeggiate perchè sa che, in realtà, sono ronde ma raccoglie fondi per i furti subiti dalla scuola, solidarizza coi commercianti del centro commerciale, si organizza per ripulire le scritte dai muri, magari regalando al quartiere una piccola opera d’arte (sempre chiedendo prima il consenso a chi il quartiere lo abita e lo vive ogni giorno), cerca di superare il problema sicurezza aggregando, non dividendo e creando paure…
A San Lazzaro si prova a trovare risposte condivise da dare a tutti i problemi che nel quartiere ci sono, compreso questo, cercando di coinvolgere i residenti.

Non a caso parliamo di risposte perché alla pluralità e alle differenze crediamo davvero.
Veniamo da storie e percorsi diversi, che vanno riconosciuti e rispettati…ma siamo certi che le risposte, soprattutto in casi di attacco ai valori costituzionali come in questo caso, non possano che essere collettive.

Il percorso è lungo, lento…ma va avanti.
Certo, il rischio di proselitismo da parte delle nuove destre in una situazione di crisi come quella attuale, c’è…
Per questa ragione crediamo che tra il contrapporsi in modo sterile ed “autoreferenziale” e la silenziosa ritirata esista una terza via: informare il più possibile i residenti, far capire chi sono i passeggiatori e chi coloro che, nella notte, si firmano “88” e disegnano svastiche.

Perché da questa crisi di civiltà si esce solo insieme, attraverso un percorso di riconoscimento reciproco, di condivisione di scelte, di partecipazione reale.

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il febbraio 16, 2015 da in acidofile, antifascismo, marche antifascismo con tag , , .
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