rimarchevole…

un blog di provincia…

Presentata una nuova lista: la FanoVulona.

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Come fanesi doc ci prendiamo il diritto di fare satira, autocritica e scandalo, presentando una nuova lista elettorale, la FanoVulona.

Non vediamo perché infatti qui tutti vogliono governare senza dire come e dove prenderanno le risorse per farlo, e presentando programmi fuffa, e noi no.

Prendiamo ad esempio quello che dovrebbe essere il candidato “modello di democraticità” perché scelto tramite le Primarie: Massimo Seri. Un uomo che ha sempre svolto incarichi di funzionario politico, e che ha vinto sul candidato Marchegiani perché quest’ultimo ormai bruciato dalla sudditanza al PD regionale. Ma avete letto il programma per la città di Seri?!? una sequela di vaghezza mista a non detti, e iperboli del fare assoutamente incredibili.

Task force europea: Seri propone la costituzione di un “gruppo” di giovani che intercettino finanziamenti europei ma non dice come dovrebbe essere costituito, con che competenze e con che risorse né chi sono i soggetti propositori. Un programma serio dovrebbe invece proporre nomi, modalità, aprirsi al confronto.
Turismo: puntare tutto sulle famiglie con bambini perché siamo la “Città dei bambini”. Ma che vuol dire? Non sarebbe meglio analizzare la domanda e proporre una offerta di qualità senza affaticarsi a voler dare risposte originali puntando su un solo target? Certo, si potrebbero costuire giornate di gioco e didattica per i bambini ma questo lo si può fare a prescindere, senza voler dare parole d’ordine. Non viene poi individuato nessun soggetto e fatto nessun esempio, a parte il Carnevale dei bambini che diciamolo, c’è già perché questa è l’attrattiva del Carnevale, e il Paese dei Balocchi che ormai c’è da anni e non pare possa attirare masse di turisti. Ma la caratteristica negativa di tutto il programma a seguire è proprio l’aleatorietà, per cui si capisce che ci sono interessi ma non si capisce bene chi dovrebbe gestirli e come.
Ad esempio l’idea del”Realizzare un nuovo marchio, un logo ed uno slogan per creare e diffondere una chiara identità turistica territoriale, oggi più che mai importante nella comunicazione e nel marketing.” Ma lo sa Seri, lavorando in Provincia, quanti marchi fuffa sono stati ideati dando soldi a questo e a quello in questi anni?
Suvvia! quello che conta è la realtà vera, chi parla di “marketing” senza avere niente da valorizzare o vendere vende aria fritta.
Riguardo alla gestione degli spazi di interessa pubblico della città, grande caduta di stile nel plaudire di Seri alla gestione da parte della associazione Work in progress della Rocca Malatestiana: uno spazio a rischio di essere gestito come un salottino personale (ci sono state giuste proteste poi “sanate” dall’apertura alle associazioni della città …ma ricadute col VETO di svolgere il Fuorisalone libertario), con dei ragazzi in costume da bagno rintanati col loro pc nel sottoscala, nessuna informazione per i turisti, non una lira per un palco decente, luci rotte, porte rotte… e lui plaude. Si accoda cioè a chi vuol fare le nozze coi fichi secchi facendo gestire a dei ragazzi privi di esperienza uno spazio abbandonato, e propone poi degli info-point digitali e dicendo che “Si possono realizzare, in collaborazione con associazioni e operatori, applicazioni per dispositivi mobili che rendano la città e il territorio più fruibili, come ad esempio dei virtual tour”.
Insomma, niente chiarezza e niente risorse per gestire bene le strutture ma si prosegue con una gestione mista pubblico-privato: che unisce lo sperpero di denaro pubblico con la parzialità di scelte del privato.
Salto poco chiaro anche quello della fantomatica Casa diroccata delle associazioni: come non chiamare così gli ex ufficio del Collocamento a Sant’Orso? un luogo inadatto a qualsiasi genere di attività che non sia quella da scrivania, isolato dal quartiere perché dentro un palazzo, che dovrebbe essere il contentino alle associazioni. Il risultato sarebbe il seguente: le associazioni avrebbero lì i loro uffici (ma la gestione sarebbe affidata al Centro servizi per il volontariato) e invece gli spazi importanti della città sarebbero gestiti appaltandoli ad associazioni di giovani disposti a lavorare a costo quasi zero, sotto il controllo della Giunta comunale che come oggi accade resta il termometro politico di quello che va concesso e a chi va concesso, in primis per il permesso di svolgere manifestazioni pubbliche anche bypassando gli oberosi regolamenti.
Dopo questa sequela di contentini, tra i quali  una riserva di appalti pubblici da affidare a cooperative di tipo B il programma passa al sodo, cioè a promettere ciò che non ci sono soldi per fare:
-una pineta a due passi dal mare in zona ex gokart, pronta a ricevere i flutti!
-un vago discorso sulla valorizzazione delle spiagge libere
-la bonifica dello scolmatore di Sassonia
-la Caserma Paolini museo e centro servizi
-l’arretramento della linea ferroviaria Adriatica!!!
-la riqualificazione delle frazioni
-un Festival della Classicità (?)… e dove è finito il festival Passaggi dell’amico Carnaroli?
-un nuovo Museo…
Babbo Natale Seri  dice  che i soldi vanno presi riducendo sprechi e clientelismi… .
Non ci dice però molte cose importanti: se ad esempio vuole fare gli “Stati generali del Welfare”… perché non si esprime sullo smantellamento del welfare e soprattutto degli Ambiti sociali?
Il silenzio è rivelatore della strategia PD: molte proposte, in questo programma di Seri, attarverso le quali il Pubblico diventa agenzia di collocamento degli interessi di alcune aree private, ma mai nessuna chiarezza sulla fattibilità, e soprattutto nessuna risposta sul sempre minore spazio dato alla discussione di interessi reali di tutti. Non è un caso che l’unico potentato economico contro cui parla Seri in questo suo non-programma sia la Fondazione Cassa di risparmio, come tutti gli altri tende a vedere il problema del controllo sulla città in chiave di trattativa con chi i soldi ce li ha veramente.

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 24, 2014 da in acidofile, elezioni 2014 satira, politica locale, spazi pubblici con tag , , .
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