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FERMARE LE BOMBE SU GAZA: sit in 15 luglio ad Ancona.

alambicco
Settimane fa, Israele ha preso a pretesto la scomparsa e l’uccisione di tre giovani coloni israeliani a Hebron per punire Hamas e rompere il nuovo governo di unità palestinese.

Per giorni le forze armate israeliane hanno imperversato in tutta la Cisgiordania occupata con rastrellamenti, arresti indiscriminati e uccisioni di civili in una campagna di punizione collettiva ingannevolmente presentata al mondo come una missione di salvataggio.

Ora Israele ha lanciato una vasta azione di bombardamento sulla Striscia di Gaza, che dal 2006 è strangolata da un embargo criminale. Quella che è stata presentata come un’operazione militare volta a colpire obiettivi terroristici si è prontamente rivelata, secondo un copione già visto, nel massacro generalizzato di civili palestinesi e nella distruzione sistematica delle infrastrutture civili della Striscia di Gaza.

L’ Ambasciata dei diritti di Ancona e la Campagna Palestina Solidarietà Marche esorta tutte le associazioni, le realtà sociali e politiche e tutti gli uomini di coscienza solidali con il popolo palestinese e con tutti i popoli oppressi ad aderire ad una giornata di mobilitazione regionale contro l’ennesima aggressione israeliana.

Invitiamo tutti MARTEDì 15 LUGLIO ALLE 17.00 a partecipare al presidio davanti alla sede RAI di Ancona (Scalo Vittorio Emanuele, 1) per denunciare l’uso distorto delle notizie dei principali media tradizionali italiani, vergognosamente allineati sulle posizioni israeliane.

Le informazioni, costruite in maniera tendenziosa, portano il consumatore di notizie poco informato a credere come sia Hamas, o i palestinesi, che stanno attaccando Israele, e non viceversa. Il contesto generale, vale a dire il sistema israeliano di occupazione, colonialismo e apartheid imposto da decenni sui palestinesi è completamente omesso dal quadro.

Ma la narrazione dei media riflette precisi interessi politici ed economici: l’Italia rappresenta infatti il quarto partner commerciale mondiale di Israele e il maggiore fornitore di sistemi militari dell’Unione europea. Proprio qualche giorno fa, mentre erano in corso le incursioni aeree israeliani su Gaza, Alenia Aermacchi del gruppo Finmeccanica ha consegnato alle forze armate israeliane i primi due aerei addestratori M-346.

L’operazione israeliana “Margine protettivo” non ha l’obiettivo di distruggere Hamas, o di fermare il lancio di razzi verso Israele. L’utilizzo di armi letali ad alta tecnologia su un fazzoletto di terra tra i più densamente popolati al mondo e su una popolazione civile largamente indifesa e disarmata rappresenta solo una tappa del progetto israeliano di pulizia etnica dei palestinesi.

 

Come ha affermato Zaid Shuaibi, portavoce del Comitato Palestinese per il boicottaggio di Israele (BDS):

Le attuali azioni israeliane sono finalizzate a terrorizzare i palestinesi e costituiscono una punizione collettiva. La violenza militare, la punizione collettiva e la deliberata presa di mira dei civili sono fattori endemici del decennale sistema di occupazione, colonizzazione ed apartheid israeliano.”

“Israele è in grado di agire con impunità assoluta a causa del sostegno militare, economico e politico che riceve dai governi di tutto il mondo. Chiediamo ai governi di imporre immediatamente un embargo bilaterale sulle armi e di sospendere gli accordi bilaterali fino a quando Israele non sarà pienamente conforme al diritto internazionale “.

 

Ambasciata dei Diritti MarcheCampagna Palestina Solidarietà

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il luglio 15, 2014 da in antimilitarismo, campagne nazionali con tag , , .
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