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Il cacio di Aguzzi.

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Mai come oggi per il Sindaco Aguzzi vale il detto “Quando il cacio cade sui maccheroni non è certo perché il cuoco è inciampato”.
Come una s-fortunata coincidenza infatti, la Polizia municipale ha deciso di allertarsi per effettuare controlli sullo svolgimento di una Festa riservata ai soci proprio nel caso della nota associazione ambientalista La lupus in fabula, che ogni anno svolge la sua tradizionale Festa di fine caccia.
“Falcineto Park”, nota sala per spettacoli e feste che accoglie centinaia e centinaia di persone ogni anno, non pare avesse mai avuto problemi con la normativa vigente su feste private e/o pubblici spettacoli, essendo una struttura nuova ed appositamente creata. Però, guarda caso, proprio un giorno prima dello svolgimento della Festa, vengono effettuati controlli che rilevano che non è possibile lo svolgersi iniziative publicizzate (come se il fatto di publicizzarle con una locandina, nell’epoca di Whats App, incidesse più di tanto sull’affluenza).
Circostanza misteriosa: i controlli sarebbero stati efettuati a seguito di una misteriosa e forse anonima segnalazione riguardante schiamazzi o simili, precedenti.
La vicenda dice che: NESSUNO, nel bailamme di permessi, permessini, licenze e autorizzazioni è MAI completamente in regola per la burocrazia italiana…però i controlli, che sarebbe o difficile, o impossibile, o socialmente controproducente svolgere a tappeto, si svolgono “su segnalazione” solo quando sta per svolgersi qualcosa di SCOMODO.  Così, per mano di ignoti cittadini così tanto rispettosi delle leggi, la scure della burocrazia cade sulle teste giuste.
Il Sindaco della città non dormirà notti insonni sapendo che una associazione contraria alla caccia, lo sport preferito dal primo cittadino certo più della staffetta, non può svolgere l’unica iniziativa di autofinanziamento dell’anno. Il fatto che non esistano luoghi pubblici attrezzati e in regola con la normativa per consentire ai suoi cittadini di svolgere attività aggregativa non lo preoccupa più di tanto. Del resto, non è forse vero che è possibile svolgere alcune attività anche “in deroga” alle norme? Certo! Basta che la Giunta comunale  stabilisca che i permessi sono “in itinere” o coinvolga soggetti garanti per il rispetto ad esempio delle norme antincendio.
Come è vero che sulla questione della gestione del potere attraverso la burocrazia il fronte è trasversale, fateci caso:
il candidato sindaco Seri, ancor prima di essere eletto, plaude alla gestione estiva della Rocca malatestiana, gestione affidata senza appalto … e magari non ci avrà mai neanche messo piede. Dove era quando l’ associazione gestrice, dopo aver promesso “massima collaborazione coi cittadini”, revocava lo spazio al Fuorisalone libertario adducendo una pietosa motivazione burocratica?
Per non parlare dell’uso del suolo pubblico: il Sindaco Aguzzi poco tempo fa esprimeva tramite il suo ufficio stampa la massima solidarietà al caotico movimento dei “Forconi” che occupava il Pincio… lo avete sentito dire una parola  anni fa quando le associazioni protestavano col suo sodale Falcioni per l’iter burocratico bizantino per mettere giù una sedia a un banchetto? 
Tempo fa operava un Tutore dell’Ordine nell’entroterra, ora fortunatamente in pensione,  cui “capitava” sempre di trovare segnalazioni anonime in cassetta per controllare scrupolosamente chi non gli stava a genio. Non è la segnalazione anonima la cosa più pericolosa quando si tratta di attività politicamente sensibili?
Una cosa è certa: ci sono norme che dovrebbero essere dalla parte dei cittadini, e anche amministratori eletti che dovrebbero premurarsi si facilitare la vita alle associazioni della propria città, che gli piacciano o no. Troppi condizionali per una finta democrazia che si regge ormai su una parvenza di cittadinanza paritaria che tale non è, e non è stata mai da ben prima del “Lei non sa chi sono io …”.
Questa piccola cittadina di mare ha bisogno che tutte le associazioni non ammanicate si uniscano in un deciso NO alla politica che chiude la libera cultura in spazi pubblici e la vuole relegare ai margini, e apre alla patinata cultura in franchising fatta da “chi può” o dai club che benignamente ti prende sotto la sua ala, purché tu applauda Renzi o Veltroni (e qui apriamo un altro capitolo😉

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 24, 2014 da in acidofile con tag , , .
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