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Fiat 500X: l’auto è maschio, ma…

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Se qualcuna avesse ancora dei dubbi sulla reale esistenza del deprimente binomio donne e motori, ci pensa Fiat questo mese a sgomberare ogni incertezza: l’auto non è solo dei maschi, ma è proprio di sesso maschile. Lo esaltavano i poeti futuristi con il loro “automobile ruggente”, solo negli anni ’20 il mezzo inizia ad assumere fattezze femminili, cosa perorata dal D’Annunzio, la libido maschile veniva quindi investita (pardon) sulla guida, la conduzione, il possesso dell’auto più che su di essa come prolungamento del maschio, anche se questa dinamica, e possiamo vederlo anche oggi dai tanti pirla che girano col SUV, resta.

Il sexy car wash con tutte le sue schiume ci aveva già in passato confermato l’investimento erotico maschile sull’auto, e se lo strumento di trasporto deve essere, come i buoi del tempo antico, “dei paesi tuoi”, ora Fiat ci richiama all’acquisto lanciando sul mercato un’ auto “prodotta a Melfi”, italiana quindi a prescindere dal tanto deprecato fugone all’estero della casa produttrice, ma chiarendo una volta per tutte che l’italianità del mezzo deve essere appunto corredata dalla virilità,… italians do it better, il maschio latino, ecc.

Peccato che lo spot in questione, che presenta una Fiat500X, cioè extra, più carrozzata, possa avere degli effetti indesiderati: il riferimento all’ingestione del viagra cioè potrebbe sì confermare che l’auto è maschio, ma anche che la carrozzatura è farlocca.
La 5oox cioè, destinata ad un parco acquirenti di pensionati, potrebbe allontanarli per il loro interesse a fugare il sospetto uso di pillolette o la frequentazione di belle signore a ore, potrebbe altresì allontanare dall’acquisto i più giovani certo non interessati ad un’auto gonfiata, e pure il precariato giovanile, indotto da una società che investe tutto sul viagra,non gradirà comunque i 18mila euro.
La bigoressia insomma potrebbe rivelarsi un boomerang ed i dieci milioni di visualizzazioni online dello spot una mera attrazione per la proposta simbolica dell’auto come maschio.

La Fiat  in questi anni ha cercato di rilanciare in ogni modo la sua immagine di casa produttrice affidabile, internazionale, gonfiando appunto misure e dotazioni per cercare di stare al passo con case produttrici molto più robuste. L’italianità è stata giocata negli spot pubblicitari in vari e incoerenti modi, perché lo spot è incoerente, usato nei tempi e nei modi più incongrui per bersagliare questo o quel target di potenziali clienti. E il cliente va immaginato, ricercato, categorizzato:
può essere quello del 2007, quando lo spot Fiat richiamava ai valori del bene e del male presentando immagini di volti noti e accadimenti come la strage di Capaci (“il male”), allora c’era bisogno di ripresentare Fiat come simbolo di unione culturale e politica (i volti di Napolitano come quello di Wojtyla).
Ma uno spot è certo anche capace di sud/dividere. Contemporaneamente alle stragi in mare di persone in fuga dall’Africa, Fiat infatti proponeva nel 2012, per il solo pubblico americano, uno spot “Immigrants” che presentava delle colorate Fiat 500 buttarsi dalla costiera amalfitana ed approdare via mare a New York. L’auto simbolo è anche capace di sfruttare altri prodotti, come il retorico film “ La grande bellezza”, con lo spot sulla Fiat 500 cult 2014 guidata dal regista Sorrentino, o il sex appeal popolare di Jennifer Lopez per lo spot Usa della 500.
Lo scorso anno invece la casa ex torinese aveva investito sulla retorica della famiglia, senza mostrare perché praticamente e tecnicamente la 500 L dovrebbe essere adatta a famiglie numerose, lo spot Fiat e Disney è girato tutto in una ampia e lussuosa casa con famiglia eterosessuale con tre o più figli, e afferma che “in fondo più sono e meglio è” riferendosi ai figli, proponendo la presunta spaziosa 500 L con sconti “sino a 1500 euro” per chi si presenta con prole, e carta di credito, in concessionaria.

Quale altro target colpirà ora coi suoi giocattoli la Fiat? L’importante è che l’acronimo non nasconda quello tedesco: Fehler in allen Teilen, errori in tutte le parti!

 

FPA

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il gennaio 22, 2015 da in acidofile, femminismo, guarda qua (ed anche qui e quo), la sindrome del suv con tag , , , .
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